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Decreto Ingiuntivo Fallimento

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Decreto ingiuntivo fallimento: inefficace se opposto
Una società veniva dichiarata fallita mentre si opponeva a un decreto ingiuntivo emesso a favore di una banca. Il tribunale ammetteva il credito della banca, considerando l'ingiunzione definitiva a seguito dell'estinzione del giudizio di opposizione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che un decreto ingiuntivo fallimento, se opposto al momento della dichiarazione di fallimento, è inefficace nei confronti della massa dei creditori. Il creditore deve quindi provare nuovamente il proprio credito nell'ambito della procedura fallimentare.
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Decreto ingiuntivo fallimento: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione chiarisce l'inefficacia del decreto ingiuntivo fallimento. Se il debitore fallisce mentre è pendente un'opposizione al decreto, quest'ultimo diventa inopponibile alla massa dei creditori, così come l'ipoteca giudiziale su di esso fondata. L'ordinanza sottolinea che la mancata riassunzione del giudizio da parte del curatore non sana questa inefficacia, confermando un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
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Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La pretesa di una creditrice, basata su un decreto ingiuntivo, è stata respinta in sede fallimentare perché il titolo era divenuto esecutivo solo dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione, ha ribadito il principio consolidato secondo cui un decreto ingiuntivo nel fallimento è inopponibile alla massa dei creditori se la sua dichiarazione di esecutorietà è successiva alla sentenza dichiarativa di fallimento.
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Decreto ingiuntivo fallimento: ipoteca non opponibile
La Corte di Cassazione chiarisce l'inefficacia dell'ipoteca iscritta sulla base di un decreto ingiuntivo non ancora munito di esecutività definitiva al momento della dichiarazione di fallimento. L'ordinanza analizza il principio di opponibilità degli atti alla procedura fallimentare e la necessità che il decreto ingiuntivo nel fallimento abbia acquisito efficacia di giudicato per poter fondare una prelazione. La Corte accoglie inoltre il motivo sulla prova della data certa delle fatture, ritenendo illogica la decisione del giudice di merito che l'aveva riconosciuta solo per una parte dei documenti.
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Decreto ingiuntivo fallimento: l’inefficacia
La Corte di Cassazione conferma che, in caso di decreto ingiuntivo fallimento, il provvedimento monitorio non munito del decreto di esecutorietà definitiva (ex art. 647 c.p.c.) prima della dichiarazione di fallimento è inopponibile alla massa dei creditori. Di conseguenza, anche l'ipoteca giudiziale iscritta sulla base di tale decreto provvisorio è inefficace. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
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Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di decreto ingiuntivo fallimento. Un decreto ingiuntivo, anche se non opposto dal debitore, non è opponibile alla massa dei creditori se non è stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. prima della dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, anche l'ipoteca iscritta sulla base di tale decreto è inefficace, e il credito può essere ammesso al passivo solo in via chirografaria.
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Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità di un decreto ingiuntivo al fallimento dipende da un momento preciso: l'emissione del decreto di esecutorietà da parte del giudice. Se questo provvedimento interviene dopo la dichiarazione di fallimento, il credito non può essere ammesso al passivo sulla base del solo decreto ingiuntivo, anche se non opposto. La Corte ha però chiarito che le spese della procedura esecutiva già avviata e le domande subordinate di ammissione al chirografo devono essere comunque esaminate.
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