La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un uomo accusato di ricettazione di datteri di mare, una specie protetta. I fatti risalivano al 2010. All'epoca, il reato di ricettazione si applicava solo a beni provenienti da un delitto (reato grave), non da una contravvenzione (reato meno grave), come nel caso della pesca illegale. Una successiva legge ha esteso la ricettazione anche alle contravvenzioni, ma non poteva essere applicata retroattivamente. Per questo motivo, il fatto non costituiva reato al momento dell'accaduto.
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