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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite IVA sulle frodi
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un'azienda attiva nel settore dei metalli ferrosi un avviso di accertamento per il recupero dell'IVA su fatture ritenute relative a operazioni soggettivamente inesistenti. La società aveva applicato il meccanismo del reverse charge. Dopo la decisione sfavorevole del giudice d'appello, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando gli importi dovuti. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti.
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Accertamento sintetico e sanatoria: come bloccare il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso due avvisi di accertamento nei confronti di un contribuente, rideterminando il reddito per gli anni 2006 e 2007 tramite lo strumento del redditometro. Il contribuente si è difeso dimostrando che le spese contestate erano sostenute grazie a un incremento di liquidità derivante dalla vendita di un immobile nel 2004. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte, rilevando la pendenza della sanatoria fiscale, ha sospeso la decisione di merito. Con l'ordinanza in esame, i giudici hanno assegnato al contribuente un termine di sessanta giorni per notificare la documentazione della sanatoria all'ente impositore, rinviando la causa per la successiva dichiarazione di estinzione del processo.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alle sanzioni sul conto estero
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF e le relative sanzioni per omessa compilazione del quadro RW, derivanti da un conto estero non dichiarato. Durante il giudizio di Cassazione, Il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei requisiti di legge (pendenza della lite al primo gennaio 2023 e assenza di risorse UE o aiuti di Stato), ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 luglio 2023 e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente per interposizione fittizia di persona, ritenendo che avesse trasferito quote societarie ai figli tramite una società semplice per eludere le imposte sulla plusvalenza. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, rilevando che i proventi erano effettivamente confluiti sui conti dei figli. L'amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio.
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Definizione agevolata: stop al fisco su auto e barche
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento sintetico nei confronti di una contribuente, presumendo un reddito superiore per l'anno 2007 basato su elementi indicativi di alta capacità contributiva, come il possesso di sei auto di grossa cilindrata, quattro case con mutuo, una barca a vela e collaboratori domestici. Dopo l'annullamento dell'atto nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018. Poiché l'ufficio non ha opposto diniego e non è stata presentata istanza di trattazione nei termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col fisco
Un contribuente riceveva una cartella di pagamento IRPEF a seguito di un controllo formale sulle spese deducibili per il mantenimento del coniuge. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente presentava istanza di definizione agevolata per sanare il debito a rate. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta di definizione agevolata e del piano di rateizzazione in corso, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per attendere il completamento dei pagamenti.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite sulle accise
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di pagamento per omesso versamento di accise energetiche e sanzioni contro una società. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La società ha presentato istanza di sospensione del processo chiedendo di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale del contribuente, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo così alla società di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il debito si estingue e la causa si chiude
Una società di persone, ormai cancellata dal registro delle imprese, e i suoi soci ricevevano avvisi di accertamento per maggiori imposte. Successivamente, l'Agente della Riscossione notificava una cartella di pagamento basata su tali accertamenti. Il Socio impugnava l'atto e, durante il giudizio di Cassazione, decideva di aderire alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle), pagando integralmente le rate previste. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dei pagamenti e la notifica della documentazione all'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia si è conclusa senza una decisione sul merito, con le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate.
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Tassa rifiuti: la definizione agevolata cancella la causa
Una società alberghiera ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla tassa sui rifiuti (TARSU) emessa dal Comune. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo, presentando la relativa documentazione e pagando le rate previste. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. L'adesione alla definizione agevolata comporta infatti la rinuncia ai giudizi pendenti. Le spese del processo sono state compensate tra le parti, rimanendo a carico di chi le ha anticipate, e non è dovuto alcun versamento aggiuntivo a titolo di contributo unificato.
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Definizione agevolata contro pretese del fisco: vince la società
L'Agenzia delle Entrate contestava a una Società Estera la presenza di una stabile organizzazione in Italia, gestita tramite la sua controllata italiana, emettendo avvisi di accertamento per IRES e IRAP. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione alla società, l'ente impositore proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la Società Estera e la controllata hanno presentato domanda di definizione agevolata per tutte le annualità contestate, provvedendo ai relativi pagamenti. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte del fisco, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Vince il contribuente che vede chiudersi definitivamente la lite fiscale.
