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Diritto Di Prelazione

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67 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Offerta di vendita: quando il contratto è concluso?
La Corte di Cassazione chiarisce che in materia di dismissione di immobili pubblici, il contratto di vendita si perfeziona nel momento in cui il conduttore accetta l'offerta di vendita inviata dall'ente proprietario. L'ordinanza stabilisce che una successiva riclassificazione dell'immobile (da 'non di pregio' a 'di pregio') non può modificare le condizioni economiche, incluso il prezzo, già cristallizzate nell'accordo. Di conseguenza, il ricorso dell'ente pubblico è stato respinto, confermando il diritto degli inquilini ad acquistare l'immobile al prezzo originariamente offerto.
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Confisca del profitto: l’immobile acquistato è parte del reato
Un funzionario pubblico è stato accusato di corruzione per aver ricevuto una cospicua somma da un imprenditore immobiliare, utilizzata per acquistare un appartamento intestato alla moglie. Nonostante l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte di Cassazione ha confermato la confisca del profitto, identificato nell'appartamento stesso, considerandolo un reimpiego diretto dei fondi illeciti. La moglie è stata ritenuta un'intestataria fittizia. La Corte ha invece annullato le decisioni sui risarcimenti civili per motivazione insufficiente, rinviando la questione a un giudice civile.
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Improcedibilità del ricorso: le conseguenze
Una società, cessionaria di un credito litigioso relativo a un diritto di prelazione, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società non ha depositato la copia della notifica della sentenza d'appello, come richiesto dalla legge. Questa omissione, non sanabile, ha comportato non solo la condanna alle spese, ma anche una sanzione per abuso del processo.
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Diritto di prelazione impresa familiare: quando cessa?
Una recente ordinanza della Cassazione stabilisce un punto fermo sul diritto di prelazione nell'impresa familiare. Il caso riguardava una familiare che, dopo aver cessato la sua collaborazione pluriennale, rivendicava il diritto di prelazione sull'azienda conferita in una S.r.l. La Corte ha chiarito che tale diritto è strettamente legato alla partecipazione attiva e continuativa al lavoro. Con la cessazione definitiva della prestazione lavorativa, il familiare perde il diritto di prelazione, pur conservando il diritto alla liquidazione della propria quota di partecipazione. La sentenza ha inoltre accolto il ricorso su un punto procedurale, specificando che le domande assorbite in primo grado devono essere espressamente riproposte in appello per non essere considerate rinunciate.
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Prelazione immobile Ater: quale legge si applica?
Un acquirente ha citato in giudizio l'ente di edilizia residenziale per la restituzione di una somma pagata per estinguere il diritto di prelazione su un immobile. Il contratto di vendita richiamava la Legge 560/1993, che prevede una prelazione al prezzo di mercato. L'ente ha invece applicato una normativa precedente che consentiva l'estinzione monetaria. Il Tribunale di Roma ha dato ragione all'acquirente, stabilendo che la legge espressamente richiamata nel contratto prevale, e ha ordinato la restituzione della somma indebitamente versata.
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Legittimazione processuale fallito: Cassazione chiarisce
Una società, dopo aver perso una causa sul diritto di prelazione e essere stata dichiarata fallita, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la legittimazione processuale del fallito in materia patrimoniale spetta esclusivamente al curatore. L'appello presentato direttamente dalla società, e non dalla curatela, è quindi nullo per difetto di legittimazione attiva.
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Diritto di opzione: quando prevale la prelazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un contratto di locazione, il diritto di opzione all'acquisto per il conduttore può essere precluso se il locatore avvia una procedura di vendita (come un'asta). In tal caso, prevale il diritto di prelazione, se previsto. La Suprema Corte ha ritenuto che le due clausole contrattuali (opzione e prelazione) disciplinassero scenari alternativi e temporalmente distinti, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano respinto la richiesta del conduttore di trasferire la proprietà dell'immobile in base al solo esercizio dell'opzione.
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Falsità consulenza tecnica: limiti all’impugnazione
Una società, dopo una sentenza definitiva sfavorevole basata su una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), ha intentato una nuova causa per accertarne la falsità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per contestare la falsità della consulenza tecnica non si possono riproporre le stesse prove già valutate nel giudizio precedente, ma è necessario fornire elementi nuovi e diversi, idonei a dimostrare la falsità della perizia.
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Forza maggiore e agevolazioni: quando è esclusa?
Una società immobiliare perde le agevolazioni fiscali per non aver rivenduto degli immobili entro tre anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa basata sulla forza maggiore, sostenendo che le azioni legali dei conduttori erano un rischio prevedibile, data la complessa struttura dell'operazione di acquisto, e non un evento imprevedibile. La decisione sottolinea che il rischio d'impresa non giustifica l'inadempimento degli obblighi fiscali.
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Diritto uso parcheggio: la Legge Ponte prevale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18686/2024, ha riaffermato la prevalenza del diritto uso parcheggio per i condomini, stabilito dalla L. 765/1967 (Legge Ponte), sul diritto di prelazione vantato dal locatario di tali aree. La Corte ha stabilito che il vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio rende parzialmente nullo qualsiasi contratto, come una locazione, che sottragga tali spazi al loro uso pertinenziale, impedendo così la nascita di un valido diritto di prelazione in capo al conduttore.
