LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Credito Privilegiato

Pagina 3 di 4

77 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito privilegiato dell’artista: no della Cassazione alle royalties
La Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento del credito privilegiato dell'artista per i compensi derivanti dall'utilizzo di fonogrammi musicali. Un artista aveva chiesto che il suo credito verso un istituto di gestione collettiva in liquidazione fosse ammesso in via privilegiata, come se fosse una retribuzione da lavoro. I giudici hanno stabilito che tali compensi non sono una remunerazione diretta per l'attività lavorativa, ma diritti di natura patrimoniale che derivano dallo sfruttamento economico successivo della prestazione già eseguita. Di conseguenza, il credito non gode di alcun privilegio e deve essere trattato come un normale credito chirografario, da pagare solo dopo quelli privilegiati.
Continua »
Concordato esclude 36M di tasse: Cassazione rinvia la decisione
Una società proponente un concordato fallimentare ha tentato di limitare il proprio impegno ai soli debiti già noti, provocando l'esclusione del credito erariale per oltre 36 milioni di euro, richiesto dall'Agenzia delle Entrate lo stesso giorno della proposta. L'Agenzia ha contestato l'operazione, definendola un abuso del diritto e una violazione della priorità dei crediti fiscali. La Corte di Cassazione, data la novità e la complessità della questione, non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito, lasciando in sospeso il destino del maxi-credito.
Continua »
Bancarotta Preferenziale: Amministratore condannato per finti compensi
Un amministratore di una società in crisi è stato condannato per bancarotta preferenziale per aver disposto pagamenti a proprio favore, qualificandoli come compensi per consulenze. I giudici hanno stabilito che tali somme erano in realtà retribuzioni per il suo ruolo di amministratore, e quindi un credito non privilegiato. Pagando sé stesso prima degli altri creditori, ha violato il principio della 'par condicio creditorum' (parità di trattamento). La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che mascherare il proprio compenso da credito privilegiato per aggirare la legge costituisce reato. L'amministratore ha perso la causa e la sua condanna è diventata definitiva.
Continua »
Mutuo per coprire debiti: la revocatoria ordinaria non è automatica
Una banca concede un mutuo ipotecario a un'azienda sua cliente, ma l'importo serve solo a estinguere un precedente debito non garantito (scoperto di conto). Dopo il fallimento dell'azienda, la curatela contesta l'operazione. La Cassazione si è pronunciata sulla revocatoria ordinaria del mutuo ipotecario, stabilendo un principio fondamentale: non basta dimostrare che il mutuo ha trasformato un debito chirografario in uno privilegiato. Per ottenere la revoca, la curatela deve provare in modo specifico l' 'eventus damni' (il danno concreto per gli altri creditori), dimostrando la consistenza dei loro crediti, la loro anteriorità rispetto all'atto e il peggioramento effettivo del patrimonio del debitore. La motivazione del giudice precedente è stata ritenuta insufficiente su questo punto.
Continua »
Privilegio credito danno erariale: no all’automatismo nel fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul privilegio del credito per danno erariale nel contesto di un fallimento. Un Comune aveva ottenuto una condanna per danno erariale contro una società, poi fallita. La Corte ha confermato che il credito, essendo stabilito da una sentenza definitiva della Corte dei Conti, deve essere ammesso al passivo fallimentare. Tuttavia, ha annullato la decisione che riconosceva automaticamente a tale credito un privilegio, tipico dei crediti tributari. Secondo i giudici, il tribunale deve motivare in modo specifico perché un credito risarcitorio meriti una posizione preferenziale, non potendolo assimilare a un tributo senza una spiegazione concreta. La questione del privilegio dovrà quindi essere riesaminata.
Continua »
TFR e fallimento: la domanda ultratardiva blocca il pagamento
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni ex lavoratori che avevano presentato una domanda ultratardiva di ammissione al passivo per il loro TFR. Sebbene il credito fosse sorto durante la procedura fallimentare, i lavoratori hanno agito con quasi tre anni di ritardo ingiustificato. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: anche i crediti sorti in funzione della procedura devono rispettare i termini previsti. Il ritardo è scusabile solo in caso di impossibilità assoluta e non per mera inerzia. La richiesta dei lavoratori è stata quindi rigettata per tutelare la certezza e la rapidità delle procedure concorsuali.
