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De Visu

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'con i propri occhi'. In ambito giuridico, indica una constatazione diretta di un fatto da parte di una persona, senza bisogno di strumenti o analisi tecniche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assoluzione ribaltata senza rinnovazione della prova dichiarativa
Un cittadino viene assolto in primo grado dall'accusa di minaccia poiché il giudice ritiene inattendibili i testimoni dell'accusa. In appello, il tribunale ribalta la decisione ai soli fini civili. Il giudice d'appello condanna l'imputato al risarcimento dei danni rivalutando le testimonianze senza convocare nuovamente i testimoni in aula. La Corte di Cassazione annulla la condanna. Il giudice d'appello che intende ribaltare un'assoluzione valutando diversamente testimoni decisivi deve disporre la rinnovazione della prova dichiarativa. Senza l'ascolto diretto si viola il principio del giusto processo e dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Il caso torna al tribunale per un nuovo giudizio.
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Riconoscimento dell’imputato: la testimonianza della polizia vale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino condannato nei precedenti gradi di giudizio, il quale contestava l'attendibilità del teste delle forze dell'ordine. L'agente di polizia stradale aveva effettuato il riconoscimento dell'imputato vedendolo direttamente di persona. Il ricorrente sosteneva un difetto di motivazione nella valutazione della prova dichiarativa. I giudici supremi hanno ribadito che la testimonianza dell'ufficiale di polizia giudiziaria possiede piena validità probatoria autonoma per dimostrare la responsabilità penale. Il ricorso mirava a richiedere una nuova valutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione, condannando il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Riconoscimento dell’imputato: video e stessi abiti, furto provato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto semplice di un uomo, il cui ricorso è stato dichiarato inammissibile. L'imputato contestava la validità del riconoscimento basato su una videoripresa. I giudici hanno stabilito che il **riconoscimento dell'imputato** era pienamente valido, poiché non si fondava solo sul video, ma su un insieme di prove convergenti. La vittima, infatti, lo aveva riconosciuto 'de visu' (di persona) il giorno dopo, poiché l'uomo era tornato sul luogo del furto indossando gli stessi abiti. Questa identificazione diretta, confermata da un testimone, ha reso la prova solida e inattaccabile, portando alla conferma definitiva della condanna.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di lieve entità. La decisione ribadisce un principio fondamentale: il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ritenuto che le censure del ricorrente, relative a presunte contraddizioni testimoniali, mirassero a una rilettura delle prove, attività preclusa in sede di Cassazione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Attenuante danno lieve: quando si applica allo spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per spaccio, chiarendo i criteri per l'applicazione dell'attenuante danno lieve. La valutazione non si limita alla somma di denaro sequestrata, ma deve considerare la pericolosità complessiva della condotta, come il numero di cessioni e il tipo di sostanza. La decisione del giudice di merito, se ben motivata, non è censurabile in sede di legittimità.
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Ubriachezza in Servizio: Quando Scatta il Reato Militare
Un militare, durante il suo turno di guardia armata, è stato trovato in stato di ebbrezza, aggredendo e insultando anche una collega. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ubriachezza in servizio, stabilendo che per provare tale reato è sufficiente la testimonianza diretta, senza necessità di test medici. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità delle circostanze.
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Identificazione imputato e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La difesa contestava l'identificazione fisica basata su filmati di videosorveglianza, ritenendola contraddittoria. La Corte ha respinto il ricorso sia perché mirava a una rivalutazione dei fatti, vietata in sede di legittimità, sia perché le specifiche doglianze non erano state sollevate nel precedente grado di appello, rendendole non deducibili in Cassazione.
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Furto d’acqua: calamita sul contatore è reato grave
Il titolare di una lavanderia viene condannato per furto d'acqua aggravato e tentata corruzione. Utilizzava una calamita per alterare il contatore e ha offerto denaro a un ispettore per evitare la denuncia. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo la prova del furto d'acqua sufficiente e respingendo la richiesta di attenuanti data la natura dell'attività commerciale e il tentativo di garantirsi l'impunità.
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