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Datio

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine latino che indica l'atto materiale della consegna di una somma di denaro o di un bene.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Onere della prova nel mutuo: prestito o regalo in famiglia
Un uomo riceve dal padre un credito derivante da un presunto prestito fatto ai figli di quest'ultimo per acquistare un immobile. Il Cessionario chiede la restituzione della somma, ma I Figli sostengono che si trattasse di una donazione indiretta. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Cessionario. La Corte stabilisce che la semplice consegna di denaro non basta a pretendere la restituzione. Chi agisce in giudizio deve dimostrare l'onere della prova nel mutuo, provando non solo il passaggio di denaro, ma anche l'accordo di restituzione. La contestazione dei beneficiari non inverte questo onere.
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Onere della prova del mutuo: bonifico da due milioni perso
Un soggetto ha chiesto la restituzione di oltre due milioni di euro inviati tramite quindici bonifici bancari con causale riferita a un prestito. La ricevente ha ammesso di aver incassato il denaro, ma ha negato l'esistenza di un prestito, sostenendo che si trattasse di somme inviate dal padre tramite un intermediario. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. I giudici hanno stabilito che, per ottenere la restituzione, non basta dimostrare il passaggio del denaro. Chi agisce in giudizio deve fornire l'onere della prova del mutuo, dimostrando l'esistenza di un accordo che prevedeva la restituzione. La semplice causale inserita nei bonifici non è sufficiente a dimostrare tale accordo se la controparte contesta il prestito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Sindaco chiede soldi: onorario o concussione del pubblico ufficiale?
Un Sindaco, accusato di aver preteso diecimila euro da un cittadino durante una vendita immobiliare, si è difeso sostenendo si trattasse di un onorario per vecchie prestazioni professionali. La Corte di Cassazione ha però confermato la misura degli arresti domiciliari per il reato di concussione del pubblico ufficiale. Secondo i giudici, la richiesta era illecita perché il Sindaco ha sfruttato il suo potere di influenzare l'esito dell'affare e i futuri permessi edilizi, costringendo di fatto il cittadino a pagare per timore di ritorsioni. Il Pubblico Ufficiale perde il ricorso e resta ai domiciliari.
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Onere di contestazione: Banca assolta se ignora la truffa
Una cliente si affida a un promotore finanziario per investire 120.000 euro, ma il promotore si appropria del denaro. La cliente fa causa alla Banca, ritenendola responsabile. La Cassazione ha dato torto alla cliente, stabilendo un principio chiave sull'onere di contestazione: non si applica a fatti che la parte (la Banca) legittimamente ignora. Poiché la consegna del denaro è avvenuta direttamente tra la cliente e il promotore, la Banca non poteva conoscere tale circostanza. Di conseguenza, la sua mancata contestazione iniziale non vale come ammissione del fatto. La cliente non ha ottenuto il risarcimento perché non è riuscita a provare l'avvenuta consegna del denaro.
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Tassazione Finanziamento Soci: Imposta Annullata se Convertito
Una società aumenta il proprio capitale utilizzando un precedente finanziamento ricevuto da una socia. L'Agenzia delle Entrate chiede l'imposta di registro sul finanziamento, in quanto menzionato ('enunciato') nel verbale di aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. La regola sulla tassazione del finanziamento soci enunciato non si applica se gli effetti del finanziamento stesso cessano proprio in virtù dell'atto che lo menziona. Poiché il prestito si trasforma in capitale, il suo scopo originario (la restituzione) viene meno. Di conseguenza, l'obbligo di pagare l'imposta di registro sul finanziamento è annullato.
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Ricognizione di debito: tassazione fissa o variabile?
Una società operante nel settore energetico ha ricevuto beni immobili come prestazione in luogo di adempimento, includendo nell'atto una ricognizione di debito. L'amministrazione finanziaria ha preteso l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale (1%) su tale riconoscimento, anziché quella fissa. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, definendo l'atto come una mera dichiarazione di scienza non patrimoniale. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso da parte dell'ente impositore a seguito di un chiarimento delle Sezioni Unite, ha confermato l'estinzione del giudizio, consolidando il principio della tassazione fissa per la ricognizione di debito.