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Interessi su credito privilegiato: quale tasso si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2025, ha chiarito la disciplina degli interessi su credito privilegiato in una procedura di amministrazione straordinaria. È stato stabilito che il tasso di interesse speciale, previsto da una normativa di settore per un credito garantito, non si applica per l'intera durata della procedura. Invece, la regola generale prevista dalla legge fallimentare e dall'art. 2749 c.c. prevale. Di conseguenza, il tasso speciale è riconosciuto solo per l'anno in corso alla data della dichiarazione di insolvenza; per il periodo successivo, si applica il più basso tasso di interesse legale, al fine di tutelare la parità di trattamento tra tutti i creditori.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso per eccesso di potere giurisdizionale. Il caso riguardava una procedura di project financing per un'infrastruttura strategica, in cui il promotore aveva esercitato il diritto di prelazione. Il Consiglio di Stato aveva annullato l'aggiudicazione, interpretando restrittivamente la nozione di 'medesime condizioni'. La Cassazione ha stabilito che l'attività interpretativa del giudice amministrativo, anche se discutibile, non costituisce eccesso di potere giurisdizionale, in quanto non invade la sfera legislativa creando nuovo diritto, ma rientra nella sua funzione propria. L'appello era inoltre inammissibile per la formazione di un giudicato implicito sulla giurisdizione.
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Specificità motivi appello: guida alla Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per mancata specificità dei motivi di appello. Il caso riguardava un presunto diritto di prelazione immobiliare, ma l'analisi si concentra sui requisiti formali dell'atto di impugnazione, confermando che la generica riproposizione delle difese di primo grado non è sufficiente a superare il vaglio di ammissibilità.
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Credito prededucibile: come si soddisfa il pegno?
Un istituto di credito si è visto riconoscere un credito prededucibile garantito da pegno. La Cassazione ha stabilito che la banca non può soddisfarsi direttamente sui beni pignorati, ma deve rispettare le regole della procedura liquidatoria, coordinandosi con gli altri creditori. La soddisfazione del credito prededucibile è subordinata alla compatibilità con le esigenze della liquidazione.
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Esercizio arbitrario: quando l’azione diventa estorsione
Un padre e un figlio sono stati condannati per tentata estorsione per aver minacciato e aggredito diverse persone al fine di costringere due fratelli a cedere un terreno. Gli imputati sostenevano si trattasse di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, agendo a tutela del diritto di prelazione della suocera di uno di loro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che si configura estorsione e non esercizio arbitrario quando gli aggressori perseguono un interesse personale distinto (annettere il terreno per la propria attività) e la violenza è diretta verso terzi estranei al rapporto giuridico. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza dell'aggravante delle più persone riunite.
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Clausola di mero gradimento: quando si può recedere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2660/2024, ha stabilito che la rimozione di una clausola di mero gradimento dallo statuto di una S.r.l. non conferisce di per sé il diritto di recesso ai soci di minoranza. Il recesso è legato al diniego effettivo del gradimento. Tuttavia, la delibera di modifica può essere annullata se si dimostra un 'abuso della maggioranza', ovvero se è stata approvata con l'intento fraudolento di pregiudicare gli interessi dei soci di minoranza, un aspetto che il giudice di merito deve sempre verificare.
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Prelazione agraria: quando l’appello è inammissibile
Un coltivatore diretto esercita il suo diritto di prelazione agraria ma, per sospendere il termine di pagamento, richiede un mutuo per il quale non ha i requisiti. La Corte d'Appello dichiara la decadenza dal diritto per tardivo pagamento. Gli eredi del coltivatore ricorrono in Cassazione, ma il ricorso viene dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato per vizi procedurali, tra cui la mancata specifica indicazione dei documenti a fondamento dei motivi. La Suprema Corte conferma così la decisione di merito, sottolineando il rigore formale richiesto per l'impugnazione.
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Sentenza non definitiva: quando l’appello è valido?
Un coltivatore diretto si vede negato il diritto di prelazione su un fondo confinante, venduto e frazionato da un intermediario. La Corte d'Appello emette una sentenza non definitiva a suo favore, seguita da una definitiva per i danni. La Cassazione, pur dichiarando inammissibile il ricorso dell'intermediario su questioni di merito, stabilisce un principio chiave: in caso di ambiguità sulla natura della pronuncia, l'appello differito contro la sentenza non definitiva è ammissibile per non comprimere il diritto di difesa.
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Giurisdizione diritto di prelazione: la Cassazione decide
L'ordinanza risolve un conflitto di giurisdizione riguardo al diritto di prelazione di un conduttore uscente di un immobile commerciale di proprietà comunale. Nonostante la controversia nasca da una gara pubblica, la Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla sussistenza del diritto di prelazione, essendo un diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo. La richiesta di annullamento degli atti di gara non è dirimente se il cuore della disputa è un diritto soggettivo.
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Contratto preliminare e prelazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un contratto preliminare di locazione con diritto di prelazione, condizionato all'esito di una procedura ad evidenza pubblica. La Corte ha stabilito che la modifica delle regole della procedura da parte del locatore, che ha permesso ulteriori rilanci, non viola i diritti del conduttore, a patto che il suo diritto di prelazione venga garantito ad ogni fase. La decisione sottolinea l'importanza di un'interpretazione letterale del contratto e distingue tra la procedura specifica e un generico riferimento ad essa.
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