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Destrezza

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199 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Furto con destrezza: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto con destrezza a carico di un'imputata, rigettando il suo ricorso. La sentenza chiarisce i criteri per l'applicazione dell'aggravante della destrezza, legandola a rapidità e abilità nell'azione furtiva. La Corte ha inoltre respinto le censure procedurali sollevate dalla difesa, affermando che una mera irregolarità non inficia il processo se non lede concretamente il diritto di difesa. Infine, ha escluso la violazione del divieto di 'reformatio in pejus', nonostante la diversa configurazione della pena in appello.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione?
Tre persone ricorrono in Cassazione contro una condanna per tentato furto aggravato dalla destrezza. La Corte dichiara il ricorso inammissibile poiché le argomentazioni presentate sono una semplice ripetizione di quelle già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, le ricorrenti vengono condannate al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato da destrezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto aggravato da destrezza, chiarendo un punto cruciale: approfittare della confusione generale in un negozio non basta per configurare tale aggravante. Il caso riguardava un uomo condannato per aver rubato tre borse da un grande magazzino. La Suprema Corte ha stabilito che la 'destrezza' richiede un'abilità particolare dell'agente nel creare la situazione favorevole al furto, non il semplice sfruttamento di una condizione preesistente e non provocata, come un affollamento di clienti. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Furto con destrezza: la Cassazione sull’aggravante
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La sentenza conferma che l'aggravante del furto con destrezza sussiste anche quando l'agente approfitta di una momentanea distrazione della vittima, utilizzando abilità e astuzia per eludere la sorveglianza. La Corte ha inoltre ritenuto congruo l'aumento di pena per la continuazione, data la pervicacia dimostrata dall'imputato.
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Rapina impropria: quando il furto diventa rapina
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due persone condannate per furto aggravato e rapina impropria. La sentenza chiarisce importanti principi: chiunque abbia la custodia dei beni, come un responsabile vendite, può sporgere querela per furto; la presenza di telecamere non esclude l'aggravante della pubblica fede se la sorveglianza non è continua; il reato di rapina impropria si consuma con l'uso della violenza subito dopo la sottrazione della merce, anche senza averne acquisito il pieno possesso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le condanne.
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Furto con destrezza: quando si applica l’aggravante
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con destrezza. Si chiarisce che la destrezza sussiste quando si agisce con particolare abilità, anche senza distrazione della vittima, e che il furto di un portafoglio con documenti non può configurare un danno di lieve entità.
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Pene sostitutive e precedenti penali: la decisione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato. La decisione conferma che il giudice può negare le pene sostitutive basandosi sui precedenti penali, qualora questi indichino una prognosi negativa sulla rieducazione e sul rischio di recidiva. Vengono inoltre chiariti i requisiti per l'aggravante della destrezza e per l'attenuante del risarcimento del danno.
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Furto in abitazione: spogliatoio palestra privata dimora
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una condanna per furto in abitazione, confermando che lo spogliatoio di una palestra rientra nel concetto di 'privata dimora'. Il furto, commesso con destrezza, è stato provato tramite tabulati telefonici e il ritrovamento di un documento personale dell'imputata sul luogo del delitto, superando l'incertezza del riconoscimento fotografico.
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Furto con destrezza: quando distrarre la vittima è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto con destrezza. L'imputato aveva distratto il titolare di un esercizio commerciale chiedendogli di preparare un panino, per poi sottrarre numerosi biglietti istantanei. La Corte ha confermato che creare attivamente una distrazione per eludere la sorveglianza della vittima integra l'aggravante del furto con destrezza, a differenza del mero approfittamento di una situazione di disattenzione non provocata.
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Furto con destrezza: quando si applica l’aggravante
La Corte di Cassazione analizza un caso di furto di un borsello da un'auto con il conducente a bordo. La sentenza chiarisce i confini dell'aggravante del furto con destrezza, confermandola quando l'azione è repentina e abile. Tuttavia, esclude l'aggravante dell'esposizione a pubblica fede, poiché la presenza del conducente all'interno del veicolo garantisce una forma di custodia diretta sul bene, rendendo inapplicabile tale circostanza.
