LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Decreto Di Espulsione Dello Straniero

19 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Decreto di espulsione dello straniero e ricorso generico
Un cittadino straniero ha presentato ricorso in Cassazione contro il decreto di espulsione dello straniero emesso nei suoi confronti. L'interessato ha lamentato la violazione delle norme sull'immigrazione, sostenendo di non comprendere la lingua italiana e di non disporre di un interprete. Inoltre, ha affermato di non possedere i mezzi economici per l'allontanamento volontario dal territorio italiano. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il ricorrente non ha specificato quale norma sia stata violata, limitandosi a contestazioni generiche. La mancata richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno giustifica il provvedimento espulsivo. Infine, gli atti risultavano regolarmente tradotti in una lingua veicolare, rispettando i requisiti di legge.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: nullo anche con l’avvocato
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura perché tradotto solo in italiano, inglese e francese, e non nella sua lingua madre (il georgiano). Il Giudice di Pace aveva rigettato l'opposizione, ritenendo che il ricorso a un avvocato dimostrasse la comprensione dell'atto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dello straniero, stabilendo che la mancata traduzione nella lingua conosciuta dal destinatario determina la nullità insanabile del provvedimento. La Corte ha chiarito che non si applica il principio del raggiungimento dello scopo e che spetta all'amministrazione dimostrare che lo straniero conoscesse una delle lingue utilizzate per la traduzione.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: legittimità ed esecuzione
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura, poiché privo di permesso di soggiorno valido e passaporto. Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione, rilevando l'assenza di requisiti per la partenza volontaria e il rifiuto del soggetto di rientrare nel Paese d'origine. Lo straniero ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione del principio di non-refoulement e la mancata concessione del termine per l'allontanamento volontario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata concessione del termine per la partenza volontaria non incide sulla legittimità del decreto di espulsione dello straniero, ma riguarda solo la sua fase esecutiva, esulando dal controllo del giudice sulla validità del provvedimento stesso.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: valido anche se impugnato
Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto dopo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno. Lo straniero ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che l'espulsione fosse illegittima perché i termini per impugnare il diniego non erano ancora scaduti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la mancanza del permesso di soggiorno, anche se temporanea, rende legittima l'espulsione. La pendenza dei termini per impugnare il diniego non blocca il provvedimento espulsivo. Se il diniego verrà annullato in seguito, lo straniero potrà chiedere la revoca dell'espulsione.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: l’errore che salva
Un cittadino straniero ha proposto ricorso contro il rigetto dell'opposizione al decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto. Tuttavia, ha notificato il ricorso all'Avvocatura dello Stato anziché direttamente alla Prefettura. La Corte di Cassazione ha rilevato che tale notifica è nulla, poiché l'Avvocatura non aveva difeso l'amministrazione nel precedente grado di giudizio. Nonostante l'errore, la Corte non ha dichiarato inammissibile il ricorso, ma ha ordinato la rinnovazione della notifica entro trenta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la corretta instaurazione del contraddittorio.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: nullo senza lingua nota
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura dopo il rigetto del suo permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace ha confermato l'espulsione, sostenendo erroneamente che l'atto fosse stato tradotto in albanese. In realtà, il provvedimento era stato tradotto in inglese, senza alcuna verifica sulla reale comprensione di tale lingua da parte dell'interessato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dello straniero, chiarendo che spetta all'amministrazione dimostrare che il destinatario conosca la lingua veicolare utilizzata per la traduzione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente il decreto di espulsione e ha condannato l'amministrazione al pagamento delle spese legali.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: prevale la famiglia
Lo Straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto. Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione basandosi sulla mancanza di convivenza con familiari italiani e sulla presenza di precedenti penali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dello Straniero, stabilendo che il giudice di merito deve valutare concretamente l'effettività dei legami familiari in Italia e l'attualità della pericolosità sociale, senza limitarsi ai soli precedenti penali. La decisione è stata cassata con rinvio.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: la notifica non lo annulla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto. Il ricorrente contestava la validità della notifica via PEC del rigetto della sua domanda di protezione internazionale. I giudici hanno chiarito che l'eventuale vizio di notifica non annulla il decreto di espulsione dello straniero, ma può al massimo sospenderne temporaneamente l'efficacia se viene proposto ricorso in tribunale. Poiché lo straniero non aveva impugnato il diniego della protezione, il provvedimento espulsivo è stato legittimamente convalidato. Vince la Pubblica Amministrazione.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: ricorso respinto e multa
Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto l'opposizione presentata da uno straniero contro un decreto di espulsione dello straniero emesso a suo carico. Lo straniero ha proposto ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati, confermando la correttezza della decisione precedente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: no al soggiorno breve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto. Lo straniero, privo di un valido permesso di soggiorno dal 2005 e con precedenti penali, sosteneva di trovarsi regolarmente in Italia per un soggiorno breve inferiore a novanta giorni. Il Giudice di Pace aveva rigettato l'opposizione rilevando la mancanza del titolo di soggiorno al momento del controllo. La Suprema Corte ha confermato che il controllo del giudice ordinario deve limitarsi a verificare la sussistenza dei requisiti di legge al momento dell'espulsione. La carenza del permesso di soggiorno, anche se temporanea, legittima il provvedimento espulsivo, rendendo insindacabile la valutazione dei fatti compiuta dal giudice di merito.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: l’inglese firmato è valido
