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Dante Causa

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236 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione e acquisto a domino: la decisione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che non è possibile richiedere l'usucapione di un immobile quando si è già proprietari in forza di un valido titolo di acquisto (acquisto a domino). Anche se il trasferimento non è opponibile ai creditori terzi a causa di un errore nella trascrizione dell'atto, ciò non fa venire meno la titolarità del bene, presupposto essenziale per l'usucapione. Il caso riguardava degli acquirenti che avevano scoperto che il loro immobile era stato pignorato a causa di un'inesattezza nella data di nascita del venditore originario in un atto di vendita precedente, rendendo la trascrizione non opponibile ai creditori. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che né l'usucapione ordinaria né quella abbreviata possono trovare applicazione in un'ipotesi di acquisto a domino.
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Cumulo interessi rivalutazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i crediti previdenziali sorti prima del 1992, il creditore ha diritto al cumulo di interessi e rivalutazione monetaria fino al saldo effettivo, anche se questo avviene dopo l'entrata in vigore della legge che ha introdotto il divieto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che limitava tale cumulo al 31 dicembre 1991, affermando che la normativa applicabile è quella vigente al momento in cui il credito è maturato. Il caso riguardava il ritardato pagamento di un supplemento di pensione da parte di un ente previdenziale.
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Giudicato e usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza passata in giudicato, che ha già deciso su un diritto di proprietà, interrompe il termine per l'usucapione. Di conseguenza, una nuova domanda di usucapione può essere fondata solo sul possesso esercitato a partire dal giorno successivo al passaggio in giudicato della precedente sentenza. Nel caso specifico, il tempo trascorso non era sufficiente a maturare il diritto, portando al rigetto della domanda. Questa decisione rafforza il principio del giudicato e usucapione, chiarendo i limiti temporali per far valere il possesso.
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Travisamento della prova: la Cassazione annulla
Una società immobiliare contesta una decisione della Corte d'Appello sulla proprietà di un locale interrato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, ravvisando un decisivo errore di fatto, o travisamento della prova, da parte del giudice di secondo grado. Quest'ultimo aveva erroneamente interpretato due atti di compravendita, confondendo l'identità di una delle parti e giungendo a conclusioni errate sulla catena di trasferimenti della proprietà. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Parte contumace: diritti e preclusioni nel processo
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa per definire i diritti processuali di una parte contumace. Il caso, originato nel 1919 per l'accertamento di usi civici su una laguna, vede gli eredi di una parte rimasta contumace intervenire nel 2015 con nuove domande, ritenute inammissibili in appello. La Suprema Corte ha ritenuto la questione sulla possibilità per la parte contumace di formulare nuove domande in un procedimento speciale, meritevole di un approfondimento in pubblica udienza.
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Sequestro conservativo: quando il periculum non basta
La Corte d'Appello di Roma ha rigettato una richiesta di sequestro conservativo su una cospicua somma derivante da una vendita all'asta. Gli eredi di un venditore, pur avendo ottenuto una sentenza (non definitiva) di risoluzione del contratto di vendita, non hanno potuto ottenere la misura cautelare perché non hanno dimostrato il 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio che la controparte disperdesse il proprio patrimonio in attesa della decisione finale.
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Presunzione condominialità: no a prova catastale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20167/2025, ha stabilito che per dimostrare la natura condominiale di un bene è sufficiente provarne l'attitudine all'uso comune, invertendo l'onere della prova. Chi ne rivendica la proprietà esclusiva non può basarsi solo sui dati catastali, che hanno valore meramente indiziario. Il caso riguardava una striscia di cortile inglobata da un condomino. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'azione come una rivendica ordinaria, richiedendo una prova rigorosa al condomino che agiva per la tutela del bene comune, e ha chiarito la corretta applicazione della presunzione di condominialità.
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Probatio diabolica: prova attenuata con dante causa
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per la rimozione di un cancello che invadeva il suo terreno. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. Il punto cruciale della decisione è stato chiarire che il rigido onere della prova, noto come probatio diabolica, viene attenuato quando le parti in causa derivano il loro diritto di proprietà da un venditore originario comune (dante causa). La Corte ha stabilito che il cancello si trovava effettivamente sulla proprietà del ricorrente.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza il cedente
Una società appella una sentenza relativa a un credito contestato, ma omette di notificare l'atto al proprio cedente, parte del giudizio di primo grado. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione viola il principio del litisconsorzio necessario, rendendo invalido il procedimento d'appello. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame, previa corretta integrazione del contraddittorio.