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Furto aggravato da destrezza: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto aggravato a carico di un individuo che aveva sottratto beni da un'auto approfittando di una breve distrazione del proprietario. L'ordinanza chiarisce i presupposti delle aggravanti della destrezza e dell'esposizione a pubblica fede, dichiarando il ricorso inammissibile perché le motivazioni erano una mera ripetizione di quelle già respinte in appello.
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Furto con destrezza: compatibile con l’età della vittima
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per furti aggravati commessi con la "tecnica dell'abbraccio" ai danni di anziani. La sentenza chiarisce che il furto con destrezza, che richiede una particolare abilità, è pienamente compatibile con l'aggravante di aver approfittato della minorata difesa della vittima dovuta all'età. Viene inoltre ribadito che la concessione delle attenuanti generiche è una valutazione di merito del giudice, non sindacabile se motivata, come in questo caso, dall'assenza di elementi positivi e dalla presenza di precedenti penali.
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Furto con destrezza: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La Corte ha confermato che distrarre un negoziante con molteplici richieste per sottrarre merce integra l'aggravante del furto con destrezza, poiché tale condotta è caratterizzata da astuzia e abilità idonee a eludere la sorveglianza della vittima. È stata inoltre confermata la mancata concessione delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali specifici della ricorrente.
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Furto con destrezza: quando scatta l’aggravante?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24471/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La Corte ha confermato che l'aggravante del furto con destrezza sussiste quando l'agente utilizza particolare abilità o astuzia per eludere la vigilanza della vittima, anche se questa è solo momentaneamente distratta. Nel caso di specie, l'aver seguito la vittima e aver inserito rapidamente la mano nella sua borsa è stato ritenuto un comportamento che integra tale aggravante, differenziandosi dal mero approfittare di una casuale disattenzione.
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Concorso in furto aggravato: prova e destrezza
Un uomo viene condannato per la sua presunta complicità in un furto di portafoglio, con il ruolo di 'palo'. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23581/2024, ha annullato la condanna per **concorso in furto aggravato**. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito illogica e carente, sia riguardo la prova della complicità, sia sull'applicazione dell'aggravante della destrezza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Furto consumato: quando è reato e non tentativo
La Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato a carico di una donna che, con due complici, aveva sottratto un portafoglio su un treno della metropolitana. Nonostante l'osservazione a distanza da parte della polizia, il reato è stato ritenuto consumato perché gli autori hanno avuto la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, anche solo per breve tempo, riuscendo a spostarsi e a prelevare il denaro.
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Furto aggravato con destrezza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato con destrezza. Il caso riguardava la sottrazione di una borsa da un'auto mentre la vittima era distratta. La Corte ha confermato che l'aggravante sussiste quando si agisce con particolare abilità e sveltezza per eludere la sorveglianza. L'inammissibilità del ricorso, dovuta alla generica ripetizione dei motivi d'appello, ha impedito l'applicazione di norme più favorevoli sopravvenute.
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Furto con destrezza: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14148/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per furto con destrezza. Un individuo, fingendosi cliente, aveva sottratto denaro dal retrobottega di un esercizio commerciale. La Corte ha ribadito che l'aggravante della destrezza sussiste anche quando l'astuzia non è diretta sulla persona della vittima, ma sul bene da sottrarre. Inoltre, ha precisato che il reato è consumato, e non solo tentato, nel momento in cui ci si impossessa della refurtiva, anche se questa viene poi restituita dopo l'intervento delle forze dell'ordine.
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Furto con destrezza: la tecnica dell’abbraccio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto con destrezza, chiarendo che la 'tecnica dell'abbraccio' costituisce un'aggravante per la sua capacità di sorprendere la vittima. Dichiarato inammissibile anche il ricorso sull'aggravante del numero di persone, basata sulla percezione della vittima.
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Furto con destrezza: ecco quando scatta l’aggravante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per tentato furto. La Corte ha confermato che l'aggravante del furto con destrezza sussiste quando si agisce con particolare abilità, come l'uso di complici per "schermare" il furto, andando oltre il semplice approfittare di una distrazione. L'inammissibilità è stata dichiarata anche per un vizio formale, ovvero la mancanza di procura speciale.
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