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Delinquenza Abituale

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Status giuridico attribuito a chi, dopo essere stato condannato per più delitti, ne commette un altro, dimostrando una persistente tendenza a delinquere. Comporta l'applicazione di misure di sicurezza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pericolosità Sociale: Ricorso Inammissibile per Nuova Valutazione
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano che aveva confermato una misura di sicurezza detentiva, basata sulla sua presunta pericolosità sociale e delinquenza abituale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore cercava una nuova valutazione di merito sui presupposti della misura, ma il ricorso non individuava vizi specifici del provvedimento. La Corte ha ritenuto logica la valutazione della pericolosità sociale, considerando le condotte criminose reiterate dopo un'espulsione.
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Ordigno Esplosivo: La Correlazione Accusa Sentenza Annulla Condanne
Diversi individui sono stati condannati per fabbricazione e detenzione di un ordigno esplosivo. La Cassazione ha annullato le sentenze precedenti, inclusa quella che aveva riqualificato il reato da ricettazione a fabbricazione di ordigno. La Corte ha stabilito che questa modifica ha violato il principio di correlazione accusa sentenza, alterando gli elementi essenziali del fatto contestato e pregiudicando il diritto di difesa degli imputati. Il caso tornerà al Tribunale di Chieti per un nuovo giudizio, estendendo gli effetti favorevoli anche al coimputato non ricorrente.
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Delinquenza abituale: Cassazione conferma misura di sicurezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Soggetto, già dichiarato delinquente abituale, contro l'applicazione della misura di sicurezza della casa lavoro. Il Soggetto contestava la persistenza della sua delinquenza abituale, sostenendo che i suoi reati fossero unificati dal vincolo della continuazione e che la sua pericolosità sociale fosse cessata. La Cassazione ha ribadito che la dichiarazione di delinquenza abituale è autonoma dalla misura di sicurezza. Ha inoltre confermato che la valutazione della pericolosità sociale del Soggetto era corretta, basandosi sulla sua continua partecipazione ad attività criminali anche durante la detenzione. Il ricorso è stato respinto, condannando il Soggetto al pagamento delle spese.
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Delinquenza abituale: la Cassazione conferma la colonia agricola
Il caso riguarda un uomo condannato per numerosi furti in abitazione commessi in Trentino. I giudici di merito lo avevano dichiarato colpevole, applicando la misura di sicurezza della colonia agricola per due anni dopo aver accertato la sua delinquenza abituale. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la legittimità costituzionale della misura automatica e la valutazione della sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la dichiarazione di delinquenza abituale e la conseguente misura detentiva sono legittime e giustificate dall'elevato numero di condanne precedenti per reati contro il patrimonio, dall'intensità del dolo e dall'assenza di un reale reinserimento sociale. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Delinquenza Abituale: Patteggia la Pena ma non lo Status di Reo
Un imputato, condannato per rapina aggravata, raggiunge un accordo sulla pena in appello (concordato). Tuttavia, non rinuncia a contestare la declaratoria di delinquenza abituale. La Corte d'Appello, pur applicando la pena concordata, omette di motivare la sua decisione su questo specifico punto. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza limitatamente a tale aspetto. Stabilisce un principio chiaro: anche in caso di accordo sulla pena, il giudice deve esaminare e motivare espressamente i punti dell'appello che non sono stati oggetto di rinuncia, come la declaratoria di delinquenza abituale.
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Furto pluriaggravato: attenuante e valore del bene
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto pluriaggravato, contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la durata limitata dello spossessamento non giustifica l'attenuante se non è provato il valore esiguo del bene. Inoltre, le doglianze sul trattamento sanzionatorio sono state ritenute troppo generiche.
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Delinquenza abituale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 27626/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza che ne accertava la delinquenza abituale. Il motivo del ricorso è stato ritenuto meramente ripetitivo e infondato, poiché la Corte d'Appello aveva correttamente valutato i numerosi precedenti penali e la persistente condotta criminale del soggetto, giustificando così la dichiarazione di delinquenza abituale.
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Delinquenza abituale: quando è legittima la misura?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per reati legati agli stupefacenti, ritenendo legittima la dichiarazione di delinquenza abituale. La Corte ha chiarito che tale dichiarazione non può basarsi solo sui precedenti penali, ma richiede una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale del soggetto, basata su elementi come le modalità di condotta, le condizioni di vita e i collegamenti con ambienti criminali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le argomentazioni della difesa erano mere ripetizioni dei motivi d'appello, senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata.
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Delinquenza abituale: requisiti e condanna legittima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la condanna per furto e la contestuale dichiarazione di delinquenza abituale. L'ordinanza chiarisce che, per contestare la delinquenza abituale, non è necessario elencare tutti i precedenti penali nel capo d'imputazione, essendo sufficiente una dicitura che ne preannunci la valutazione.
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Delinquenza abituale: quando si applica la misura?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto, con fine pena previsto per il 2030, a cui era stata applicata la misura di sicurezza dell'assegnazione a una casa di lavoro in seguito alla dichiarazione di delinquenza abituale. L'imputato sosteneva che la decisione fosse prematura data la distanza temporale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la decisione sulla misura è distinta dalla sua esecuzione. Il giudizio sulla pericolosità sociale, fondamento della misura, può e deve essere rivalutato in prossimità della fine della pena, rendendo legittima la decisione attuale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un individuo contro la conferma della sua dichiarazione di delinquenza abituale e della relativa misura di sicurezza. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non si confrontavano criticamente con la puntuale motivazione dell'ordinanza impugnata, la quale aveva evidenziato la pericolosità sociale del soggetto sulla base di gravi precedenti e di una condotta non rivisitata criticamente.
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Pena sostitutiva e precedenti: la decisione del giudice
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il diniego di una pena sostitutiva, confermando che il giudice può negare il beneficio sulla base dei numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato, senza necessità di ulteriori motivazioni.
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Introduzione cellulari in carcere: quando il reato?
Un caso di tentata introduzione di cellulari in carcere tramite un pallone da calcio arriva in Cassazione. La Corte conferma le condanne, chiarendo principi fondamentali: il reato di introduzione cellulari in carcere si perfeziona con il semplice ingresso del dispositivo nell'istituto, senza che sia necessaria la consegna al detenuto. Inoltre, le intercettazioni delle istruzioni fornite in diretta per il lancio costituiscono esse stesse 'corpo del reato', rendendole pienamente utilizzabili come prova.
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Ricorso inammissibile: genericità e reiterazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso, incentrato sulla dichiarazione di delinquenza abituale, è stato ritenuto generico e una mera reiterazione di motivi già esaminati, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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