Un imputato, condannato per reati in materia di stupefacenti e armi, ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello lamentando un'eccessiva determinazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la quantificazione della sanzione, se fissata in misura prossima al minimo edittale, costituisce una scelta discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità, in quanto implicitamente motivata secondo i criteri dell'art. 133 c.p.
Continua »