LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dichiarazione Tardiva

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una dichiarazione dei redditi presentata oltre i termini stabiliti dalla legge, ma comunque prima che l'Amministrazione finanziaria abbia notificato un accertamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dichiarazione Tardiva vs. Accertamento Induttivo: La Cassazione Ribalta
Un Contribuente ha presentato la dichiarazione dei redditi con anni di ritardo. L'Amministrazione finanziaria ha emesso un avviso di accertamento induttivo, contestando maggiori ricavi e redditi. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'accertamento, ritenendo che una dichiarazione tardiva ma sostanzialmente corretta non giustificasse l'accertamento induttivo senza "grave incongruenza". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che una dichiarazione presentata con anni di ritardo equivale a una omessa dichiarazione. Questo abilita l'Ufficio a procedere con l'accertamento induttivo basato su qualsiasi elemento, anche presunzioni semplici, e sposta l'onere della prova sul contribuente. La sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Dichiarazione integrativa: no ai 90 giorni per correggere l’IVA
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società per recuperare l'IVA non versata relativa all'anno 2012. La società ha sostenuto di aver ridotto il debito tramite una dichiarazione integrativa presentata a dicembre 2014. Secondo l'impresa, l'atto era tempestivo applicando la proroga di novanta giorni prevista per le dichiarazioni tardive. L'Ufficio ha contestato la validità dell'integrazione, ritenendola fuori termine rispetto alla disciplina applicabile ratione temporis (in base al tempo del fatto). La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la tolleranza di novanta giorni evita solo le sanzioni per omessa dichiarazione originaria e non estende il termine per presentare la dichiarazione integrativa.
Continua »
Rimborso IVA dichiarazione tardiva: credito perso se si sfora
La Corte di Cassazione nega il diritto al rimborso IVA a un contribuente che aveva presentato le dichiarazioni fiscali con un ritardo superiore a 90 giorni. Tale ritardo rende la dichiarazione 'omessa' e non semplicemente 'tardiva'. Di conseguenza, il credito IVA maturato non può essere né chiesto a rimborso né utilizzato in compensazione negli anni successivi. Il principio sancito è che il diritto alla detrazione e al rimborso IVA si perde se non esercitato tramite una dichiarazione validamente presentata entro i termini di legge. La richiesta di rimborso IVA dichiarazione tardiva viene quindi respinta perché il ritardo eccessivo ha causato la decadenza dal diritto.
Continua »
Dichiarazione tardiva: valida anche dopo la verifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che una dichiarazione tardiva, se presentata entro 90 giorni dalla scadenza, è da considerarsi valida a tutti gli effetti, anche qualora sia già iniziata una verifica fiscale a carico del contribuente. L'inizio della verifica preclude solo la possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso con sanzioni ridotte, ma non invalida la dichiarazione. Di conseguenza, l'Amministrazione Finanziaria non può procedere con un accertamento induttivo, che è riservato ai soli casi di dichiarazione omessa (presentata oltre 90 giorni) o nulla. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato quindi rigettato.
Continua »
Dichiarazione tardiva: vale come omessa? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di omessa dichiarazione. L'imputato sosteneva di aver presentato una dichiarazione tardiva, che avrebbe dovuto essere considerata per ridimensionare l'imposta evasa. La Corte ha ribadito che, ai fini penali, la presentazione della dichiarazione oltre i termini di legge equivale a un'omissione. Inoltre, ha specificato che la valutazione dei fatti e delle prove, come l'analisi dei costi deducibili, è di competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è congrua e logica, come nel caso di specie dove l'accertamento si basava su dati oggettivi dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Dichiarazione tardiva: credito IVA valido? La Cassazione
Una società si è vista negare un credito IVA a causa della presentazione di una dichiarazione tardiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22653/2025, ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la tardività della dichiarazione è una violazione formale che non invalida il diritto sostanziale al credito, a condizione che se ne provi l'effettiva esistenza. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per la verifica nel merito del credito.
Continua »
Sanzione dichiarazione tardiva: fissa o proporzionale?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito quale sanzione applicare in caso di dichiarazione fiscale presentata in ritardo ma con un'imposta dovuta superiore a quella dichiarata. La Corte ha stabilito che la corretta sanzione per una dichiarazione tardiva ma infedele non è quella fissa, prevista per il semplice ritardo, bensì quella proporzionale (dal 90% al 180% della maggiore imposta) tipica della dichiarazione infedele. La presentazione entro 90 giorni salva la dichiarazione dall'essere considerata omessa, ma non sana l'infedeltà sostanziale.
Continua »