La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Ministero dell'Economia contro una decisione che liquidava un indennizzo per ingiusta detenzione a un soggetto che aveva scontato 445 giorni di carcere in più a causa della violazione del principio del 'ne bis in idem'. Il Ministero sosteneva che l'importo dovesse essere ridotto, poiché l'interessato era colpevole e non innocente. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il principio di riduzione non è assoluto. I giudici di merito hanno correttamente personalizzato l'indennizzo, tenendo conto non solo della detenzione eccessiva ma anche dei ritardi e degli errori della gestione giudiziaria, che hanno aggravato la sofferenza del detenuto. Pertanto, la liquidazione basata sul calcolo aritmetico, con un'aggiunta per il pregiudizio specifico derivante dall'inerzia della giustizia, è stata ritenuta legittima.
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