Continua »
Credito privilegiato e finanziamenti garantiti PMI
Una banca ha proposto opposizione allo stato passivo di un fallimento chiedendo il riconoscimento del credito privilegiato per un finanziamento garantito dal Fondo di garanzia per le PMI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il privilegio ex art. 9 d.lgs. 123/98 spetta esclusivamente agli enti pubblici che erogano o garantiscono i fondi, come lo Stato o il gestore del Fondo, e non può essere esteso alla banca privata che ha materialmente erogato il mutuo.
Continua »
Equa riparazione: calcolo indennizzo fallimento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi di un creditore ammesso al passivo di un fallimento durato oltre vent'anni. La Corte d'Appello aveva liquidato l'indennizzo per equa riparazione basandosi sulla modesta somma effettivamente riscossa dai ricorrenti in sede di riparto finale (circa 338 euro), anziché sull'importo del credito originariamente ammesso al passivo (oltre 26.000 euro). Gli Ermellini hanno stabilito che, ai fini della Legge Pinto, il valore della causa deve essere identificato nel credito ammesso al passivo, poiché l'esito del riparto dipende da variabili esterne e non riflette il valore del diritto accertato.
Continua »
Credito privilegiato per garanzie PMI: la Cassazione
Una società in concordato preventivo ha contestato la natura privilegiata di un debito derivante dall'escussione di una garanzia pubblica su finanziamenti anteriori alla legge istitutiva del privilegio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33369/2023, ha stabilito che il credito del Fondo di Garanzia è un credito privilegiato se la liquidazione delle somme (il pagamento al creditore) è avvenuta dopo l'entrata in vigore della norma, indipendentemente dalla data del finanziamento originario. La Corte ha chiarito che la legge speciale del 2015 ha creato una nuova fattispecie di credito privilegiato legata al momento del pagamento da parte del Fondo.
Continua »
Credito privilegiato del garante: la Cassazione decide
Una società in concordato preventivo si opponeva alla natura di credito privilegiato reclamata da un fondo di garanzia, subentrato per surroga dopo aver pagato parte di un finanziamento. La società sosteneva che il credito dovesse essere chirografario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il privilegio non nasce con la surroga, ma è una caratteristica originaria della garanzia pubblica, esistente sin dalla sua concessione e quindi opponibile nella procedura concorsuale.
Continua »
Compenso professionale: quando è credito privilegiato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso professionale di uno studio associato non gode di privilegio se non viene provata la natura personale della prestazione. Nel caso esaminato, uno studio si era opposto alla collocazione chirografaria del proprio credito nel fallimento di una società cliente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, in assenza di prova che la prestazione fosse riconducibile personalmente ai singoli professionisti, il credito va considerato chirografario e liquidato secondo le norme del concordato fallimentare per i crediti non privilegiati. È stato inoltre confermato il potere discrezionale del giudice nel quantificare il compenso in base alla durata e all'utilità della prestazione.
Continua »
Insinuazione al passivo privilegio: richiesta esplicita
La Corte di Cassazione ha stabilito che nell'ambito di una procedura fallimentare, la richiesta di ammissione di un credito con status privilegiato deve essere formulata esplicitamente nella domanda iniziale. Nel caso esaminato, una professionista si è vista negare il privilegio per i propri compensi professionali perché la domanda di insinuazione al passivo non conteneva una specifica richiesta in tal senso. La Corte ha chiarito che l'omissione non può essere sanata in un secondo momento, in quanto costituirebbe un'inammissibile modifica della domanda, comportando la 'degradazione' del credito a chirografario. Questa decisione sottolinea l'importanza della precisione formale nella insinuazione al passivo privilegio.
