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Ctu (Consulenza Tecnica D'Ufficio)

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Difetto di fabbricazione cucina: risarcimento del danno
La Corte d'Appello di Bari ha confermato il diritto al risarcimento per un difetto di fabbricazione di una cucina, il cui legno era ingiallito a causa di un'errata verniciatura. La sentenza ha rigettato la tesi del venditore secondo cui si trattava di naturale invecchiamento del legno, basandosi sulle conclusioni della perizia tecnica. È stato inoltre stabilito che l'IVA deve essere inclusa nell'importo del risarcimento, in quanto costo effettivo per la riparazione del bene.
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Lastrico solare: chi paga per le infiltrazioni?
Un proprietario di un appartamento ha citato in giudizio il proprietario del piano superiore e il condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare a uso esclusivo. La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità solidale di entrambi i soggetti. Il proprietario esclusivo è responsabile come custode del bene ai sensi dell'art. 2051 c.c., mentre il condominio è responsabile per la funzione di copertura dell'intero edificio svolta dal lastrico. La sentenza ha rigettato l'appello principale del proprietario del lastrico, che mirava ad attribuire la colpa esclusivamente al condominio, e ha dichiarato inammissibile l'appello della compagnia assicurativa per vizi procedurali.
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Responsabilità del custode per danni da frana
Una sentenza del Tribunale di Firenze affronta un caso di danni a un'abitazione causati da una frana proveniente da un terreno vicino. Il tribunale ha affermato la responsabilità del custode (i proprietari del terreno) ai sensi dell'art. 2051 c.c., condannandoli al risarcimento. Tuttavia, è emerso che l'intervento di contenimento, progettato da un ingegnere, era difettoso e ha aggravato la situazione. Di conseguenza, il tribunale ha stabilito che l'ingegnere, a causa della sua negligenza professionale, deve tenere indenni (manlevare) i proprietari da tutte le somme dovute alla parte danneggiata, addossando a lui il costo finale del risarcimento e delle spese legali.
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Ricalcolo conto corrente: commissioni e oneri illegittimi
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per presunte irregolarità su due conti correnti, contestando la nullità dei contratti e l'addebito di oneri illegittimi. Il Tribunale di Milano, a seguito di una perizia tecnica (CTU), ha accolto parzialmente la domanda. La decisione ha disposto il ricalcolo del conto corrente, eliminando le commissioni di disponibilità fondi (CDF) e di istruttoria veloce (CIV) per il periodo in cui non risultavano pattuite. Di conseguenza, il debito del correntista è stato ridotto. Le contestazioni relative all'anatocismo e all'usura sono state invece respinte.
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Riparazione moto difettosa: la responsabilità del meccanico
Il proprietario di una motocicletta d'epoca ha citato in giudizio un'officina per una riparazione moto difettosa. Nonostante il pagamento, il veicolo ha subito gravi guasti subito dopo la consegna, tra cui la rottura del motore. Il Tribunale di Milano ha ritenuto il meccanico responsabile per inadempimento contrattuale, stabilendo che il suo incarico non era un semplice riassemblaggio ma una vera e propria riparazione eseguita non a regola d'arte. Di conseguenza, ha ridotto il corrispettivo pagato dal cliente e ha condannato il meccanico al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali.
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Indennità di espropriazione: il giudice deve motivare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dimezzato l'indennità di espropriazione calcolata dal perito del tribunale (CTU). Secondo la Suprema Corte, il giudice può discostarsi dalla perizia tecnica, ma solo fornendo una motivazione critica, dettagliata e basata su prove emerse nel processo, senza ricorrere a criteri arbitrari o a precedenti giurisprudenziali non discussi tra le parti.
