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Cumulo Di Interessi E Rivalutazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La possibilità di sommare sia gli interessi legali sia la rivalutazione monetaria per la perdita di valore del denaro sui crediti di lavoro scaduti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fondo pensione integrativo: la banca fallita paga tutti i crediti
Un ex dipendente bancario ha richiesto l'ammissione al passivo della banca in liquidazione coatta per riscattare le quote versate al fondo pensione integrativo. I giudici hanno riconosciuto la natura retributiva del credito e il rango privilegiato. La procedura concorsuale ha contestato il cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria, sostenendo limiti temporali più stringenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della banca. Il divieto di cumulo riguarda esclusivamente la previdenza pubblica obbligatoria e non i fondi complementari aziendali. Il lavoratore ottiene la rivalutazione fino alla definitività dello stato passivo e gli interessi legali fino al saldo effettivo.
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Assegno ad personam per mobilità: calcolo e limiti
Un ex segretario comunale ottiene il trasferimento presso un Ministero tramite mobilità volontaria. Il dipendente rivendica il corretto calcolo dell'assegno ad personam per mobilità per tutelare il proprio trattamento economico. Il contenzioso riguarda le voci da includere nella base di calcolo, come l'indennità di segreteria convenzionata e la retribuzione di posizione, oltre al cumulo di interessi e rivalutazione monetaria sui crediti arretrati. La Corte di Cassazione conferma che l'indennità di segreteria convenzionata fa parte dell'assegno perché fissa e continuativa. I giudici escludono invece la retribuzione di posizione pregressa poiché il dipendente percepisce già la corrispondente indennità ministeriale. Infine, la Suprema Corte accoglie il ricorso del Ministero sul divieto di cumulo tra interessi legali e rivalutazione monetaria, rinviando la causa per il ricalcolo degli accessori.
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Recupero somme indebite: illegittima la trattenuta dell’ente
Un'azienda sanitaria pubblica ha avviato il recupero somme indebite trattenendo importi dalla retribuzione di una dipendente. L'ente riteneva di aver versato compensi non dovuti. La lavoratrice ha impugnato il prelievo dimostrando la reale spettanza delle voci economiche percepite. I giudici hanno accertato il pieno diritto della dipendente agli importi contestati. Di conseguenza, l'azienda sanitaria deve restituire integralmente il denaro trattenuto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito e ha respinto il ricorso dell'amministrazione pubblica, condannandola al pagamento delle spese legali.
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TFR dal Fondo di Tesoreria: previdenza o retribuzione?
Una lavoratrice ha chiesto all'INPS il pagamento della quota di TFR dal Fondo di Tesoreria maturata presso un'azienda poi fallita. La Corte d'Appello ha accolto la domanda ritenendo che il credito avesse natura retributiva, consentendo il cumulo di interessi e rivalutazione monetaria. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'erogazione del TFR dal Fondo di Tesoreria ha natura previdenziale e non retributiva. Di conseguenza, si applica il divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Mansioni superiori: sì all’indennità ma vietato il cumulo
Una dipendente pubblica ha svolto in totale autonomia compiti complessi di un livello professionale più alto (Area C1) rispetto al proprio inquadramento (Area B). La Corte d'Appello le ha riconosciuto le differenze di stipendio, inclusa l'indennità di ente. L'Ente Pubblico ha fatto ricorso in Cassazione, contestando il diritto a tale indennità e sostenendo che la lavoratrice non avesse svolto l'intero processo lavorativo non avendo firmato l'atto finale. La Cassazione ha confermato che lo svolgimento di fatto di mansioni superiori dà diritto a tutte le voci fisse della retribuzione superiore, compresa l'indennità di ente, e che non serve firmare l'atto finale per configurare la qualifica superiore. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul divieto di accumulare interessi e rivalutazione monetaria, applicando la regola del pubblico impiego che limita tale cumulo.
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