La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8215/2025, ha rigettato la richiesta di risarcimento per danno da immissioni avanzata dai proprietari di un immobile contro la vicina, il cui allevamento di gatti causava cattivi odori. La Corte ha stabilito che la mera esistenza delle immissioni moleste non è sufficiente per ottenere un risarcimento. È onere del danneggiato fornire una prova rigorosa del danno concreto, sia esso patrimoniale (come la perdita di occasioni di affitto) o non patrimoniale (come un'effettiva lesione alla qualità della vita o alla salute), soprattutto se non risiede stabilmente nell'immobile interessato.
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