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Criterio Differenziale

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Metodo tecnico per misurare la tollerabilità del rumore, confrontando il livello sonoro di fondo (senza la fonte di disturbo) con il livello sonoro ambientale (con la fonte di disturbo attiva).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espropriazione parziale: quando il valore residuo conta davvero
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di Proprietari che chiedevano un'indennità maggiore per l'espropriazione parziale di parte dei loro terreni (resede, orto, deposito auto) da parte di un'Azienda per la costruzione di un raccordo autostradale. La Corte d'Appello aveva negato un adeguato indennizzo per il deprezzamento della parte residua, basandosi su una valutazione puramente quantitativa e non riconoscendo l'unitarietà funzionale della proprietà. La Cassazione ha accolto i ricorsi dei Proprietari. Ha stabilito che l'indennizzo per l'espropriazione parziale deve considerare il deprezzamento della parte residua se esiste un vincolo funzionale e un danno specifico. Inoltre, il calcolo dell'indennità deve basarsi su criteri motivati che riflettano il valore reale del bene. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Indennità Espropriazione Parziale: Giardino espropriato, danno unico
Un Comune espropria una porzione del giardino di una villa. Il Proprietario contesta l'importo offerto, ritenendo errato il metodo di calcolo. La Corte di Cassazione chiarisce il principio fondamentale per calcolare la corretta indennità di espropriazione parziale. La Corte stabilisce che l'indennizzo deve essere unico e onnicomprensivo, calcolato con il 'criterio differenziale'. Questo metodo consiste nel sottrarre il valore del bene dopo l'esproprio dal suo valore prima dell'esproprio. La cifra risultante copre sia il valore della parte sottratta sia la perdita di valore della parte rimasta. Il ricorso del Proprietario viene quindi respinto perché il calcolo era corretto.
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Tollerabilità immissioni: i limiti del DPCM non bastano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21479/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di tollerabilità immissioni rumorose tra privati. Il caso riguardava le lamentele di alcuni residenti per i rumori provenienti da un impianto sportivo. La Corte ha chiarito che il superamento dei limiti di decibel previsti dalla normativa amministrativa (DPCM) non è l'unico criterio da considerare. Nei rapporti tra vicini, il giudice deve applicare l'art. 844 del codice civile, valutando la 'normale tollerabilità' in base al contesto specifico, alla rumorosità di fondo e alle abitudini locali. La decisione della Corte d'Appello, che si era basata unicamente sui parametri amministrativi, è stata quindi annullata con rinvio.
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Indennità di espropriazione: divisione tra coeredi
In una controversia ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di espropriazione, anche quando compensa il deprezzamento di una porzione di terreno non espropriata, deve essere considerata un'entità unica. Di conseguenza, l'intero importo, inclusa la parte per la perdita di valore del bene residuo, va diviso tra tutti i coeredi secondo le quote stabilite in sede di divisione, e non spetta esclusivamente all'erede che ha ricevuto la parte residua del bene.
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Immissioni rumorose: quando scatta il risarcimento?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di immissioni rumorose provenienti da un'attività di ristorazione. La sentenza chiarisce che il superamento della normale tollerabilità del rumore giustifica un risarcimento per il danno alla serenità personale, anche senza una prova diretta di un danno biologico. La Corte ha confermato il risarcimento liquidato in via equitativa, ma ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per omessa pronuncia su una distinta domanda relativa ad abusi edilizi.
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Diritto di veduta: la prova del possesso è decisiva
Il Tribunale di Ancona ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che lamentavano la lesione del loro diritto di veduta a causa di un pallone pressostatico installato su campi da tennis adiacenti. La decisione sottolinea che, nell'azione di manutenzione, è fondamentale provare il possesso effettivo e continuativo della veduta per almeno un anno, prova che i ricorrenti non sono riusciti a fornire a causa di strutture preesistenti che già limitavano la visuale. Anche le doglianze per immissioni sonore e luminose sono state respinte.
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