Due professionisti hanno chiesto la riliquidazione della propria pensione di vecchiaia, contestando la modifica regolamentare della Cassa di previdenza che ha esteso da 15 a 25 anni il periodo di riferimento per il calcolo dei redditi. I ricorrenti invocavano il principio del pro rata per salvaguardare i criteri di calcolo previgenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della riforma. Per i trattamenti pensionistici liquidati dopo il 1° gennaio 2007, infatti, il principio del pro rata non opera più in modo assoluto, ma deve essere bilanciato con le esigenze di stabilità finanziaria della Cassa e con i criteri di equità generazionale introdotti dal legislatore. Di conseguenza, i pensionati perdono la causa e sono condannati al pagamento delle spese legali.
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