LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Diffamazione

Pagina 18 di 18

345 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Remissione di querela: annullata condanna diffamazione
Un soggetto, condannato in primo e secondo grado per diffamazione a seguito di dichiarazioni rese in un'intervista registrata di nascosto, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione non è entrata nel merito dei motivi di ricorso, ma ha preso atto dell'avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa, atto che ha estinto il reato e vanificato le sentenze precedenti.
Continua »
Ricorso inammissibile diffamazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile diffamazione. L'imputato, condannato per aver offeso la reputazione di un professionista, contestava l'identificazione della persona offesa e invocava il diritto di critica. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e assertivi, confermando la condanna.
Continua »
Diffamazione in CDA: chi può sporgere querela?
Un consigliere di amministrazione viene condannato per diffamazione in CDA dopo aver accusato due soci di un'altra azienda di riciclaggio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, stabilendo che la legittimità a sporgere querela non dipende dalla menzione esplicita nel verbale, ma dall'effettiva intenzione diffamatoria provata tramite testimoni. La sentenza ribadisce che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
Continua »
Diritto di critica putativo: quando è legittimo?
Un cittadino, condannato per diffamazione per aver criticato l'amministrazione comunale, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il caso verte sul concetto di diritto di critica putativo, ovvero la possibilità di criticare basandosi sulla convinzione, ragionevole e giustificata, che i fatti denunciati siano veri. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano adeguatamente valutato le prove che sostenevano la buona fede del cittadino, annullando la condanna e rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Pena detentiva diffamazione: limiti e condizioni
Un utente è stato condannato per aver pubblicato affermazioni false e diffamatorie contro una magistrata su un social network. La Corte di Cassazione, pur confermando la colpevolezza, ha annullato la condanna alla pena detentiva (reclusione), anche se sospesa. La Suprema Corte ha ribadito che la pena detentiva per diffamazione è una misura eccezionale, da riservare solo ai casi di gravità straordinaria come l'incitamento all'odio o alla violenza. In assenza di una specifica motivazione sulla gravità del fatto, la sanzione deve essere di natura pecuniaria. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
Continua »