\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Furto con destrezza: compatibile con l’età della vittima

La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per furti aggravati commessi con la “tecnica dell’abbraccio” ai danni di anziani. La sentenza chiarisce che il furto con destrezza, che richiede una particolare abilità, è pienamente compatibile con l’aggravante di aver approfittato della minorata difesa della vittima dovuta all’età. Viene inoltre ribadito che la concessione delle attenuanti generiche è una valutazione di merito del giudice, non sindacabile se motivata, come in questo caso, dall’assenza di elementi positivi e dalla presenza di precedenti penali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 31852 Anno 2024
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 13 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Furto con destrezza e minorata difesa: la Cassazione fa chiarezza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31852/2024, è tornata a pronunciarsi su un tema di grande attualità: il furto con destrezza ai danni di persone anziane. La pronuncia offre importanti spunti di riflessione sulla definizione di ‘destrezza’ e sulla sua compatibilità con altre aggravanti, come l’aver approfittato della vulnerabilità della vittima. Analizziamo insieme i fatti e le conclusioni a cui sono giunti i giudici di legittimità.

I fatti di causa: la “tecnica dell’abbraccio”

Il caso trae origine da una serie di furti perpetrati ai danni di persone molto anziane, di età compresa tra gli 85 e gli 86 anni. Gli imputati utilizzavano un modus operandi consolidato, noto come la “tecnica dell’abbraccio”. Si avvicinavano alle vittime, le salutavano calorosamente fingendo di conoscerle (spacciandosi per amici di parenti o figli dell’idraulico) e, approfittando della confusione, le abbracciavano per sfilare loro denaro e gioielli.

Condannati in primo grado e in appello, gli imputati hanno proposto ricorso per cassazione sollevando diverse questioni, tra cui il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e, soprattutto, l’errata applicazione delle aggravanti.

Il furto con destrezza e la sua compatibilità con l’età della vittima

Uno dei motivi principali del ricorso sosteneva che l’aggravante del furto con destrezza (art. 625, n. 4, c.p.) dovesse essere assorbita da quella comune prevista dall’art. 61, n. 5, c.p., ovvero l’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la pubblica o privata difesa.

Secondo la difesa, l’abilità dimostrata nel furto non sarebbe altro che una specificazione della minorata difesa dovuta all’età avanzata delle vittime. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile e fornendo una spiegazione chiara e netta sulla distinzione tra le due circostanze aggravanti.

La questione delle attenuanti generiche e i ricorsi inammissibili

Oltre alla questione principale, la Corte ha dichiarato inammissibili anche gli altri motivi di ricorso. In particolare, ha ribadito che la richiesta di riesame sulla corretta identificazione degli imputati non poteva essere presentata per la prima volta in Cassazione.

Per quanto riguarda il diniego delle circostanze attenuanti generiche, la Corte ha ricordato il suo orientamento consolidato: si tratta di un giudizio di fatto riservato al giudice di merito. La sua decisione è insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e non contraddittoria, come nel caso di specie, dove il diniego era fondato sui numerosi precedenti penali degli imputati e sull’assenza di elementi positivi da valorizzare.

Le motivazioni della Corte

La Corte Suprema ha spiegato che la ratio dell’aggravante della destrezza è duplice. Essa si configura sia quando vi è una situazione di minorata difesa delle cose di fronte all’abilità del ladro, sia quando la condotta furtiva denota una maggiore pericolosità dell’agente, che agisce con astuzia e particolari accorgimenti.

La ‘destrezza’ non è un’abilità eccezionale, ma un quid pluris, un ‘qualcosa in più’ rispetto alla semplice condotta di sottrazione. Consiste in uno stratagemma che aggira la normale vigilanza della vittima, rendendo la condotta furtiva non percepibile. La ‘tecnica dell’abbraccio’, con il suo approccio ingannevole e la distrazione fisica, rientra perfettamente in questa definizione.

I giudici hanno poi affermato con forza la piena compatibilità tra le due aggravanti. Esse operano su piani diversi:

  1. L’aggravante della destrezza attiene alle modalità dell’impossessamento, rivelando una particolare abilità (e quindi pericolosità) dell’agente.
  2. L’aggravante della minorata difesa (art. 61, n. 5 c.p.) si riferisce a circostanze esterne (l’età avanzata e la conseguente vulnerabilità delle vittime) che l’agente sfrutta per rendere il reato più agevole.

Le due circostanze non si sovrappongono ma si sommano, descrivendo una condotta complessivamente più grave.

Le conclusioni

La sentenza in esame consolida un principio giuridico fondamentale: agire con particolare abilità per commettere un furto e, contemporaneamente, scegliere una vittima vulnerabile per la sua età avanzata, costituisce un doppio disvalore penale. Le due aggravanti non si escludono a vicenda, ma concorrono a delineare una maggiore gravità del reato, giustificando un trattamento sanzionatorio più severo. Questa decisione riafferma l’importanza di tutelare le fasce più deboli della popolazione, sanzionando non solo l’atto predatorio in sé, ma anche le modalità insidiose e lo sfruttamento della fragilità altrui.

Cosa si intende per ‘furto con destrezza’ secondo la Cassazione?
Per ‘destrezza’ si intende una particolare forma di abilità, astuzia o sveltezza usata dal ladro per commettere il furto. Non è la semplice sottrazione, ma un ‘quid pluris’, ovvero uno stratagemma che serve ad aggirare la normale vigilanza della vittima e a rendere la sua azione non percepibile, come ad esempio la cosiddetta ‘tecnica dell’abbraccio’.

L’aggravante del furto con destrezza può coesistere con quella di aver approfittato dell’età della vittima?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che le due aggravanti sono pienamente compatibili. La destrezza riguarda le modalità dell’azione (l’abilità del ladro), mentre l’aver approfittato dell’età riguarda le circostanze esterne che facilitano il reato (la vulnerabilità della vittima). Pertanto, non si escludono a vicenda.

Perché la Corte può negare le circostanze attenuanti generiche?
La concessione delle attenuanti generiche è una valutazione discrezionale del giudice di merito. Può essere negata quando, come nel caso di specie, mancano elementi positivi sulla personalità dell’imputato da valorizzare e, al contrario, sono presenti elementi negativi come una recidiva e numerosi precedenti penali. Se la motivazione del diniego è logica e non contraddittoria, non è contestabile in Cassazione.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati