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Dichiarazione Di Quantità

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto con cui il terzo pignorato (in questo caso, l'istituto tesoriere) comunica al giudice dell'esecuzione di quali somme è debitore nei confronti del debitore principale (l'ente locale).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mancata produzione della procura: la banca perde il ricorso
Un creditore ha avviato un pignoramento verso un ente pubblico locale presso il relativo istituto bancario tesoriere. La banca ha dichiarato un saldo negativo a causa di un'anticipazione di cassa. Il giudice dell'esecuzione ha comunque assegnato le somme al creditore. La banca ha quindi presentato ricorso per Cassazione tramite un proprio delegato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della mancata produzione della procura notarile attestante i poteri del delegato. Non basta indicare gli estremi del rogito notarile: la mancata produzione della procura impedisce al giudice di verificare i poteri rappresentativi conferiti all'avvocato. La banca ha perso la causa e deve versare un doppio contributo unificato.
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Pignoramento presso terzi: conto vuoto ma crediti futuri salvi
Il Condominio, creditore di un condomino, ha avviato un pignoramento presso terzi sul conto corrente di quest'ultimo presso Poste Italiane. Al momento della notifica dell'atto il saldo era di soli 1,55 euro, ma successivamente, prima della dichiarazione del terzo, sono affluiti oltre 21.000 euro. I giudici di merito avevano limitato il pignoramento alla somma iniziale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Condominio, stabilendo che il pignoramento presso terzi si estende anche alle somme depositate sul conto corrente dopo la notifica dell'atto, purché pervenute prima della dichiarazione del terzo o della sentenza di accertamento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Opposizione agli atti esecutivi: l’errore costa caro alla banca
Un'azienda creditrice ha pignorato i crediti di una società debitrice presso una banca. La banca ha inizialmente reso una dichiarazione positiva, confermando la presenza di fondi. Il giudice ha quindi emesso l'ordinanza di assegnazione delle somme. Accortasi di un errore materiale, la banca ha proposto un'opposizione agli atti esecutivi per contestare il provvedimento, ma oltre il termine di venti giorni dalla comunicazione di cancelleria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, stabilendo che il termine per l'opposizione decorre dal momento in cui si ha conoscenza legale dell'atto, anche tramite semplice comunicazione. Inoltre, l'errore sulla dichiarazione di quantità deve essere corretto prima dell'assegnazione delle somme. La banca perde definitivamente la causa.
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Responsabilità tesoriere: la dichiarazione incompleta
Un ente comunale ha citato in giudizio il proprio istituto tesoriere per una dichiarazione di quantità incompleta in una procedura di pignoramento, che ha portato all'assegnazione di somme impignorabili. La Corte di Cassazione, pur riaffermando l'obbligo assoluto del tesoriere di fornire una dichiarazione completa e veritiera, ha rigettato la richiesta di risarcimento. La Corte ha stabilito che la condotta processuale negligente dell'ente locale, costituitosi in giudizio per far valere l'impignorabilità senza poi coltivare diligentemente l'opposizione, ha interrotto il nesso di causalità tra l'inadempimento del tesoriere e il danno subito. Di conseguenza, la responsabilità tesoriere è stata esclusa.
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Opposizione atti esecutivi: limiti del terzo pignorato
Una società creditrice avvia un pignoramento presso una compagnia assicurativa per recuperare un credito. L'assicurazione dichiara di essere debitrice fino a un massimale di polizza. Il giudice dell'esecuzione, però, assegna al creditore una somma superiore, includendo interessi e spese. La compagnia assicurativa si oppone tramite opposizione agli atti esecutivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società creditrice, confermando che il terzo pignorato può opporsi all'ordinanza di assegnazione se questa si basa su un'errata interpretazione della sua dichiarazione di quantità, assegnando un importo eccedente quello effettivamente dovuto.
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