LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Destinazione Allo Spaccio

Pagina 3 di 4

72 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Destinazione allo spaccio: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, rilevando che la **destinazione allo spaccio** era chiaramente provata dal possesso di circa 68 dosi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva censure già risolte nei gradi precedenti senza apportare nuovi elementi di legittimità. La Corte ha inoltre confermato il diniego della sospensione condizionale della pena a causa della non scarsa offensività della condotta.
Continua »
Destinazione allo spaccio: prova e indizi univoci.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di cocaina, confermando che la destinazione allo spaccio può essere provata attraverso indizi gravi e precisi. Nonostante la difesa sostenesse l'uso personale, il numero di dosi ricavabili (52), il confezionamento in 13 involucri termosaldati e il tentativo di fuga hanno integrato la prova della finalità di cessione. La Corte ha inoltre ribadito che il diniego dei benefici di legge può essere implicito se giustificato dalla gravità del fatto e dai precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Destinazione allo spaccio: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa contestava la prova della destinazione allo spaccio, ma il ricorso è stato giudicato una mera riproduzione delle censure già espresse in appello. La Corte ha confermato che il numero di involucri (47) e il luogo del controllo (nota piazza di spaccio) sono elementi oggettivi sufficienti a dimostrare la finalità di vendita della droga.
Continua »
Destinazione allo spaccio: prova e indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La difesa contestava la prova della destinazione allo spaccio, sostenendo che il modesto quantitativo e le dichiarazioni rese alla polizia non fossero sufficienti. La Suprema Corte ha invece confermato che la finalità di cessione è desumibile dal numero di dosi, dalle precarie condizioni di vita dell'imputato (senza lavoro e fissa dimora) e dall'assenza di prova di tossicodipendenza specifica per la sostanza sequestrata.
Continua »
Destinazione allo spaccio: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti. La valutazione sulla destinazione allo spaccio, basata su indizi quali quantità, suddivisione e occultamento della droga, è considerata un giudizio di merito non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indizi secondo la Corte
La Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio di un individuo trovato con 9 dosi di marijuana. Nonostante la modesta quantità, elementi come la divisione in dosi, il luogo e l'occultamento sono stati ritenuti decisivi per provare la destinazione allo spaccio, escludendo l'uso personale e la particolare tenuità del fatto.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indizi che contano
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti, stabilendo che la destinazione allo spaccio può essere provata attraverso una serie di indizi concordanti, come la suddivisione della sostanza in dosi, il possesso di più telefoni cellulari e appunti sospetti. La Corte ha ritenuto irrilevante l'assenza di strumenti per il taglio e il confezionamento, rigettando la tesi difensiva dell'uso personale e la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indici rivelatori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sulla presenza di chiari indici rivelatori della destinazione allo spaccio della sostanza, come la quantità (oltre 70 grammi), il rinvenimento di un bilancino di precisione e bustine, e le modalità di occultamento. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la corretta applicazione della legge.
Continua »
Destinazione allo spaccio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti. La destinazione allo spaccio è stata confermata sulla base di plurimi indizi univoci, come la quantità, la varietà della sostanza, il possesso di un bilancino di precisione e l'assenza di redditi leciti.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indizi secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione conferma che la destinazione allo spaccio può essere provata da indizi come la quantità (20 grammi per oltre 50 dosi), il luogo di occultamento (un forno in un casolare), la presenza di bilancino e cellophane, e la non corrispondenza tra la sostanza detenuta e quella di cui l'imputato era consumatore.
Continua »
Destinazione allo spaccio: come si prova l’intento?
La Cassazione conferma la misura cautelare per un soggetto trovato con 330g di cocaina, chiarendo che la destinazione allo spaccio si desume da un insieme di indizi (quantità, occultamento), non da singoli elementi. L'appello è inammissibile.
Continua »
Destinazione allo spaccio: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 100 grammi di hashish. Il ricorso è stato giudicato generico in quanto non contestava specificamente le prove sulla destinazione allo spaccio, come la quantità e il confezionamento.
Continua »
Detenzione di stupefacenti: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il ricorso è stato giudicato generico perché non contestava specificamente gli elementi probatori (diversi tipi di droga, videosorveglianza, materiale per confezionamento) che, secondo i giudici, dimostravano chiaramente l'intento di spacciare e la pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Spaccio di droga: i criteri di prova per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha confermato che, per provare la destinazione allo spaccio, non basta la quantità della droga, ma occorre una valutazione globale di tutti gli indizi, come la presenza di bilancini di precisione e la sproporzione tra il valore della sostanza e le capacità economiche dell'imputato.
Continua »
Destinazione allo spaccio: gli indizi contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la destinazione allo spaccio, anche in presenza di una quantità non elevata di droga, si desume da un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti come l'ingente somma di denaro non giustificata, il possesso di più cellulari e i precedenti specifici.
Continua »
Spaccio di droga: condanna anche con poche dosi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga, confermando la sentenza di merito. Nonostante la modesta quantità di stupefacente sequestrata (3,48 dosi) e l'assenza di strumenti per il confezionamento, la condanna è stata ritenuta legittima. Secondo la Corte, le modalità della condotta, come l'attesa di acquirenti in strada e le cessioni osservate, costituiscono prova sufficiente della destinazione della sostanza allo spaccio, rendendo irrilevanti gli altri elementi.
Continua »
Destinazione allo spaccio: prova e onere del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che la destinazione allo spaccio fosse logicamente provata da una serie di elementi concordanti (bilancino, contanti, materiale per il confezionamento e annotazioni), respingendo il tentativo del ricorrente di ottenere una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Destinazione allo spaccio: Cassazione inammissibile
Un soggetto condannato per detenzione di cocaina ricorre in Cassazione, sostenendo che la droga fosse per uso personale. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la destinazione allo spaccio sulla base di prove concrete come il frazionamento in dosi, la quantità detenuta, un nascondiglio specifico e un bilancino di precisione. La decisione ribadisce che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la legittimità della sentenza.
Continua »
Destinazione allo spaccio: Cassazione e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6133/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ribadito che la valutazione degli elementi di prova che dimostrano la destinazione allo spaccio, come la quantità e il confezionamento della droga, spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e adeguata.
Continua »
Destinazione allo spaccio: Cassazione e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. Decisivi gli elementi come l'accumulo e la suddivisione in dosi della sostanza, che dimostrano la destinazione allo spaccio e non l'uso personale, anche se la droga proveniva dal SERT. Confermato anche il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali.
Continua »