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Sospensione sentenza appello: il danno irreparabile
La Corte di Appello ha concesso la sospensione di una sentenza che ordinava l'abbattimento di un albero. Nonostante l'appello non fosse ritenuto palesemente fondato, la decisione si basa sulla valutazione del 'pregiudizio grave e irreparabile'. La Corte ha stabilito che l'abbattimento dell'albero costituirebbe un danno irreversibile, prevalendo sui disagi, non urgenti, lamentati dalla controparte, giustificando così la sospensione sentenza appello.
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Vizi auto nuova: contratto risolto per difetti gravi
La Corte d'Appello conferma la risoluzione di un contratto di vendita per un'auto nuova a causa di gravi difetti. Gli acquirenti avevano lamentato il malfunzionamento irreparabile del sistema multimediale e della retrocamera. La sentenza stabilisce che la gravità dei vizi auto nuova, che rendono il veicolo inidoneo all'uso e ne diminuiscono il valore, giustifica la risoluzione, indipendentemente dal costo dell'accessorio difettoso.
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Competenza territoriale debito liquido: la decisione
La Corte d'Appello di Bologna ha rigettato l'appello di un ente pubblico contro un fornitore di energia, confermando la decisione di primo grado. Il caso verteva sulla contestazione di un decreto ingiuntivo per bollette non pagate. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al tribunale del luogo dove ha sede il creditore, poiché il debito, basato su fatture con dati precisi, è da considerarsi liquido. Viene quindi applicato il principio del 'forum destinatae solutionis' per la competenza territoriale debito liquido, escludendo la necessità di una perizia tecnica (CTU) richiesta dal debitore, ritenuta meramente esplorativa.
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Onere probatorio bancario: la decisione della Corte
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza che aveva ridotto un credito bancario da circa 414.000 a 222.000 euro, contestando le conclusioni di una perizia tecnica (CTU). La Corte d'Appello ha respinto l'appello, confermando che l'onere probatorio bancario impone alla banca di dimostrare analiticamente ogni voce del credito. La mancata produzione degli estratti conto di un rapporto di anticipazione ha legittimamente portato all'eliminazione delle relative competenze, riducendo il debito. La decisione ribadisce che la banca, agendo per il recupero del credito, deve fornire prova completa e non può supplire con documentazione parziale.
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Impugnazione delibera condominiale per errore contabile
Una società ha promosso un'azione di impugnazione delibera condominiale per contestare l'approvazione di un bilancio che includeva erroneamente una spesa legale già saldata e duplicata. Inizialmente respinta, la richiesta è stata accolta in appello. La Corte ha annullato la delibera basandosi su una consulenza tecnica (CTU) di un altro procedimento, che provava in modo decisivo l'errore contabile. La sentenza sottolinea che la correttezza e veridicità del rendiconto sono requisiti essenziali per la validità della delibera di approvazione.
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Responsabilità direttore lavori: la sentenza del 2025
Il Tribunale di Monza ha dichiarato la risoluzione di un contratto di appalto e condannato in solido appaltatore e direttore dei lavori al risarcimento dei danni per vizi nell'opera. La sentenza chiarisce la condivisione della responsabilità direttore lavori per omessa sorveglianza, quantificando il danno in 53.000 euro. Rigettate le richieste di danni per ritardo (causa Covid-19) e mancata locazione per comportamento non diligente dei committenti.
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Compenso professionale appalti: calcolo e varianti
Una società di progetto si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di compensi a un raggruppamento di professionisti, lamentando inadempimenti e chiedendo un risarcimento. Il Tribunale, basandosi su una Consulenza Tecnica d'Ufficio, ha ricalcolato il compenso professionale dovuto ai professionisti in seguito all'aumento del valore dell'opera, ma li ha anche ritenuti parzialmente responsabili per difetti costruttivi, accogliendo in parte la domanda riconvenzionale della società e compensando parzialmente i rispettivi crediti.