Continua »
Interessi privilegiati fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una Società di Riscossione contro la decisione di un tribunale che negava il privilegio ai crediti per interessi di mora in una procedura fallimentare. Il tribunale aveva ritenuto la domanda troppo generica. La Cassazione ha stabilito che, per gli interessi privilegiati fallimento, la documentazione allegata (estratti di ruolo) è sufficiente per determinare il credito, rendendo illogico negare il privilegio per indeterminatezza dopo aver ammesso lo stesso importo al chirografo.
Continua »
Insinuazione passivo: credito parziale e interessi
Un agente della riscossione ha impugnato una decisione che negava l'ammissione al passivo di un credito residuo da cartella parzialmente annullata e il privilegio sugli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il credito residuo è valido e che la domanda di insinuazione passivo per gli interessi era sufficientemente determinata grazie ai documenti allegati. La Corte ha chiarito che l'annullamento parziale non inficia l'intera cartella e che l'estratto di ruolo è sufficiente per l'ammissione.
Continua »
Interessi moratori e fallimento: la Cassazione decide
Un'agenzia di riscossione ha impugnato una decisione che aveva declassato a chirografari i suoi crediti per interessi moratori in un fallimento, a causa di una presunta carenza di specificità nella domanda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il privilegio si estende a tali interessi e che è sufficiente fornire i documenti base, come gli estratti di ruolo, da cui il giudice può desumere gli elementi per il calcolo, senza necessità di una dettagliata pre-quantificazione da parte del creditore.
Continua »
Interessi su crediti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27527/2024, ha stabilito che una domanda di ammissione al passivo fallimentare per interessi su crediti tributari non può essere respinta come indeterminata se il creditore ha fornito tutta la documentazione necessaria al loro calcolo. Anche senza l'esplicita indicazione del tasso, se gli atti permettono di determinare l'importo, la domanda è valida. La Corte ha cassato la decisione del tribunale, che aveva erroneamente negato il privilegio agli interessi richiesti da un agente della riscossione, chiarendo che eventuali dubbi sul calcolo possono essere risolti tramite una consulenza tecnica d'ufficio (CTU).
Continua »
Credito da licenziamento: ammesso con privilegio
Una lavoratrice ha proposto opposizione allo stato passivo di una società in Amministrazione Straordinaria per ottenere il risarcimento del danno da licenziamento. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale il Tribunale ha disposto la rettifica dello stato passivo, ammettendo un ulteriore credito da licenziamento di oltre 81.000 euro in via privilegiata.
Continua »
Credito prededucibile: quando le spese legali contano
Una professionista ha richiesto l'ammissione del suo compenso come credito prededucibile nel fallimento di una società assistita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le prestazioni non erano funzionali alla procedura concorsuale e ribadendo il principio di immutabilità della domanda, che impedisce di modificare la natura del credito (da prededucibile a privilegiato) in fase di opposizione.
Continua »
Fondo di Garanzia: diritto autonomo nel fallimento
La Corte di Cassazione stabilisce che il Fondo di Garanzia Pubblico, dopo aver pagato una banca per la garanzia su un finanziamento a un'impresa poi fallita, acquisisce un diritto autonomo e privilegiato di insinuarsi al passivo. Tale diritto non è subordinato al completo soddisfacimento del creditore originario (la banca), derogando alle norme comuni sui coobbligati solidali in ambito fallimentare.
Continua »
Interessi su credito privilegiato: quale tasso si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2025, ha chiarito la disciplina degli interessi su credito privilegiato in una procedura di amministrazione straordinaria. È stato stabilito che il tasso di interesse speciale, previsto da una normativa di settore per un credito garantito, non si applica per l'intera durata della procedura. Invece, la regola generale prevista dalla legge fallimentare e dall'art. 2749 c.c. prevale. Di conseguenza, il tasso speciale è riconosciuto solo per l'anno in corso alla data della dichiarazione di insolvenza; per il periodo successivo, si applica il più basso tasso di interesse legale, al fine di tutelare la parità di trattamento tra tutti i creditori.
Continua »