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Direttore Responsabile

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La figura che, in una testata giornalistica, ha il dovere di controllare i contenuti prima della pubblicazione e può essere ritenuto responsabile per non aver impedito la commissione di reati come la diffamazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diffamazione a mezzo stampa: risponde il direttore anche senza firma
Un giornale pubblica un testo anonimo dai contenuti lesivi della reputazione altrui. Il direttore responsabile viene condannato per il reato di diffamazione a mezzo stampa. L'imputato propone ricorso in Cassazione sostenendo di non essere l'autore materiale dello scritto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la pubblicazione di un articolo non firmato comporta la responsabilità diretta del direttore responsabile. La sua condotta consapevole permette infatti la diffusione dello scritto lesivo. L'imputato perde definitivamente la causa, deve pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Cronaca giudiziaria e indagini: lecito narrare i fatti
Quattro soggetti indagati per associazione sovversiva hanno denunciato per diffamazione un giornalista e il direttore responsabile di un settimanale. I ricorrenti contestavano la narrazione dell'articolo e dei titoli, accusando la testata di aver travisato le indagini, evidenziato precedenti di polizia come reati accertati e diffuso frasi discriminatorie estrapolate da intercettazioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso delle persone offese, confermando l'assoluzione degli imputati. I giudici hanno stabilito che l'attività del cronista rientrava pienamente nel legittimo diritto di cronaca giudiziaria, poiché il testo rispettava la verità oggettiva degli atti investigativi e il criterio della continenza espositiva, presentando i fatti come ipotesi di accusa senza anticipare indebite sentenze di colpevolezza.
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Diffamazione a mezzo stampa: notizia vera ma condanna? Annulla la Cassazione
Un giornalista e il direttore di un quotidiano vengono condannati per diffamazione a mezzo stampa. Avevano pubblicato un articolo in cui si affermava che un'azienda, vincitrice di un appalto, era 'finita nel mirino dell'Antimafia'. La Corte di Cassazione annulla la condanna. I giudici supremi stabiliscono che i tribunali precedenti hanno sbagliato a non verificare la verità del fatto specifico, cioè se l'azienda fosse stata effettivamente attenzionata nelle indagini. La reputazione del legale rappresentante era lesa solo in conseguenza del suo ruolo nell'azienda. Pertanto, accertare la veridicità della notizia sull'azienda era un passo cruciale e non poteva essere ignorato per valutare correttamente il diritto di cronaca.
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Diffamazione online direttore: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore di un sito web, condannato per diffamazione. La Corte chiarisce che, sebbene l'art. 57 c.p. non si applichi ai siti non registrati come testate giornalistiche, la responsabilità per diffamazione online del direttore responsabile sorge dalla sua piena adesione e collaborazione attiva alla pubblicazione del contenuto offensivo, configurando una partecipazione diretta al reato.
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Responsabilità direttore responsabile: il lettore medio
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per diffamazione a carico del direttore di un quotidiano. La Corte ha stabilito che la responsabilità del direttore responsabile non può basarsi sul criterio superato del "lettore frettoloso", che si ferma solo al titolo. La valutazione sulla diffamatorietà deve invece considerare la percezione del "lettore medio", che contestualizza titolo e sottotitolo con il contenuto dell'intero articolo, specialmente se questo riporta fatti veri. Poiché il titolo era una sintesi non esorbitante dei fatti veri narrati nell'articolo, il fatto non costituisce reato.
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Direttore responsabile e diffamazione: la Cassazione decide
Il direttore responsabile di un quotidiano è stato condannato per un articolo che insinuava il coinvolgimento di un imprenditore in un'indagine. La Cassazione, pur riaffermando l'incancellabile responsabilità penale del direttore responsabile che non può essere delegata tramite contratto, ha annullato la condanna. Il motivo è che la corte d'appello non ha adeguatamente dimostrato la falsità della notizia al momento della pubblicazione, rinviando il caso per una nuova valutazione sul diritto di cronaca.
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