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Curatela Fallimentare

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516 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sanzioni tributarie: notifica e termini di decadenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui termini di decadenza per le sanzioni tributarie derivanti da controllo automatizzato. Una società in fallimento aveva impugnato una cartella di pagamento per sanzioni relative a ritenute d'acconto non versate, sostenendo che l'atto fosse stato notificato tardivamente. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che in caso di controllo automatizzato, le sanzioni possono essere irrogate direttamente con l'iscrizione a ruolo, senza un preventivo atto di contestazione. Il termine di decadenza da rispettare è quello di cinque anni per rendere esecutivo il ruolo, termine che nel caso di specie è stato rispettato dall'Amministrazione Finanziaria.
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Data certa e prova del credito: ricorso inammissibile
Una società creditrice si vede respingere la domanda di ammissione al passivo di un fallimento per due motivi: la mancanza di data certa del contratto e l'incompleta prova del credito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della società perché non ha validamente contestato entrambi i motivi della decisione precedente, rendendo irrilevante l'analisi del singolo punto contestato sulla data certa.
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Società estinta: chi può impugnare gli atti fiscali?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società estinta per cancellazione dal Registro delle Imprese e successivamente fallita. La decisione sottolinea che gli ex liquidatori e i soci non hanno la legittimazione a rappresentare un'entità giuridica che non esiste più. L'impugnazione avrebbe dovuto essere proposta dai soci in proprio, quali successori nei rapporti giuridici della società.
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Notifica estero nulla: quando è a rischio il processo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un intero giudizio a causa di una notifica eseguita all'estero presso un indirizzo errato. Il caso riguardava un'azione revocatoria promossa da una curatela fallimentare contro una società con sede a Cipro. Poiché la notifica iniziale era viziata, la società non ha potuto partecipare al primo grado di giudizio. La Suprema Corte ha stabilito che una notifica estero nulla compromette il diritto di difesa e che l'onere di verificare la correttezza dell'indirizzo grava sempre sulla parte notificante, ribadendo un principio fondamentale per la validità dei processi transfrontalieri.
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Opposizione stato passivo: ricorso inammissibile
Una società creditrice ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità dei motivi, la mancata specificazione di fatti storici decisivi e l'incapacità di censurare la ratio decidendi del provvedimento impugnato. In particolare, la Corte ha sottolineato come nell'opposizione stato passivo sia necessario indicare con precisione i documenti su cui si fonda la pretesa, anche se già depositati in precedenza.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare di una società vinicola, confermando la legittimità di un avviso di accertamento per IVA indebitamente detratta. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato operazioni per oltre 760.000 euro, ritenendole oggettivamente inesistenti e provenienti da società "cartiere". La Corte ha ribadito che spetta all'Amministrazione provare, anche tramite presunzioni, l'inesistenza delle operazioni. Una volta fornita tale prova, l'onere si sposta sul contribuente, che non può limitarsi a esibire le fatture o la contabilità formale, ma deve dimostrare l'effettività delle transazioni. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi forniti dall'Agenzia e ha respinto le eccezioni procedurali del ricorrente.
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Transcrizione domanda giudiziale e fallimento: guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento del promittente venditore, la sola trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2932 c.c. non è sufficiente a rendere l'acquisto opponibile alla massa dei creditori. È indispensabile procedere anche alla trascrizione della sentenza che accoglie tale domanda. In assenza di questo secondo adempimento, il curatore fallimentare conserva il diritto di sciogliere il contratto preliminare, vanificando le pretese dell'acquirente.
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Patrocinio a spese dello Stato: correzione errore costi
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente provvedimento che conteneva un errore materiale. L'ordinanza aveva erroneamente condannato la parte soccombente a pagare le spese processuali direttamente alla parte vincitrice, una curatela fallimentare, nonostante quest'ultima fosse stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha ribadito che, per legge, in questi casi il pagamento deve essere eseguito a favore dello Stato. Di conseguenza, ha disposto la correzione del dispositivo, specificando che il versamento delle spese deve essere effettuato a favore dello Stato.
