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Debito Di Valuta

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126 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennizzo in caso di acquisizione sanante di un terreno. L'ordinanza stabilisce che la valutazione deve basarsi sul valore venale del bene al momento del decreto di acquisizione, considerando l'uso effettivo e non le potenzialità future. Il ricorso dei proprietari, che lamentavano una stima troppo bassa per un terreno potenzialmente destinato a vigneto, è stato dichiarato inammissibile perché le censure non affrontavano la ratio decidendi della sentenza d'appello.
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Rivalutazione monetaria: no all’automatismo
In un caso di espropriazione risalente al 1982, alcuni proprietari terrieri hanno richiesto la rivalutazione monetaria sul conguaglio dell'indennità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità costituisce un debito di valuta. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma deve essere richiesta e provata come 'maggior danno' subito a causa del ritardo nel pagamento, cosa che i ricorrenti non hanno fatto. La Corte ha anche chiarito che l'annullamento di un capo principale di una sentenza si estende ai capi accessori, come quello sulla rivalutazione, impedendo la formazione di un giudicato parziale.
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Recesso socio Srl: gli interessi sulla quota
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale nel recesso socio Srl: il termine di 180 giorni per la liquidazione della quota è a beneficio della società. Di conseguenza, gli interessi sulla somma dovuta iniziano a maturare solo dopo la scadenza di tale periodo, e non dal momento della comunicazione del recesso. La sentenza analizza la natura di tale termine e le sue implicazioni sulla mora del debitore.
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Maggior danno: quando spetta e come provarlo in appello
Una recente sentenza della Corte d'Appello di Roma chiarisce i presupposti per il riconoscimento del maggior danno da svalutazione monetaria. In un caso riguardante il mancato compenso a un medico specializzando, la Corte ha riformato la decisione di primo grado, negando il risarcimento per il maggior danno perché il creditore non aveva fornito la prova specifica del pregiudizio subito, oltre gli interessi legali. La decisione sottolinea che l'onere della prova spetta interamente al creditore.
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Remunerazione medici specializzandi: la decisione
La Corte d'Appello di Roma si è pronunciata sul diritto alla remunerazione dei medici specializzandi per la tardiva attuazione delle direttive europee. La sentenza ha parzialmente accolto le richieste dei medici, riconoscendo il risarcimento per chi frequentava corsi di specializzazione comuni a più Stati UE dopo il 1° gennaio 1983, anche se iscritti prima di tale data. Ha però escluso dal risarcimento le specializzazioni non previste dalle direttive, come l'oncologia, specificando che l'obbligazione dello Stato è un debito di valuta, non soggetto a rivalutazione.
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Clausola risolutiva espressa: Guida alla sentenza
Una sentenza del Tribunale di Pescara ha dichiarato la risoluzione di un contratto di locazione a causa dell'attivazione di una clausola risolutiva espressa. Il conduttore, che si era impegnato a partecipare all'asta per l'acquisto dell'immobile locato, non ha presentato l'offerta. Il giudice ha accolto la domanda della parte locatrice (una curatela fallimentare), condannando il conduttore al pagamento di una penale di 260.000 euro, pari alla differenza tra il prezzo d'asta minimo pattuito e quello di successiva aggiudicazione, oltre a un ulteriore risarcimento per la ritardata riconsegna dell'immobile.
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