La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sentenza di condanna per reati legati agli stupefacenti, rigettando il ricorso degli imputati. La difesa contestava la determinazione della pena base, fissata in quattro anni di reclusione, lamentando una carenza di motivazione. La Suprema Corte ha stabilito che la discrezionalità del giudice nella quantificazione della sanzione è insindacabile se supportata dai criteri dell'art. 133 c.p. e se coerente con le istanze precedentemente formulate dalle parti, come nel caso di un patteggiamento rigettato ma ritenuto congruo nel merito.
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