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Deducibilità Costi Black List

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità Costi Black List: Opzione Fiscale Cruciale per le Imprese
L'Amministrazione Fiscale ha contestato a un'Azienda la deducibilità di costi relativi a fusioni societarie (il cosiddetto disavanzo da annullamento) e la deducibilità costi black list, sostenendo che l'Azienda non aveva espresso l'opzione fiscale necessaria e che le operazioni con Paesi a fiscalità privilegiata non rispettavano i requisiti di legge. I giudici di merito avevano dato ragione all'Azienda. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Amministrazione Fiscale, stabilendo che l'opzione per il riconoscimento fiscale del disavanzo era obbligatoria e che le norme sulla deducibilità costi black list non contrastano con le convenzioni contro le doppie imposizioni. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deducibilità Costi Black List: Azienda Vince Contro Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità costi black list a un'Azienda per operazioni con società estere in paesi a fiscalità privilegiata. L'Azienda ha dimostrato l'effettività e la convenienza economica di tali operazioni. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la correttezza dell'operato aziendale. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i costi sono deducibili se l'Azienda prova l'effettiva attività commerciale delle imprese estere e l'interesse economico delle operazioni. La sentenza ha quindi dato ragione all'Azienda.
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Deducibilità costi black list: l’Azienda vince contro il Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità costi black list per un'Azienda che aveva importato lenti ottiche da Hong Kong. L'Azienda ha dimostrato che i fornitori esteri svolgevano attività effettiva e che l'operazione aveva un effettivo interesse economico. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione all'Azienda, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena vittoria dell'Azienda e la legittima deducibilità dei costi contestati.
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Deducibilità costi black list: vince la reale convenienza
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'indeducibilità di spese per allestimenti fieristici commissionati a fornitori residenti in Paesi a fiscalità privilegiata, presumendo l'inesistenza delle operazioni. L'azienda ha dimostrato l'effettivo svolgimento dei servizi, la piena inerenza all'attività e l'assoluta convenienza economica nell'acquistare le prestazioni sul posto rispetto all'invio di personale dall'Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando la piena legittimità dei costi sostenuti. I giudici hanno chiarito che la deducibilità costi black list è pienamente valida quando il contribuente prova la reale esistenza dell'operazione, la congruità dei prezzi rispetto al mercato e la convenienza economica della scelta aziendale.
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Deducibilità costi black list: Fisco batte azienda in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda la deducibilità costi black list per oltre venti milioni di euro, relativi ad acquisti da fornitori in paradisi fiscali, oltre all'evasione dell'IVA sulle merci importate. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'azienda, ritenendo provata l'attività reale dei fornitori esteri. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici di legittimità hanno stabilito che la sentenza d'appello era nulla per motivazione apparente, non avendo spiegato concretamente perché i fornitori svolgessero un'attività commerciale prevalente. Inoltre, il giudice d'appello è incorso in ultrapetizione per aver annullato anche riprese fiscali non impugnate dall'azienda. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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