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Dies Commissi Delicti

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica il giorno in cui il reato è stato commesso. È fondamentale per determinare la scadenza dei termini processuali e di prescrizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Omesso versamento IVA: la sede ditta non sposta il processo penale
L'imprenditore titolare di una ditta individuale non versa oltre trecentomila euro di imposta dovuta per l'anno 2019, pur avendo presentato una dichiarazione fiscale integrativa. Il giudice dispone il sequestro preventivo di conti correnti e veicoli aziendali. La difesa contesta la competenza territoriale del tribunale procedente: sostiene che, al momento della scadenza del debito, la sede legale dell'impresa si trovasse in un'altra provincia. La Corte di Cassazione respinge l'eccezione difensiva e conferma il sequestro dei beni. Nei casi di omesso versamento IVA, non si applica il domicilio fiscale del contribuente. Poiché il pagamento tributario può avvenire telematicamente presso qualsiasi sportello bancario o postale del territorio nazionale, risulta impossibile individuare il luogo materiale dell'omissione. Diventa quindi competente il tribunale del luogo in cui l'autorità ha formalmente accertato il reato tributario.
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Confisca obbligatoria per reati tributari: stop ai beni salvati
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale che, pur avendo condannato il rappresentante legale di una società per omesso versamento IVA superiore alla soglia di punibilità, aveva omesso di disporre la confisca del profitto del reato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca obbligatoria per reati tributari deve essere sempre ordinata in caso di condanna, a meno che non vi siano specifiche ragioni ostative. Poiché la norma che prevede la misura era già in vigore al momento del reato, l'omissione del giudice di merito è illegittima. La sentenza è stata annullata limitatamente alla confisca, con rinvio alla Corte d'appello per l'applicazione della misura patrimoniale.
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Omesso versamento IVA: responsabilità del liquidatore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omesso versamento IVA a carico di un commissario liquidatore che non aveva versato oltre 900.000 euro di imposte. La difesa sosteneva l'irresponsabilità del liquidatore poiché nominato pochi giorni prima della scadenza e a causa di una grave crisi di liquidità. La Corte ha rigettato tali tesi, stabilendo che chi assume la carica di liquidatore ha l'obbligo di adempiere alle obbligazioni tributarie, poiché l'IVA è un'imposta incassata dai clienti che deve essere accantonata per l'Erario.
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Concordato preventivo e reati tributari: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44929/2023, ha stabilito che la procedura di concordato preventivo non giustifica automaticamente i reati tributari di omesso versamento di IVA e ritenute. Per escludere la responsabilità penale, è necessario un espresso provvedimento del giudice che vieti il pagamento dei debiti fiscali. In assenza di tale ordine, l'obbligo di versare le imposte prevale, e l'omissione integra il reato. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un imprenditore, confermando il sequestro preventivo disposto nei suoi confronti.
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Condono edilizio: prova di ultimazione e demolizione
La Corte di Cassazione conferma la validità di un ordine di demolizione, rigettando il ricorso di due cittadini. La Corte ha stabilito che il loro permesso di costruire in sanatoria (condono edilizio) era illegittimo, poiché non avevano fornito la prova che l'immobile fosse stato completato entro la data limite del 31 dicembre 1993, come richiesto dalla legge sul condono. Di conseguenza, il giudice dell'esecuzione ha correttamente ignorato il permesso di sanatoria e mantenuto l'ordine di demolizione.
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Prescrizione reati tributari: la Cassazione decide
Un amministratore condannato per omesso versamento IVA ricorre in Cassazione. La Corte annulla la sentenza per intervenuta prescrizione reati tributari, spiegando come il termine di 7 anni e 6 mesi fosse già scaduto prima della sentenza d'appello, nonostante le interruzioni.
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Notifica all’estero: quando la sentenza è nulla
Un imprenditore, condannato in assenza per bancarotta fraudolenta, ha ottenuto l'annullamento della condanna dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede in una notifica all'estero non andata a buon fine, che ha viziato l'intero procedimento fin dall'inizio. La Corte ha chiarito la distinzione tra i rimedi processuali previsti per i processi in contumacia e quelli in assenza, annullando le sentenze di primo e secondo grado e ordinando la restituzione degli atti alla Procura per un nuovo inizio.
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Truffa contrattuale: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una parte civile in un caso di truffa contrattuale. La Corte chiarisce che il reato si consuma e la prescrizione inizia a decorrere non dal momento del mancato adempimento della promessa, ma dal momento in cui si verifica il danno patrimoniale effettivo e definitivo per la vittima, coincidente con l'ultimo pagamento effettuato in favore dei truffatori. Di conseguenza, il reato è stato correttamente dichiarato estinto per prescrizione nei gradi di merito.
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