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D'Ufficio

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93 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale: correzione dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la rettifica di un errore materiale riscontrato in una sentenza precedentemente emessa. L'inesattezza riguardava l'errata indicazione della data di nascita della ricorrente, riportata in modo errato sia nell'epigrafe che nel dispositivo del provvedimento. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera il merito della decisione, la Corte ha ordinato la correzione dei dati anagrafici per garantire la corretta identificazione del soggetto interessato, incaricando la Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sui documenti originali.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, sostituendo il nome di un magistrato effettivamente presente con quello di un altro. La Corte ha disposto la rettifica d'ufficio ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni sull'originale dell'atto.
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Inammissibilità reclamo disciplinare: motivi specifici
Un detenuto ha impugnato una sanzione disciplinare. Il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato l'appello inammissibile per la mancata presentazione dei motivi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che l'inammissibilità del reclamo disciplinare è una conseguenza diretta della mancanza di motivi specifici, poiché il giudice non può valutare il merito d'ufficio.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44673/2023, ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Un imputato aveva presentato ricorso straordinario evidenziando come la Corte, pur riconoscendo in motivazione la fondatezza della censura su un'aggravante, l'aveva omessa nel dispositivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, estendendo l'annullamento all'aggravante dimenticata e correggendo d'ufficio la posizione di un altro coimputato. Questo caso sottolinea l'importanza dello strumento del ricorso per errore materiale in sentenza per garantire la coerenza delle decisioni.
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Correzione errore materiale: no a doppie procedure
La Corte di Cassazione ha dichiarato non luogo a provvedere in una procedura di correzione errore materiale avviata d'ufficio. La decisione è motivata dalla scoperta che il medesimo errore materiale, oggetto della procedura, era già stato corretto con una precedente ordinanza, su istanza della parte interessata. Di conseguenza, è venuto meno il presupposto stesso per un nuovo intervento correttivo, evitando così una duplicazione di procedimenti.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in un proprio dispositivo. A causa di una svista, era stato trascritto un anno errato in un numero di procedimento. La Corte, agendo d'ufficio, ha ordinato la rettifica, chiarendo che si trattava di un mero errore di trascrizione e non di una modifica della decisione nel merito, ripristinando così la correttezza formale dell'atto.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva liquidato le spese legali per un importo errato. La Corte, riconoscendo la discrepanza tra quanto deliberato e quanto scritto nel dispositivo, ha accolto l'istanza. La decisione evidenzia il potere del giudice di procedere alla correzione errore materiale anche di propria iniziativa, ripristinando l'importo corretto delle spese di lite da € 4.400,00 a € 10.700,00.
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Errore materiale: correzione d’ufficio della Cassazione
La Corte di Cassazione, rilevato un mero errore materiale relativo alla data di nascita di un ricorrente in una precedente ordinanza, ha disposto la correzione d'ufficio. La decisione si fonda sull'articolo 625 bis, comma terzo, del codice di procedura penale, che consente alla stessa Corte di ovviare a tali sviste senza la necessità di un nuovo giudizio, garantendo così la precisione degli atti giudiziari.
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Patteggiamento: no alla sospensione condizionale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento, chiarendo un punto fondamentale: la sospensione condizionale della pena non può essere concessa dal giudice se non è parte integrante dell'accordo tra accusa e difesa. La decisione sottolinea la natura negoziale del rito, dove la volontà delle parti definisce i limiti dell'intervento del giudice.
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Correzione errore materiale: quando paga lo Stato
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. Il caso riguardava un lavoratore ammesso al patrocinio a spese dello Stato che aveva vinto la causa. La Corte, nel condannare la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di specificare che tale pagamento doveva essere eseguito in favore dello Stato, come previsto dalla legge sul gratuito patrocinio. Con la nuova ordinanza, la Corte corregge questa omissione, sottolineando che si tratta di un mero errore materiale rettificabile in qualsiasi momento e che tale procedura non comporta l'addebito di ulteriori spese processuali.
