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Delitto

169 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il delitto (dal latino delictum, participio passato del verbo delinquĕre, 'venire meno [al dovere]', composto dal prefisso de- e da linquĕre, 'tralasciare') è, nel diritto, un particolare tipo di illecito. In particolare, il termine viene utilizzato con due diversi significati: nel diritto civile di alcuni ordinamenti di civil law, designa una delle due categorie in cui si dividono gli illeciti civili extracontrattuali (delitto civile); nel diritto penale di vari ordinamenti di civil law, designa una delle due o tre categorie in cui si dividono i reati (delitto penale).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso Penale Inammissibile: Condanna Confermata e Spese a Carico
Un Lavoratore aveva presentato un ricorso per cassazione contro una sentenza che lo riteneva responsabile del delitto di cui all'art. 385 c.p., confermando la sua condanna a otto mesi di reclusione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto il ricorso generico, basato su mere formule di stile e senza specifici motivi. Per questo, il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Revoca sospensione condizionale: reato precedente, condanna successiva
Un Pubblico Ministero ha chiesto la revoca sospensione condizionale della pena per un condannato, a causa di una nuova condanna per reati commessi prima che la prima sentenza diventasse definitiva. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo che i reati anteriori non potessero giustificare la revoca. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha chiarito che la revoca è possibile se il nuovo reato è stato commesso prima della prima sentenza definitiva, ma la nuova condanna deve passare in giudicato entro i termini della sospensione. La Corte d'Appello dovrà riesaminare il caso.
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Detenzione caricatore: da delitto a contravvenzione, il reato si prescrive
Un Lavoratore è stato accusato di detenzione illegale di un caricatore per arma comune da sparo, inizialmente qualificata come delitto. La Corte di Cassazione ha chiarito che, a seguito di modifiche legislative del 2015, la detenzione di un caricatore costituisce una contravvenzione (reato minore) solo se non denunciato e se supera una specifica capacità di colpi. Nel caso esaminato, il fatto è stato riqualificato come contravvenzione ai sensi dell'art. 697 c.p. Di conseguenza, il reato è risultato estinto per prescrizione, data la decorrenza dei termini. La sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, sancendo la Prescrizione del reato.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un Lavoratore, condannato in appello per il delitto di furto aggravato. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza lamentando violazioni di legge e carenze motivazionali. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile a causa della sua genericità e aspecificità. Le argomentazioni presentate non erano sufficientemente dettagliate né collegate in modo concreto alla motivazione della sentenza di condanna. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione Inammissibile: Condanna Definitiva e Spese
Un Lavoratore, condannato per il delitto di favoreggiamento personale (Art. 378 c.p.) dalla Corte d'Appello, ha presentato un ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi addotti dal Lavoratore sono stati ritenuti infondati o non proponibili, poiché riguardavano questioni di fatto già ampiamente esaminate o non erano stati sollevati correttamente nei gradi precedenti. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende per il suo ricorso in Cassazione inammissibile.
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Ricorso Inammissibile: Condanna confermata nonostante l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un Lavoratore, condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello, sostenendo l'assenza di responsabilità e la possibilità di non essere punito. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che il ricorso riproponesse le stesse argomentazioni già confutate dai giudici precedenti. Inoltre, la Corte ha evidenziato la spiccata inclinazione a delinquere del Lavoratore e i suoi precedenti penali, escludendo la possibilità di sostituire la pena. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Favoreggiamento e Conferma Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato, già condannato per favoreggiamento. L'uomo aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la sua responsabilità e la pena di sei mesi di reclusione per il delitto di cui all'Art. 378 cod. pen. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e ripetitivi di censure già esaminate e respinte dai giudici precedenti. Il ricorso non ha superato il vaglio di legittimità, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: motivi generici e condanna
Un Lavoratore ha presentato un ricorso in Cassazione contro una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, confermata in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in Cassazione. I motivi del ricorso erano troppo generici. Essi riproducevano censure già esaminate e respinte dai giudici precedenti con argomenti validi. La Corte ha quindi condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende. La sentenza sottolinea l'importanza di presentare motivi specifici e non ripetitivi.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Cassazione Condanna per Genericità
Un individuo, già condannato per recidiva ed evasione, ha presentato un ricorso per cassazione contro la sua condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Questo è avvenuto perché l'impugnazione era troppo generica e non rispettava i requisiti procedurali. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'importanza della precisione negli atti giudiziari.
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Evasione: Ricorso inammissibile in Cassazione, pena confermata
Un Lavoratore è stato condannato per il delitto di evasione (Art. 385 c.p.) a due anni di reclusione. Ha presentato un ricorso inammissibile in Cassazione, contestando solo la misura della pena e la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche, senza evidenziare profili di illegalità nel trattamento sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo i motivi generici e improponibili. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: frode confermata, appello respinto
Un individuo è stato condannato per frode e reati connessi dai tribunali di primo e secondo grado. Ha presentato un ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della legge penale, la mancata concessione delle attenuanti generiche e l'erronea applicazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo le doglianze generiche e già esaminate dai giudici precedenti. La condotta reiterata e la professionalità criminale hanno giustificato il diniego delle attenuanti e l'applicazione della recidiva. La condanna è stata confermata, con spese a carico del ricorrente.