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso nei suoi confronti, lamentando la mancata traduzione dell'atto in lingua araba, sua lingua madre. Il ricorrente sosteneva che la traduzione in inglese fosse illegittima, considerandola una mera lingua veicolare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che lo straniero aveva precedentemente dichiarato e sottoscritto di conoscere sia l'arabo che l'inglese. Di conseguenza, la traduzione in inglese non poteva essere considerata come effettuata in una lingua veicolare qualsiasi, bensì in una lingua effettivamente conosciuta dall'interessato, garantendo pienamente il suo diritto di difesa.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero nullo senza lingua madre
Un cittadino straniero, sprovvisto di permesso di soggiorno, riceveva un decreto di espulsione dello straniero e una contestuale misura alternativa al trattenimento. Il provvedimento era redatto in una lingua veicolare anziché nella sua lingua madre. Il Giudice di Pace convalidava la misura, ma lo straniero proponeva ricorso in Cassazione lamentando la mancata traduzione e l'assenza di motivazioni sull'impossibilità di reperire un interprete. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il decreto di espulsione dello straniero tradotto in lingua veicolare è nullo se l'amministrazione non dimostra l'impossibilità oggettiva di tradurlo nella lingua del destinatario. Di conseguenza, la Corte ha annullato il provvedimento senza rinvio.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: nullo senza traduzione
Un cittadino pakistano ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura poiché tradotto solo in lingua inglese anziché in urdu, la sua lingua madre. Il Giudice di Pace aveva convalidato il provvedimento senza verificare l'effettiva conoscenza dell'inglese da parte dell'interessato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che spetta alla Pubblica Amministrazione dimostrare che lo straniero conosca la lingua italiana o la lingua veicolare utilizzata per la traduzione. Non essendovi prove di tale conoscenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente il provvedimento di espulsione.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: ricorso nullo per errore
Un cittadino straniero ha proposto opposizione contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto. Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione e convalidato il provvedimento. Lo straniero ha tentato di impugnare la decisione spedendo il ricorso per cassazione tramite raccomandata all'ufficio del Giudice di Pace, anziché notificarlo al Prefetto e depositarlo presso la Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'impugnazione deve essere notificata all'autorità che ha emanato l'atto e che la spedizione a un ufficio giudiziario errato non giustifica il ritardo, escludendo così la rimessione in termini. Lo straniero perde il ricorso e l'espulsione viene confermata.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura nei confronti di un cittadino straniero. L'uomo era stato condannato per rapina e lesioni personali e aveva altri procedimenti penali in corso. Il Giudice di Pace aveva già respinto il suo ricorso, ritenendolo socialmente pericoloso anche a causa della sua mancata partecipazione al percorso di rieducazione in carcere. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino straniero, stabilendo che il giudizio di pericolosità sociale può basarsi su elementi di fatto certi e indizi precisi. Di conseguenza, il provvedimento di allontanamento dal territorio italiano resta pienamente valido ed efficace, sancendo la sconfitta del ricorrente.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: il ritardo non lo annulla
Il Prefetto ha ordinato l'allontanamento di un cittadino extracomunitario privo di titolo di soggiorno. Lo straniero ha impugnato il provvedimento, lamentando il ritardo di due anni nell'emissione del decreto e la pendenza di un ricorso al TAR contro il diniego del permesso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il decreto di espulsione dello straniero è un atto vincolato. Per la sua validità è sufficiente la mancanza del titolo di soggiorno al momento dell'espulsione, mentre il tempo trascorso dal diniego e la pendenza del giudizio amministrativo sono del tutto irrilevanti e non sospendono la procedura ordinaria.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: quando l’errore non salva
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dal Prefetto, lamentando la mancata traduzione nella propria lingua madre e la pendenza del ricorso contro il diniego del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il decreto di espulsione è un atto vincolato e autonomo rispetto alle decisioni del Questore sul soggiorno. Inoltre, l'errore del giudice nell'attribuire allo straniero i documenti di un'altra persona costituisce un errore di percezione (vizio revocatorio) e non può essere fatto valere in Cassazione, ma solo con un ricorso per revocazione. L'appello dello straniero è stato quindi rigettato.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: valido senza passaporto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero detenuto contro il decreto di espulsione dello straniero emesso come misura alternativa alla detenzione. Il ricorrente contestava la validità del provvedimento a causa dell'uso di diverse generalità e della mancanza di un passaporto. La Suprema Corte ha chiarito che l'identificazione fisica è certa grazie ai rilievi delle impronte digitali associati a un Codice Unico Identificativo (C.U.I.), rendendo irrilevanti i falsi nomi. Inoltre, la mancanza del passaporto non impedisce l'emissione del decreto di espulsione dello straniero detenuto, ma ne sospende solo l'effettiva esecuzione, durante la quale il soggetto rimane in carcere. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
Decreto di espulsione dello straniero: ricorso nullo senza prove
Un cittadino straniero ha proposto opposizione contro il decreto di espulsione dello straniero emesso a suo carico, invocando il proprio radicamento sociale e familiare in Italia. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso per mancanza di prove idonee. Lo straniero si è quindi rivolto alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha allegato i documenti del primo grado di giudizio necessari a dimostrare la sua integrazione socio-economica. La tardiva produzione di un'attestazione di lavoro non ha sanato l'omissione procedurale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato il provvedimento di espulsione e ha condannato il ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Continua »