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Prova del mutuo: testimonianze in famiglia valide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della prova del mutuo basata su testimonianze di familiari, data la natura del rapporto tra le parti. In un caso riguardante un prestito tra zio e nipote, la Corte ha stabilito che spetta a chi ha prestato il denaro dimostrare sia la consegna della somma (datio) sia l'obbligo di restituzione. La valutazione della credibilità dei testimoni spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e coerente. L'appello dell'erede, che contestava la restituzione, è stato dichiarato inammissibile.
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Onere della prova mutuo: la motivazione contraddittoria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che condannava una ex nuora a restituire una somma di denaro, asseritamente ricevuta a titolo di mutuo dal suocero per l'acquisto di un'auto. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza d'appello illogica e contraddittoria, in quanto aveva ritenuto provato il mutuo per un veicolo ma non per un secondo, basandosi sulle medesime testimonianze. Questo caso ribadisce il rigoroso onere della prova mutuo a carico di chi chiede la restituzione.
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Finanziamento soci: no imposta se convertito a capitale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un finanziamento soci, anche se verbale e menzionato in una delibera assembleare, non è soggetto a imposta di registro se la stessa delibera ne determina la conversione in capitale sociale. Secondo la Corte, questa operazione causa la cessazione degli effetti del finanziamento, integrando la causa di non imponibilità prevista dall'art. 22, comma 2, del d.P.R. 131/1986. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la tassabilità dell'atto, è stato quindi respinto.
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Finanziamento soci: no imposta se convertito in capitale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15714/2024, ha stabilito che l'enunciazione di un finanziamento soci in un verbale di assemblea per l'aumento di capitale non è soggetta a imposta di registro se gli effetti del finanziamento cessano proprio in virtù di tale operazione. La conversione del debito in capitale estingue l'obbligo di restituzione, integrando la causa di non imponibilità prevista dalla legge.
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Enunciazione finanziamento soci: quando non si paga
Un notaio ha contestato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su un'enunciazione finanziamento soci. Il finanziamento era menzionato in un verbale di aumento di capitale che ne sanciva la conversione in patrimonio sociale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta non è dovuta perché gli effetti del finanziamento cessano proprio in virtù dell'atto che lo enuncia (la conversione in capitale), applicando l'esenzione prevista dall'art. 22, comma 2, del d.P.R. 131/1986.
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Onere della prova mutuo: chi deve dimostrare il prestito?
Un privato ha citato in giudizio diverse persone e una società per la restituzione di somme che sosteneva di aver prestato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova mutuo: chi agisce per la restituzione deve dimostrare non solo la consegna del denaro (datio), ma anche l'esistenza di un titolo, come un contratto di mutuo, che obblighi la controparte alla restituzione. Il fatto che il ricevente ammetta di aver incassato le somme per altre cause (lavori, caparra) non inverte l'onere della prova.
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Onere della prova restituzione somma: la Cassazione
Un soggetto chiedeva la restituzione di una somma di denaro, sostenendo fosse un prestito. La controparte eccepiva si trattasse di una liberalità. La Cassazione, confermando la decisione d'appello, ribadisce che l'onere della prova per la restituzione di una somma grava su chi agisce in giudizio. L'attore deve dimostrare non solo la consegna del denaro, ma anche il titolo giuridico che obbliga alla restituzione, rigettando il ricorso per mancanza di tale prova.
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Onere della prova mutuo: chi deve dimostrarlo?
Un soggetto eroga una somma per l'acquisto di un'auto a favore della compagna del nipote, chiedendone poi la restituzione come prestito. La Corte d'Appello, confermando la decisione di primo grado, rigetta la domanda. In tema di onere della prova mutuo, spetta a chi agisce per la restituzione dimostrare non solo la dazione di denaro, ma anche il titolo giuridico che fonda l'obbligo di rimborso, non essendo sufficiente la mera ammissione della ricezione da parte del convenuto.
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