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Integrazione del contraddittorio e litisconsorzio
Una controversia su servitù di passaggio arriva in Cassazione. L'appellante, successore nel diritto controverso, non ha notificato il ricorso agli eredi della parte originaria, deceduta prima dell'impugnazione. La Corte ordina l'integrazione del contraddittorio, affermando la necessità di coinvolgere gli eredi del litisconsorte necessario, poiché la sentenza impugnata era stata emessa anche nei confronti del defunto.
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Occupazione sine titulo: la prova della proprietà
Alcuni eredi hanno citato in giudizio un Comune e un Istituto Case Popolari per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'occupazione sine titulo di alcuni immobili. Tali beni, originariamente acquistati dai loro danti causa come aree dirute a seguito di bombardamenti bellici, erano stati inseriti in un progetto di esproprio. I giudici di primo e secondo grado avevano rigettato la domanda, sostenendo che gli eredi non avessero provato la proprietà degli edifici ricostruiti, in quanto diversi dalle aree dirute originariamente acquistate. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, chiarendo che per un'azione risarcitoria da occupazione sine titulo, è sufficiente dimostrare la proprietà del suolo (area di sedime), non essendo necessaria la rigorosa probatio diabolica richiesta per l'azione di rivendicazione. Il focus deve essere sul titolo di proprietà del terreno, non sull'identità tra l'edificio originario e quello ricostruito.
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Distanze costruzioni: quando si applica il nuovo PRG?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta una lite tra vicini riguardo un diritto di passaggio e la legittimità di un muro di confine. Il caso è cruciale per definire il momento esatto in cui le norme sulle distanze costruzioni, introdotte da un nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), diventano vincolanti. La Corte ha stabilito che la costruzione, avvenuta prima dell'approvazione definitiva e della pubblicazione del nuovo PRG, non era soggetta alle nuove e più restrittive regole sulle distanze, confermando così la legittimità del muro.
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Litisconsorzio necessario: chi citare in rivendica?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini del litisconsorzio necessario nell'azione di rivendicazione. In un caso di compravendita di un bene parzialmente altrui, la Corte ha stabilito che l'azione per rivendicare la proprietà deve essere proposta solo contro l'attuale possessore o proprietario, e non necessariamente contro il venditore originario (dante causa). La nullità dell'atto di vendita, se sollevata come questione incidentale e non come domanda principale, non impone l'integrazione del contraddittorio a tutte le parti del contratto originario. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata per aver erroneamente dichiarato la nullità del giudizio di primo grado.
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Probatio diabolica: prova della proprietà e cortile
In una disputa sulla proprietà esclusiva di un cortile, la Corte di Cassazione cassa la decisione di merito. L'ordinanza sottolinea che, nell'azione di rivendicazione, non è sufficiente un generico riferimento ai titoli di proprietà. È necessaria una rigorosa 'probatio diabolica', ovvero la dimostrazione di una catena di acquisti fino a un titolo originario, oppure la prova del possesso continuato per usucapione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato su questi principi.
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Continuità rapporto di lavoro: il weekend non interrompe
La Corte d'Appello di Bologna ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo che la continuità del rapporto di lavoro non si interrompe se tra la cessazione di un impiego pubblico e l'inizio di uno nuovo intercorrono solo un sabato e una domenica. Di conseguenza, gli eredi di un lavoratore deceduto hanno ottenuto il diritto a percepire il TFR maturato anche nel precedente rapporto di lavoro (1989-2012), poiché la Corte ha ritenuto prevalente la volontà delle parti e l'unicità sostanziale del percorso lavorativo, superando l'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente previdenziale.
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Usucapione: la prova del possesso per 50 anni
Una sentenza del Tribunale di Bari ha riconosciuto l'usucapione di una porzione di terreno a favore di alcuni soggetti che, insieme alla loro dante causa, ne avevano mantenuto il possesso pacifico e pubblico per oltre cinquant'anni. La decisione si fonda sulle prove testimoniali concordanti e su una consulenza tecnica che ha identificato e frazionato catastalmente l'area. I convenuti, proprietari formali, non si sono costituiti in giudizio e sono stati dichiarati contumaci.
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