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Deduzione Forfettaria

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Detrazione di costi calcolata in percentuale fissa sui ricavi, applicata quando non è possibile o agevole documentare analiticamente ogni singola spesa sostenuta per la produzione del reddito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento induttivo: fisco vince contro sentenza confusa
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di un contribuente che non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi e IVA. L'ufficio ha applicato un accertamento induttivo, stimando i costi in misura forfettaria al 38%. La Commissione Tributaria Regionale ha emesso una decisione contraddittoria: ha ritenuto corretta la stima forfettaria nella motivazione, ma nel dispositivo ha dichiarato deducibili i costi analitici risultanti dalle scritture contabili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, evidenziando l'insanabile contrasto tra la motivazione e il dispositivo. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione per un nuovo esame, poiché non è possibile applicare contemporaneamente il metodo forfettario e quello analitico senza una chiara giustificazione.
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Più ricavi per il Fisco, ma con la deduzione forfettaria costi
Un contribuente, dopo aver realizzato e venduto diversi immobili, si vede notificare un accertamento fiscale. L'Agenzia delle Entrate riqualifica l'attività come 'impresa', contesta maggiori ricavi e nega il riconoscimento dei costi di costruzione, applicando anche il raddoppio dei termini per l'accertamento IVA. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del contribuente su due punti cruciali. Stabilisce che, a fronte di maggiori ricavi accertati, va sempre riconosciuta una deduzione forfettaria costi per evitare di tassare l'incasso lordo. Inoltre, annulla il raddoppio dei termini per l'IVA, poiché non era stata superata la specifica soglia di evasione prevista per quel tributo. La causa viene rinviata per un nuovo calcolo delle imposte dovute.
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Omessa dichiarazione: Fisco nega i costi, la Cassazione impone la deduzione forfettaria
Una società omette la presentazione della dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate, basandosi sui dati dello 'spesometro', accerta i ricavi ma nega la deducibilità di qualsiasi costo, tassando l'intero importo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale operato è illegittimo. Anche in caso di accertamento induttivo per omessa dichiarazione, il Fisco deve riconoscere una deduzione forfettaria dei costi. Tassare i ricavi lordi viola il principio costituzionale di capacità contributiva, che impone di tassare il reddito netto. Pertanto, l'Ufficio deve sempre stimare e sottrarre i costi, anche in via presuntiva, per determinare la base imponibile corretta. La Società vince la causa su questo punto decisivo.
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Accertamento bancario: deduzione forfettaria dei costi
Un artigiano riceve un avviso di accertamento basato su movimenti bancari non giustificati. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, stabilisce un principio fondamentale in materia di accertamento bancario. A fronte di prelevamenti considerati ricavi non dichiarati, deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi di produzione. La Corte ha invece respinto un'eccezione procedurale sulla validità della delega di firma per vizi formali nella presentazione del ricorso.
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Accertamento induttivo puro: deduzione costi forfettari
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento basato su un metodo induttivo puro, che non riconosceva alcuna deduzione per i costi. La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di accertamento induttivo puro, l'Amministrazione finanziaria ha l'obbligo di riconoscere una deduzione in misura forfettaria dei costi di produzione, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Deduzione forfettaria costi: Cassazione la riconosce
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. A fronte di maggiori ricavi presunti da movimentazioni non giustificate, un imprenditore ha diritto al riconoscimento di una deduzione forfettaria costi. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito che negava tale diritto, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di una percentuale di costi da detrarre dalla base imponibile ricostruita.
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Accertamento induttivo puro: costi deducibili forfettari
In un caso di accertamento induttivo puro dovuto a omessa dichiarazione dei redditi, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione forfettaria dei costi di produzione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che, in assenza di contabilità, spetta all'Ufficio stesso determinare non solo i ricavi, ma anche i costi inerenti, basandosi sulla natura dell'attività e applicando una percentuale presuntiva, in linea con i principi della Corte Costituzionale.
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Deduzione forfettaria costi: novità da Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15982/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. Un imprenditore individuale, titolare di un'attività di raccolta di veicoli fuori uso, aveva subito un accertamento per maggiori ricavi derivanti da prelevamenti non giustificati. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su un punto cruciale: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi relativi ai ricavi presunti. Questa decisione, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2023, sancisce che non è possibile tassare i ricavi presunti senza considerare i costi, anch'essi presunti, necessari per produrli.
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