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Ctu (Consulenza Tecnica D'Ufficio)

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità professionale ingegnere: sentenza
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza la responsabilità professionale dell'ingegnere per gravi vizi nella progettazione di un'autorimessa. La Corte ha confermato la colpa del professionista, anche a fronte di presunte richieste speculative dei committenti, ma ha parzialmente ridotto il risarcimento per difetto di prova su alcuni danni. Il caso chiarisce i doveri del professionista, l'onere probatorio e l'applicazione delle polizze assicurative.
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Cessione credito sinistro: diritti e validità
Il Tribunale di Torino ha esaminato un caso di risarcimento danni da sinistro stradale a catena, in cui una carrozzeria e una società di ripristino stradale, quali cessionarie del credito, chiedevano il risarcimento alla compagnia assicurativa del veicolo responsabile. La corte ha rigettato la richiesta di sospensione del giudizio e ha affermato la validità della cessione credito sinistro da parte del proprietario del veicolo danneggiato alla carrozzeria, ritenendo il conducente del veicolo tamponante l'unico responsabile. Ha, tuttavia, escluso la legittimazione della società di ripristino stradale e negato il danno da fermo tecnico non provato.
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Responsabilità buca stradale: risarcimento ridotto
Una ciclista cade a causa di una buca stradale e cita in giudizio il Comune per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale riconosce la responsabilità buca stradale in capo all'ente pubblico, ma riduce l'importo del risarcimento del 20%, attribuendo alla danneggiata un concorso di colpa per non aver prestato sufficiente attenzione, pur considerando le difficili condizioni del traffico cittadino.
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Apparecchi da gioco: la buona fede non basta
Il Tribunale di Torino ha respinto l'opposizione di un esercente contro una sanzione per l'uso di apparecchi da gioco non conformi. La sentenza stabilisce che la presunta "buona fede", basata sulle rassicurazioni del fornitore, non è sufficiente a escludere la responsabilità, poiché l'operatore professionale ha un preciso dovere di diligenza nel verificare la legalità delle attrezzature. Il giudice ha confermato che tali apparecchi, anche se funzionanti a gettoni, sono assimilabili alle slot machine e soggetti alle sanzioni previste, inclusa la chiusura temporanea dell'attività.
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Responsabilità medica odontoiatra: il risarcimento
Un paziente cita in giudizio il proprio dentista per un intervento di implantologia mal riuscito. Il Tribunale di Torino, basandosi su una perizia tecnica (CTU), accerta la responsabilità medica odontoiatra per l'inadeguata realizzazione delle protesi. Dispone la risoluzione parziale del contratto e condanna il professionista alla restituzione delle somme versate per le prestazioni incongrue, al risarcimento dei danni patrimoniali (spese mediche e correttive) e del danno morale per il disagio subito dal paziente.
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Contratto di appalto: onere della prova e varianti
Una sentenza del Tribunale di Torino chiarisce aspetti cruciali del contratto di appalto. Un subappaltatore ha richiesto il saldo per lavori di impiantistica, ma la committente si è opposta lamentando vizi, opere incomplete e contestando il prezzo. Il Tribunale, basandosi su una CTU, ha ridotto l'importo dovuto, sottolineando che la parte che lamenta difetti o richiede pagamenti per lavori extra ha l'onere della prova. La mancanza di documentazione scritta, come ordini di servizio o contestazioni tempestive, si è rivelata fatale per le pretese della committente.
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Responsabilità medica nesso causale: il caso analizzato
Una figlia cita in giudizio una struttura sanitaria per il decesso della madre, attribuendolo a una gestione errata della terapia anticoagulante. Il Tribunale rigetta la domanda. Una perizia tecnica (CTU) ha dimostrato l'assenza del nesso causale: anche se i medici avessero somministrato la terapia omessa, il decesso non sarebbe stato evitato a causa delle gravi patologie preesistenti della paziente. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità medica nesso causale e l'onere della prova a carico del danneggiato.
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Testimonianza de relato: quando non costituisce prova
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma chiarisce l'inefficacia probatoria della testimonianza de relato, specialmente se proveniente dalla parte stessa (actoris). Il caso riguardava una richiesta di restituzione di un prestito e una domanda riconvenzionale per danni da aggressione. La Corte ha respinto la domanda di risarcimento basata su testimonianze indirette e contraddittorie, confermando invece l'obbligo di restituzione del prestito per mancanza di prove certe del pagamento.
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Contratto di appalto: vizi e penali per ritardo
In una controversia relativa a un contratto di appalto, la Corte d'Appello ha parzialmente riformato una sentenza di primo grado. La Corte ha respinto l'appello dell'impresa costruttrice e accolto in parte quello del condominio, ricalcolando la penale per il ritardo nella consegna dei lavori e addebitando all'impresa le spese di occupazione del suolo pubblico. La decisione sottolinea l'importanza della consulenza tecnica (CTU) nel definire le responsabilità e la corretta quantificazione dei danni e delle penali, confermando un debito dell'impresa verso il committente.
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Licenziamento illegittimo per attività in malattia
Un lavoratore, in malattia per due infortuni sul lavoro, viene licenziato dopo che un investigatore privato lo filma mentre svolge attività agricole. Il Tribunale ha dichiarato il licenziamento illegittimo. Una CTU ha accertato che le attività non pregiudicavano la guarigione. Inoltre, il controllo investigativo è stato ritenuto illegittimo perché avviato senza un fondato sospetto di illecito. Il lavoratore ha ottenuto la reintegrazione e il risarcimento del danno.