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Risoluzione contratto fallimento: la Cassazione attende
Una società immobiliare ha richiesto la risoluzione di un contratto e la restituzione di beni. A seguito del fallimento della controparte, la Corte d'Appello ha dichiarato l'improcedibilità della causa. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla corretta interpretazione della legge fallimentare in merito alla risoluzione contratto fallimento, ha sospeso la decisione in attesa di un pronunciamento chiarificatore delle Sezioni Unite.
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Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.
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Contratto di subappalto: quando è nullo?
La Corte d'Appello di Bari conferma la nullità di un contratto qualificato come subappalto non autorizzato, respingendo la tesi della semplice fornitura con posa in opera. Il caso riguarda la realizzazione di un impianto di depurazione, dove l'oggetto della prestazione non era la mera vendita di componenti, ma la complessa realizzazione di un'opera nuova. La decisione evidenzia che, per distinguere le due figure contrattuali, è decisiva la prevalenza del 'fare' (l'esecuzione dell'opera) sul 'dare' (la fornitura dei materiali). La sentenza di primo grado viene parzialmente riformata solo in merito alla ripartizione delle spese legali.
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Fattibilità del piano: limiti al controllo del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19467/2019, ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare contro una decisione della Corte d'Appello che aveva ammesso un'azienda farmaceutica a un concordato preventivo con continuità aziendale. La Corte ha ribadito che il controllo del giudice sulla fattibilità del piano non deve sconfinare in una valutazione di merito sulla convenienza economica, riservata ai creditori. Il sindacato giudiziale si limita a verificare la non manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi, controllandone la coerenza logica e la plausibilità delle assunzioni, senza sostituirsi all'imprenditore nelle scelte strategiche.
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Sospensione giudizio tributario per definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha concesso la sospensione di un giudizio tributario su istanza di una curatela fallimentare. La richiesta era finalizzata a permettere alla società contribuente di usufruire della definizione agevolata della controversia, come previsto da una specifica norma di legge. A fronte della documentazione presentata, attestante la richiesta di adesione e il pagamento degli importi, la Corte ha sospeso il procedimento in attesa dell'esito della procedura di definizione.
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Prescrizione crediti tributari: la giurisdizione
La sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 34447 del 24/12/2019 risolve un contrasto sulla giurisdizione in materia di prescrizione crediti tributari. Il caso riguarda un'opposizione allo stato passivo fallimentare in cui la curatela eccepiva la prescrizione di debiti erariali maturata dopo la notifica della cartella di pagamento. Le Sezioni Unite stabiliscono che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario (e quindi al giudice fallimentare), e non a quello tributario. La notifica della cartella segna il discrimine: le questioni successive, come la prescrizione, attengono alla fase esecutiva e sono di competenza del giudice ordinario, garantendo piena tutela al debitore.
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Concessione abusiva di credito: la responsabilità
Una società finanziaria è stata condannata per concessione abusiva di credito dopo aver stipulato un accordo transattivo con un'impresa già in grave dissesto. La Corte di Appello di Firenze ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo la finanziaria responsabile per aver aggravato lo stato di insolvenza dell'impresa, non essendoci ragionevoli prospettive di risanamento. Il danno è stato quantificato nelle somme percepite dalla finanziaria in forza dell'accordo illecito.
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Responsabilità amministratore: se l’assemblea approva
Un socio e una curatela fallimentare citano in giudizio un ex amministratore per presunta mala gestio, ma la Corte d'Appello respinge le accuse. La sentenza chiarisce che la responsabilità amministratore è esclusa quando le sue azioni, anche se potenzialmente discutibili, sono state preventivamente autorizzate da specifiche delibere dell'assemblea dei soci. Il provvedimento è stato riformato solo sulla ripartizione delle spese legali, confermando nel merito la correttezza dell'operato dell'amministratore.
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