Una società di distribuzione del gas, la cui concessione era scaduta, ha continuato a operare in regime di proroga legale. Il Comune ha preteso il pagamento del vecchio canone, ma la società si è opposta, sostenendo che fosse diventato economicamente insostenibile. La Cassazione ha dato ragione al Comune. Ha stabilito che il gestore deve pagare il canone concessione in proroga previsto dal contratto originario. Se le condizioni economiche cambiano, l'azienda non può chiedere direttamente al giudice di ridurre il canone, ma deve prima tentare una rinegoziazione con l'ente pubblico. In caso di fallimento, l'unica opzione è il recesso dal contratto, non la riduzione giudiziale del canone.
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