Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato in sede di esecuzione per unificare le pene di nove diverse sentenze di condanna per furto. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, evidenziando che i reati, commessi in un arco di tre anni con modalità differenti e su beni diversi, dimostravano una generica propensione a delinquere e non un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il bisogno economico quotidiano non configura un programma criminoso unitario, ma rappresenta un mero stile di vita illecito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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