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Correzione errore materiale: quando e come si fa
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza, dove una società era stata indicata con una denominazione errata. La Corte ha chiarito che tale correzione può avvenire su istanza di parte o anche d'ufficio, senza condanna alle spese, data la natura amministrativa del procedimento.
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Sospensione condizionale non richiesta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro la concessione d'ufficio della sospensione condizionale per una pena pecuniaria. La ricorrente sosteneva che tale beneficio, non richiesto, le avrebbe precluso di usufruirne in futuro per reati più gravi. La Corte ha stabilito che l'interesse a "riservare" il beneficio per un'ipotetica condanna futura non è un interesse giuridicamente apprezzabile e meritevole di tutela, confermando la decisione del giudice di merito.
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Confisca facoltativa nel patteggiamento: la Cassazione
Un imputato ricorre in Cassazione contro la sentenza di patteggiamento che disponeva la confisca di un cellulare, sostenendo che il provvedimento fosse illegittimo per l'assenza di una richiesta del pubblico ministero. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, spiegando che, a seguito della Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), la confisca facoltativa può essere disposta d'ufficio dal giudice, a meno che le parti non abbiano concordato esplicitamente di escluderla. La sentenza riafferma il potere discrezionale del giudice in assenza di un accordo contrario.
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Errore materiale: Correzione del nome in sentenza
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una precedente sentenza. L'errore consisteva nella trascrizione errata del cognome di un ricorrente. La Corte ha agito d'ufficio per ripristinare la corretta indicazione anagrafica, senza modificare la sostanza della decisione originale, sottolineando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Reformatio in peius e pene accessorie: il limite
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di 'reformatio in peius' non si applica alle pene accessorie che conseguono per legge alla condanna. In un caso di ricorso del solo imputato, la Corte d'Appello ha legittimamente applicato la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, non applicata in primo grado, poiché si tratta di un effetto penale obbligatorio e non di un provvedimento peggiorativo discrezionale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Riduzione della penale: quando il giudice può farlo
Un dirigente si dimette per giusta causa a un mese dalla scadenza di un patto di stabilità triennale, attivando una penale milionaria. L'azienda chiede la riduzione della penale. La Corte di Cassazione stabilisce che la richiesta di riduzione è ammissibile anche in appello e può essere disposta d'ufficio dal giudice. La valutazione non deve basarsi sulla disparità economica tra le parti, ma sull'interesse del creditore al momento dell'inadempimento, secondo i principi di correttezza e buona fede.
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Pene sostitutive: appello e richiesta subordinata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata applicazione delle pene sostitutive. La Corte ha chiarito che tali pene non sono applicate d'ufficio, ma su richiesta. Poiché la richiesta era stata formulata solo in via subordinata al mancato accoglimento del motivo principale d'appello (riduzione della pena), l'accoglimento di quest'ultimo ha fatto venir meno la richiesta subordinata, rendendo il ricorso infondato.
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Correzione errore materiale: il giudice può sbagliare
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in un proprio atto. In un precedente provvedimento, la Corte aveva erroneamente definito l'atto impugnato come "sentenza" anziché "ordinanza". Riconoscendo il refuso, ha disposto d'ufficio la correzione del ruolo d'udienza, sostituendo il termine errato con quello corretto. Questo caso evidenzia l'esistenza di meccanismi interni al sistema giudiziario per rettificare imprecisioni formali che non alterano la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: quando la Corte interviene
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale in un'ordinanza. Un'errata indicazione del nome di un ricorrente in un ruolo di udienza è stata rettificata per garantire l'esattezza formale dell'atto, ripristinando le corrette generalità della parte processuale. L'ordinanza chiarisce che il nome errato deve essere sostituito con quello corretto, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica.
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Correzione errore materiale: la distrazione delle spese
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'omessa indicazione della 'distrazione delle spese' legali in favore dell'avvocato della parte vittoriosa. La Corte ha emendato sia la motivazione che il dispositivo del provvedimento, riaffermando che tale omissione costituisce un errore rettificabile d'ufficio per garantire la corretta esecuzione della condanna alle spese.
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