Una donna anziana e malata, sottoposta alla detenzione domiciliare, vive in totale solitudine e senza il sostegno di familiari. Per questa ragione, la condannata chiede l'autorizzazione a uscire di casa due ore a settimana per fare la spesa, acquistare farmaci ed effettuare visite mediche. Il Magistrato di sorveglianza respinge l'istanza in modo sbrigativo, affermando che la donna può presentare soltanto richieste occasionali volta per volta. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa. Il giudice non può negare l'autorizzazione basandosi solo sullo stato detentivo, ma deve verificare con i propri poteri istruttori la reale impossibilità del soggetto di provvedere altrimenti ai propri bisogni primari. La decisione viene quindi annullata con rinvio.
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