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Definizione agevolata della controversia: l’ente ferma il fisco
Un'associazione culturale ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava la perdita della qualifica di ente non profit e l'omessa contabilizzazione di ricavi commerciali derivanti da eventi di intrattenimento. Dopo diversi gradi di giudizio, la causa è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, l'associazione ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata della controversia ai sensi della legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite milionaria con il fisco
Il Contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA emesso dall'Amministrazione Finanziaria per l'anno 2005. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha presentato istanza di sospensione per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria tributaria.
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Definizione agevolata: la Cassazione frena l’estinzione immediata
La Società ha impugnato gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi agli anni 1999 e 2000. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha presentato istanza per dichiarare l'estinzione del processo, documentando l'avvenuta definizione agevolata della cartella di pagamento e il relativo versamento. La Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità del pagamento e confermare il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: i soci bloccano la pretesa del fisco
Il Liquidatore e i Soci di una società a responsabilità limitata cancellata dal registro delle imprese hanno impugnato un avviso di accertamento per IVA e IRAP. L'Amministrazione Finanziaria contestava loro i debiti tributari basandosi sulla ristretta base societaria. Giunti in Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza per accedere alla tregua fiscale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo senza decidere sul merito.
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Definizione agevolata blocca la causa IVA sui posti barca
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società edilizia, contestando l'applicazione del regime di non imponibilità IVA alle prestazioni di ormeggio e concessione di posti barca. Nelle more del giudizio, la società contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti tributarie pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale e del rispetto dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla società di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: la Cassazione ferma il fisco
Una società riceve avvisi di accertamento dall'Agenzia delle Entrate che contesta l'indeducibilità di interessi passivi su finanziamenti infragruppo. Dopo la vittoria della società nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società chiede la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta, sospende il giudizio e rinvia la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: la pace fiscale della società salva il socio
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per maggiori imposte nei confronti di una Società di persone. Un Socio ha impugnato l'atto, ma nel frattempo la Società ha aderito alla definizione agevolata per lo stesso debito d'imposta, determinando l'estinzione del proprio giudizio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata perfezionata dalla società coobbligata estende i suoi effetti benefici anche al socio. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la capogruppo paga e salva la controllata
Una società controllante e una controllata avevano optato per il consolidato fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha emesso due accertamenti: uno di primo livello sulla controllata e uno di secondo livello sulla controllante. La società controllante ha aderito alla definizione agevolata per chiudere la lite sul secondo livello. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata perfezionata dalla società controllante estingue anche la causa sul primo livello riguardante la società controllata. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto.
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Definizione agevolata: stop alla causa tra INPS e professionista
Un ingegnere contestava l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività libero-professionale svolta in concomitanza con il lavoro dipendente. Dopo le vittorie nei primi gradi di giudizio, l'INPS proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il professionista aderiva alla definizione agevolata, estinguendo interamente il debito contributivo tramite il pagamento rateale. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuto pagamento e dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo per legge e la cessazione della materia del contendere. La definizione agevolata ha così assorbito i costi del giudizio, escludendo la condanna alle spese processuali per entrambe le parti.
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Raddoppio dei termini di accertamento: Fisco batte Azienda
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento oltre i termini ordinari nei confronti di un'Azienda e dei suoi soci, ipotizzando reati fiscali legati a false fatturazioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato gli atti ritenendo che il Fisco non avesse provato l'effettiva sussistenza del reato. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che per applicare il raddoppio dei termini di accertamento basta la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale al momento del controllo, senza che il giudice tributario debba accertare il reato o identificare l'autore. Il raddoppio dei termini di accertamento non si applica però all'IRAP, priva di sanzioni penali. Per uno dei soci, il giudizio si è estinto avendo aderito alla pace fiscale.
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