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Prescrizione del Reato: Ricorso Aspecifico, Condanna Confermata
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsità materiale. L'imputato lamentava l'intervenuta prescrizione del reato, ma il suo ricorso non considerava i periodi di sospensione del termine di prescrizione dovuti a rinvii chiesti dalla difesa. La Corte ha ritenuto il ricorso 'aspecifico' e non idoneo a contestare la decisione della Corte d'Appello. Di conseguenza, l'imputato ha dovuto pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende, confermando l'importanza di un ricorso ben motivato in materia di prescrizione del reato.
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Revoca Sospensione Condizionale: Delitto vs. Indole, la Cassazione Chiarisce
Un individuo, beneficiario della sospensione condizionale della pena, ha commesso un nuovo delitto. Il Tribunale aveva inizialmente rigettato la richiesta di revoca sospensione condizionale della pena da parte del Pubblico Ministero, sostenendo che il nuovo reato non fosse "della stessa indole" del precedente. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che la condizione della "stessa indole" si applica esclusivamente alle contravvenzioni. Per i delitti, la commissione di un nuovo reato comporta sempre la revoca della sospensione condizionale della pena, indipendentemente dalla sua natura. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale, rinviando la questione per un nuovo esame.
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Prescrizione del Reato: Ricorso Inammissibile e Condanna alle Spese
Un Lavoratore è stato condannato per un reato (falsificazione di valori di bollo). Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse ormai estinto per Prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il termine massimo di prescrizione non fosse ancora scaduto. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Patteggiamento e Sanzione Amministrativa Accessoria: La Cassazione impone l’obbligo
Un Conducente ha patteggiato una pena per lesioni personali stradali gravi o gravissime. Il Tribunale, però, ha omesso di applicare la Sanzione amministrativa accessoria della revoca o sospensione della patente di guida. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice deve sempre applicare le sanzioni amministrative accessorie che derivano di diritto dal reato, anche in caso di patteggiamento. La Corte ha quindi annullato la sentenza nella parte in cui non prevedeva tale sanzione, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
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Furto di energia elettrica: ricorso inammissibile, condanna definitiva
Un Individuo è stato condannato per furto di energia elettrica aggravato. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle prove. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le contestazioni erano generiche e miravano a una non consentita rivalutazione dei fatti già esaminati dai giudici precedenti. La condanna è stata confermata, con l'obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: quando i motivi generici costano caro
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un individuo condannato per furto aggravato. L'imputato aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello, che a sua volta aveva dichiarato inammissibile il suo appello per la genericità dei motivi. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi del ricorso erano troppo vaghi e non si confrontavano con le argomentazioni delle sentenze precedenti. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione del reato: quando la recidiva non allunga i tempi
Un imputato è stato condannato in appello per un reato commesso nel 2009. La Corte d'Appello ha applicato la recidiva qualificata, aumentando i termini di prescrizione del reato e condannando l'imputato, mentre un coimputato è stato prosciolto per prescrizione. L'imputato ha presentato ricorso, sostenendo che la sua recidiva era solo "semplice", non "qualificata". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la precedente condanna rilevante per la recidiva non era definitiva al momento del nuovo reato. Pertanto, si applicava la recidiva semplice, che non modifica i termini di prescrizione. Il reato è risultato estinto per prescrizione.
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Rideterminazione della Pena: Delitto o Contravvenzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva la rideterminazione della pena. L'uomo era stato condannato a un anno di reclusione per un reato che, a suo dire, doveva essere classificato come contravvenzione anziché delitto. La Corte ha chiarito che l'applicazione della sorveglianza speciale, disposta in precedenza, implica la natura di delitto del reato. Inoltre, la questione della qualificazione del reato andava sollevata durante il processo originario, non in fase di esecuzione della pena. Il ricorso per la rideterminazione della pena è stato quindi respinto, con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione.
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Revoca della sospensione condizionale: basta un nuovo delitto
Un cittadino condannato per violazione di sigilli aveva ottenuto il beneficio penale della sospensione. Durante il periodo di osservazione, l'interessato ha commesso un tentato furto. Il pubblico ministero ha chiesto la revoca della sospensione condizionale, ma il giudice dell'esecuzione ha respinto l'istanza sostenendo che i due reati avessero una diversa natura. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'accusa e ha chiarito il principio normativo: la commissione di un nuovo delitto comporta sempre la perdita del beneficio, a prescindere dalla tipologia o dalla gravità specifica del fatto illecito. La verifica sull'identica indole serve soltanto in presenza di contravvenzioni. La Suprema Corte ha pertanto annullato l'ordinanza, rimettendo gli atti al giudice territoriale per una nuova decisione conforme alla legge.
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