La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della corretta classificazione doganale per dispositivi tecnologici multifunzione, come le action cam, e i relativi accessori. Il caso riguardava la contestazione dell'Agenzia delle Dogane sulla natura di alcuni apparecchi digitali, classificati dai contribuenti come fotocamere anziché videocamere, e dei loro supporti in plastica, considerati erroneamente 'parti' del dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito che la classificazione doganale deve basarsi su criteri oggettivi: per distinguere fotocamere da videocamere sono determinanti la risoluzione (superiore a 800x600 pixel) e la durata della registrazione ininterrotta (almeno 30 minuti). Inoltre, gli accessori possono essere considerati 'parti' solo se indispensabili al funzionamento meccanico o elettrico del bene principale.
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