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Data Certa

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394 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Deducibilità TFM amministratori: no a limiti TFR
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta agli stessi limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società la deduzione di accantonamenti TFM ritenuti eccessivi. La Corte ha chiarito che, in assenza di una norma specifica, non si può applicare per analogia l'art. 2120 del codice civile. La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il diritto al TFM e il suo importo risultino da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In caso contrario, si applica il principio di cassa.
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Incentivo esodo: la data di adesione è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per ottenere l'agevolazione fiscale su un incentivo esodo erogato dopo l'abrogazione della norma, non basta che il piano aziendale sia anteriore. È fondamentale dimostrare che l'adesione individuale del lavoratore, con la sua manifestazione di volontà irretrattabile, sia avvenuta prima della data di abrogazione (4 luglio 2006). L'onere della prova di tale circostanza ricade sul contribuente che richiede il rimborso. La Corte ha cassato la decisione precedente che dava rilevanza solo alla data del piano aziendale.
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Agevolazioni prima casa: basta la scrittura privata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per non perdere le agevolazioni prima casa in caso di vendita e successivo riacquisto entro un anno, è sufficiente un contratto di compravendita stipulato tramite scrittura privata. La sua registrazione conferisce data certa all'atto, rendendo non necessaria la trascrizione nei registri immobiliari, la quale serve solo a rendere l'acquisto opponibile a terzi e non a certificarne la validità ai fini fiscali.
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Opponibilità IMU: la scrittura privata è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4329/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opponibilità IMU. Un contribuente aveva costituito un diritto di abitazione a favore del coniuge tramite una scrittura privata registrata ma non trascritta, comunicandola al Comune. L'ente impositore riteneva comunque il proprietario come soggetto passivo del tributo, data la mancata trascrizione. La Suprema Corte ha invece chiarito che, ai fini fiscali, la registrazione dell'atto è sufficiente a conferirgli data certa e a renderlo opponibile al Comune. Quest'ultimo, infatti, non è un terzo che vanta diritti reali in conflitto, per cui la trascrizione non è un requisito necessario per spostare l'obbligo di pagamento dell'IMU dal proprietario al titolare del diritto di abitazione.
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Prova del credito professionale nel fallimento: la data certa
Un professionista si è visto respingere la richiesta di ammissione al passivo fallimentare per i suoi crediti professionali a causa della mancanza di documenti con data certa opponibili alla procedura. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando il rigore necessario nella prova del credito professionale e chiarendo i limiti del principio di non contestazione da parte del curatore, il quale agisce come terzo a tutela della massa dei creditori.
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Deducibilità TFM: sì se previsto da atto scritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la piena deducibilità dell'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore. La Corte ha stabilito che, per la deducibilità secondo il principio di competenza, è sufficiente che il TFM sia previsto da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo o i criteri di calcolo. Non è necessario applicare le regole previste per il TFR dei lavoratori dipendenti, né l'amministrazione può sindacare la congruità dell'importo se tali condizioni sono rispettate.
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Fatture false: quando i contratti non bastano a provare i costi
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento a carico di una società edile per l'indebita deduzione di costi derivanti da fatture false. La Corte ha stabilito che la presentazione di contratti d'appalto generici e privi di riferimenti temporali certi non è sufficiente a superare le presunzioni dell'Agenzia delle Entrate e a dimostrare l'effettiva esecuzione delle prestazioni, ribadendo il principio del libero convincimento del giudice nella valutazione delle prove.
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TFM Amministratori: deducibilità senza limiti TFR
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4854/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la piena deducibilità degli accantonamenti per il TFM amministratori. La Corte ha stabilito che non si applica per analogia il limite di calcolo previsto per il TFR dei lavoratori dipendenti (compenso annuo diviso 13,5). La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il trattamento sia previsto da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato che ne specifichi l'importo. In assenza di tali requisiti, la deduzione avviene per cassa, al momento del pagamento.
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Riconoscimento di debito: opponibile al fallimento?
La Corte di Cassazione stabilisce che il riconoscimento di debito, se dotato di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, è opponibile alla massa dei creditori. Questa decisione ribalta un precedente orientamento, affermando che tale atto fa presumere l'esistenza del debito e inverte l'onere della prova, che ricade sul curatore fallimentare. Il caso riguardava la richiesta di ammissione al passivo di un credito professionale, inizialmente respinta dal Tribunale proprio sulla base della presunta inopponibilità dell'atto di riconoscimento.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13540/2025, ha stabilito che la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per gli amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei lavoratori dipendenti. La deduzione annuale delle quote, secondo il principio di competenza, è legittima a condizione che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In assenza di tale requisito, la deducibilità segue il principio di cassa.