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Concorso di colpa: la guida imprudente non basta
Il Tribunale di Pescara ha deliberato su un caso di concorso di colpa tra un motociclista e un'automobile. Il veicolo, effettuando una manovra rischiosa da un parcheggio sul lato sbagliato della strada, è stato ritenuto responsabile all'80%. Tuttavia, al motociclista è stato attribuito il 20% della colpa a causa della velocità eccessiva, evidenziata da una lunga traccia di frenata. Di conseguenza, il risarcimento finale è stato ridotto.
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Assegno di invalidità: perché il 60% non è sufficiente
Il Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di una cittadina per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. Nonostante le patologie riscontrate, tra cui un disturbo bipolare, la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha quantificato l'invalidità al 60%, una percentuale inferiore alla soglia minima di legge (74%) necessaria per accedere al beneficio. La sentenza sottolinea il valore probatorio della CTU quando basata su un rigoroso criterio medico-legale.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione del Tribunale
Un'azienda e il suo garante si oppongono a un decreto ingiuntivo bancario. Il Tribunale distingue le posizioni: accoglie l'opposizione dell'azienda, ricalcolando il debito, ma la rigetta per il garante, qualificando la sua obbligazione come un contratto autonomo di garanzia. La clausola 'a prima richiesta' si rivela decisiva, escludendo l'applicazione dell'art. 1957 c.c. e la possibilità per il garante di sollevare eccezioni.
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Infiltrazioni terrazzo: chi paga i danni?
A seguito di gravi infiltrazioni da un terrazzo, i proprietari di alcuni appartamenti citavano in giudizio il proprietario dell'immobile sovrastante. Il tribunale ha riqualificato l'azione come denuncia di danno temuto e ha diviso la responsabilità: il proprietario è stato condannato a rimuovere i vizi strutturali preesistenti alla locazione (tubature, vasi, impermeabilizzazione), mentre l'inquilino è stato ritenuto responsabile per l'installazione di un pavimento galleggiante che ha aggravato il problema.
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Immissioni intollerabili: condanna per fumi e rumori
Un'attività commerciale è stata condannata per immissioni intollerabili di fumi e rumori ai danni dei vicini. Il Tribunale, basandosi su una perizia tecnica che ha accertato il superamento dei limiti di tollerabilità e il rischio per la salute, ha emesso un'ordinanza d'urgenza imponendo l'esecuzione di lavori di adeguamento e il pagamento di tutte le spese legali. La decisione sottolinea come il diritto alla salute e alla vivibilità della propria abitazione prevalga sulle esigenze commerciali quando queste generano un disturbo eccessivo.
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Infiltrazioni condominio: ripartizione delle spese
Un'ordinanza del Tribunale di Napoli affronta un caso di infiltrazioni in condominio provenienti dal terrazzo comune. Il giudice ha accertato una responsabilità condivisa tra il condominio, per omessa manutenzione del lastrico solare, e la proprietaria dell'appartamento sottostante, a causa di un precedente intervento non autorizzato sulla soletta. Di conseguenza, ha ordinato l'esecuzione dei lavori di ripristino, stabilendo però una ripartizione delle spese e la compensazione delle spese legali, in virtù della concausa accertata.
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Inidoneità fisica: quando il licenziamento è legittimo
Un lavoratore con grave ipovisione è stato licenziato per inidoneità fisica. Il Tribunale, in riforma di una precedente ordinanza, ha ritenuto legittimo il recesso. A seguito di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), è emerso che il lavoratore poteva svolgere solo una minima parte delle mansioni 'ad hoc' create per lui, e anche queste presentavano rischi per la sicurezza sua e dei colleghi. La sentenza ha stabilito che, esauriti i tentativi di 'ragionevole accomodamento', il licenziamento per inidoneità fisica è giustificato quando la prestazione residua non è utilmente e Mettisicuramente impiegabile dall'azienda.
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Responsabilità medica bariatrica: risarcimento danni
Il Tribunale di Milano ha condannato una struttura sanitaria per responsabilità medica in chirurgia bariatrica. La paziente, dopo una sleeve gastrectomy, ha subito gravi danni neurologici a causa di una mancata diagnosi di carenza vitaminica. Il giudice ha riconosciuto un risarcimento per danno biologico, patrimoniale e interessi, basandosi sulle conclusioni della CTU che ha accertato la negligenza del personale medico nel non eseguire i controlli necessari nonostante i sintomi evidenti.
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Gravi difetti appalto: la responsabilità decennale
Il Tribunale di Milano condanna un'impresa edile per gravi difetti appalto emersi anni dopo la ristrutturazione. La sentenza chiarisce la differenza tra appalto e contratto d'opera, applicando la garanzia decennale ex art. 1669 c.c. e accogliendo la richiesta di risarcimento del committente basata sulla perizia tecnica.
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Diritto di servitù di passaggio: la prova è decisiva
Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda di un proprietario terriero che chiedeva il riconoscimento di un diritto di servitù di passaggio su un fondo confinante. La corte ha stabilito che i titoli di acquisto non provavano l'esistenza della servitù, non sussistevano i requisiti per l'usucapione e non era possibile costituire una servitù coattiva, in quanto il fondo non era assolutamente intercluso e la via richiesta non rappresentava la soluzione meno pregiudizievole per il fondo servente.
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