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Disp. Att. Cod. Proc. Pen.

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Abbreviazione di 'Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale', norme che servono a integrare e rendere operativo il codice di procedura penale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Udienza da remoto: i costi dei documenti non gravano sul detenuto
Un detenuto ha chiesto l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, volendo allegare un CD-ROM con documenti probatori. Durante un'udienza svoltasi tramite udienza da remoto, il Magistrato di sorveglianza ha autorizzato la produzione del supporto informatico, ma ha posto le spese di spedizione a carico del detenuto. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del detenuto. I giudici hanno stabilito che il luogo da cui l'interessato si collega per l'udienza da remoto è equiparato all'aula di tribunale. Di conseguenza, imporre le spese di spedizione dei documenti al detenuto viola il suo diritto di difesa, ponendolo in una situazione di svantaggio rispetto a chi partecipa fisicamente all'udienza. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento per la parte relativa all'addebito delle spese.
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Autorizzazione a presenziare all’udienza: l’onere è del detenuto
L'Imputato, accusato di rapina aggravata e sottoposto agli arresti domiciliari, non si presenta all'udienza di appello. La difesa eccepisce la nullità del processo per legittimo impedimento, sostenendo che l'uomo non avesse ricevuto dalle forze dell'ordine la formale comunicazione del provvedimento di autorizzazione a presenziare all'udienza. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che l'autorizzazione a presenziare all'udienza senza scorta non richiede alcuna notifica formale all'imputato. È infatti preciso onere del detenuto o del suo difensore attivarsi per conoscere l'esito della propria richiesta. Inoltre, nel caso specifico, il provvedimento era stato letto in udienza alla presenza del sostituto del difensore di fiducia, rendendo la conoscenza dell'atto pienamente valida. Di conseguenza, l'assenza dell'imputato non costituisce un legittimo impedimento.
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Rifiuto di sottoporsi all’alcoltest: condanna senza avvocato
Un automobilista è stato condannato per il reato di rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. Il conducente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che le forze dell'ordine non lo avessero avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore prima del test. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di dare l'avviso della facoltà di farsi assistere da un avvocato non sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. La presenza del difensore serve infatti a garantire la regolarità di un accertamento tecnico irripetibile; se l'esame non viene eseguito a causa del rifiuto del conducente, l'avviso non è dovuto. Di conseguenza, l'automobilista è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Avviso al difensore: è obbligatorio per l’alcoltest?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. La Corte ha ribadito che, in caso di rifiuto del test, non sussiste l'obbligo di dare avviso al difensore, poiché la sua presenza è funzionale a garantire la correttezza di un atto irripetibile, non a convincere il conducente a sottoporsi all'esame. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Avviso difensore guida ebbrezza: la prova testimoniale
Un conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'inutilizzabilità degli esami clinici a causa della mancata verbalizzazione dell'avviso di farsi assistere da un difensore. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'avviso al difensore per guida in ebbrezza può essere legittimamente provato tramite la testimonianza dell'agente di polizia, anche se non menzionato negli atti scritti, soprattutto quando le circostanze, come le gravi condizioni di salute dell'imputato, giustificano la mancata verbalizzazione immediata.
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