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Deducibilità TFM amministratori: no ai limiti del TFR
Una società si è opposta alla pretesa dell'Amministrazione Finanziaria di limitare la deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori, applicando le stesse regole del TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori segue il principio di competenza se l'emolumento risulta da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. Ha escluso l'applicazione analogica dei limiti quantitativi previsti per il TFR, poiché non esiste una norma specifica che lo imponga.
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Data Certa Cambiale: no alla marca da bollo datata
Una società creditrice ha richiesto di essere ammessa al passivo di un fallimento sulla base di alcune cambiali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17541/2025, ha stabilito che la semplice presenza di una marca da bollo datata su una cambiale non è sufficiente a fornire la prova della 'data certa cambiale', necessaria per renderla opponibile alla curatela. Secondo la Corte, per ottenere la data certa sono necessari eventi più sicuri, come un timbro postale di annullamento, che colleghino in modo inequivocabile la data al documento.
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Azione revocatoria: prova della cessione del credito
Una società vende il suo unico immobile non ipotecato a un'altra impresa gestita da un parente stretto, dopo aver contratto un debito. Il creditore avvia un'azione revocatoria. Nel corso della causa, il credito viene ceduto. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita, chiarendo l'onere della prova in caso di cessione di crediti e confermando il potere del giudice di rilevare d'ufficio la mancanza di "data certa" di un documento. Il legame familiare è stato decisivo per dimostrare l'intento fraudolento.
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Data certa contratto: opponibile in procedura concorsuale?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di diritto fallimentare e bancario. Un credito derivante da un conto corrente bancario può essere ammesso al passivo di una procedura concorsuale solo se il contratto originario ha una data certa anteriore all'apertura della procedura stessa. La Corte ha chiarito che i semplici estratti conto non sono sufficienti a provare il credito se il contratto sottostante è privo di tale requisito, in quanto il curatore (o commissario liquidatore) agisce come terzo. Di conseguenza, la prova del credito deve essere fornita mediante la produzione del contratto scritto con data certa, opponibile alla massa dei creditori.
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Data certa fallimento: il giudicato blocca il ricorso
Una società tedesca ha rivendicato dei beni da una società italiana fallita, basandosi su un contratto di vendita e leasing. La richiesta è stata respinta in primo grado per assenza di data certa del contratto, rendendolo non opponibile al fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma a causa di un precedente giudicato formatosi tra le stesse parti, che aveva già stabilito l'inopponibilità del medesimo contratto.
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Data Certa Fallimento: Prova del Credito Anteriore
Un fornitore di pneumatici ha richiesto l'ammissione al passivo di un cliente fallito per oltre 1.3 milioni di euro. La richiesta è stata respinta in ogni grado di giudizio perché il creditore non ha fornito la prova della "data certa" del suo credito, ovvero non ha dimostrato che fosse sorto prima della dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere di provare l'anteriorità del credito con prove oggettive e opponibili a terzi spetta esclusivamente al creditore. Documenti unilaterali come le fatture sono stati ritenuti insufficienti.
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Data certa e Fisco: quando un accordo è opponibile
Una società contribuente riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte su interessi attivi non dichiarati, relativi a un finanziamento concesso a una partecipata. La società si difendeva producendo una scrittura privata che posticipava la decorrenza di tali interessi. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva la tesi del contribuente. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la sentenza, stabilendo che i giudici di merito hanno errato nel non verificare se la scrittura privata avesse data certa. Senza questo requisito, l'accordo non è opponibile all'Amministrazione Finanziaria, considerata terza rispetto all'accordo.
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Sottoscrizione scrittura privata: i fogli sciolti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione al passivo di un fallimento. La Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva nulli i contratti posti a base del credito, in quanto composti da fogli sciolti con la sottoscrizione scrittura privata apposta solo sull'ultimo. È stata inoltre ribadita l'importanza della data certa per l'opponibilità dei documenti alla procedura fallimentare, la cui valutazione spetta al giudice di merito.
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Data certa e prova del credito: ricorso inammissibile
Una società creditrice si vede respingere la domanda di ammissione al passivo di un fallimento per due motivi: la mancanza di data certa del contratto e l'incompleta prova del credito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della società perché non ha validamente contestato entrambi i motivi della decisione precedente, rendendo irrilevante l'analisi del singolo punto contestato sulla data certa.
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Data Certa Scrittura Privata: Prova nel Fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una creditrice contro una società in liquidazione. La decisione ribadisce che la prova della 'data certa della scrittura privata' è fondamentale per l'opponibilità del credito alla procedura concorsuale. La Corte sottolinea che la valutazione delle prove, inclusi i 'fatti ulteriori' per determinare la data certa, è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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