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Vittima del dovere: status imprescrittibile, ma…
La Corte d'Appello di Trieste affronta il caso di un Carabiniere che ha richiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere anni dopo l'evento lesivo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: lo status giuridico di vittima del dovere è imprescrittibile e non può essere negato per il solo passare del tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici, come assegni e indennizzi, sono soggetti alla prescrizione decennale. Inoltre, l'accesso a determinate prestazioni, come gli assegni vitalizi, è subordinato al superamento di una soglia minima di invalidità (25%), che nel caso specifico non è stata raggiunta (17%). La Corte ha quindi riconosciuto lo status, ma ha negato la maggior parte dei benefici economici, ad eccezione dell'esenzione dalle spese sanitarie.
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Inadempimento contrattuale fornitore: guida pratica
Un fornitore non ha consegnato la documentazione essenziale per un'attrezzatura ludica e non ha corretto i vizi presenti. L'acquirente ha quindi sospeso i pagamenti. La Corte d'Appello ha confermato l'inadempimento contrattuale del fornitore, ricalcolando il danno a favore del cliente. Ha però negato il risarcimento per la maggiore IVA versata, ritenendola un costo neutro per l'impresa. La sospensione dei pagamenti da parte del cliente è stata giudicata legittima.
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Risarcimento danni in appalto: la prova dei costi
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il tema del risarcimento danni in appalto. Il caso riguarda una controversia tra un'impresa edile e una committente per il pagamento di opere extracontratto e per i costi di sanatoria di alcuni vizi. La Corte ha stabilito che, per ottenere il risarcimento, non è sufficiente la stima di un perito (CTU), ma è necessaria la prova concreta della spesa effettivamente sostenuta. Di conseguenza, ha ridotto l'importo detratto dal credito dell'impresa, accogliendo parzialmente l'appello e modificando la ripartizione delle spese legali.
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Fideiussione ABI: la decadenza del creditore
Un'importante sentenza del Tribunale di Verona analizza gli effetti della nullità delle clausole in una fideiussione ABI. La corte ha stabilito che la nullità della clausola di deroga all'art. 1957 c.c. comporta la decadenza del diritto della banca di agire contro i garanti, qualora non abbia promosso azioni contro il debitore principale entro sei mesi. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo verso i garanti è stato revocato, mentre il debito della società principale è stato ricalcolato e ridotto a seguito di una perizia contabile.
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Responsabilità medica: onere della prova e CTU
Una paziente cita in giudizio un medico e una struttura sanitaria per presunti danni derivanti da un intervento chirurgico al piede. Il Tribunale, basandosi sulle conclusioni di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), ha respinto la domanda. La perizia ha escluso un nesso di causalità tra l'operato dei sanitari e le complicazioni lamentate, attribuendole a fattori estranei e a rischi noti della procedura. La sentenza ribadisce il principio secondo cui l'onere di provare il nesso causale in un caso di responsabilità medica spetta al paziente.
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Commissione di massimo scoperto: quando è illegittima?
Una società ha contestato gli addebiti sul proprio conto corrente, inclusa la commissione di massimo scoperto (CMS). La Corte d'Appello ha stabilito che la CMS era illegittima perché il contratto, pur indicando l'aliquota, non specificava le modalità di calcolo. Questa indeterminatezza ha reso la clausola nulla. Di conseguenza, la Corte ha ordinato il ricalcolo del saldo del conto escludendo la CMS, trasformando un debito del cliente in un credito e condannando la banca alla restituzione delle somme e alla rettifica della segnalazione in Centrale Rischi.
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Anatocismo bancario: onere della prova e nullità
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per pratiche di usura e anatocismo bancario su due conti correnti. La Corte di Appello di Firenze, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, ha respinto la domanda di usura per un errore nel calcolo dei tassi di interesse. Tuttavia, ha accolto la domanda relativa all'anatocismo bancario, dichiarando nulle le clausole di capitalizzazione trimestrale antecedenti al 2000. La Corte ha stabilito che la semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a sanare tale nullità, essendo necessaria una nuova pattuizione scritta. Di conseguenza, ha disposto una CTU per ricalcolare i saldi dei conti senza l'applicazione dell'anatocismo.
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