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Correzione Errore Materiale

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1135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale relativo alla data di nascita di un ricorrente, indicata erroneamente come 1963 anziché 1962 in una precedente sentenza. L'intervento si è reso necessario a seguito della segnalazione di un ufficio giudiziario e si è basato sulla procedura specifica prevista dal codice di procedura penale, che consente di rettificare sviste evidenti senza modificare la sostanza della decisione originale.
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Correzione errore materiale: il caso del genere errato
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in un dispositivo trascritto. Nel documento era stato erroneamente indicato "il ricorrente" anziché "la ricorrente", alterando il genere della parte processuale. La Corte, applicando la procedura specifica prevista dal codice, ha disposto la rettifica per garantire l'esattezza formale dell'atto, evidenziando l'importanza di questo strumento per la certezza del diritto.
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Correzione errore materiale: quando decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'indicazione del giudice del rinvio, erroneamente identificato nel Tribunale invece che nella Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la correzione errore materiale, se non incide sulla sostanza della decisione, possa avvenire senza formalità.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
Un ricorrente chiedeva la correzione errore materiale di un'ordinanza che lo condannava alle spese legali dopo la sua rinuncia a un ricorso. Sosteneva che una delle controparti non avesse diritto alle spese perché non le era stato notificato l'atto. La Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile, chiarendo che una parte del giudizio è legittimata a partecipare e a opporsi alla rinuncia, e quindi a ottenere il rimborso delle spese, anche se non ha ricevuto la notifica formale del ricorso.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'istanza di correzione errore materiale che, in realtà, mirava a contestare la sostanza di una precedente decisione. La Corte ribadisce che tale procedura serve solo a emendare vizi formali e non a riesaminare il merito. Parallelamente, accoglie un'altra istanza per correggere l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese a favore di un legale, evidenziando così il corretto e limitato ambito di applicazione dell'istituto della correzione errore materiale.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
Un ricorrente chiede la correzione di un'ordinanza che ha concesso le spese legali a un avvocato, parte del giudizio di merito ma non destinatario della notifica del ricorso per regolamento di competenza. La Cassazione dichiara inammissibile l'istanza di correzione errore materiale, affermando che la parte non notificata è comunque legittimata a partecipare al procedimento e a ottenere la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della Corte d'Appello competente per il rinvio del processo. Riconosciuto lo sbaglio, la Corte ha ordinato la sostituzione del nome del foro errato con quello corretto, applicando la procedura specifica prevista dal codice di procedura civile per la correzione errore materiale.
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Correzione errore materiale: quando non è ammessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione errore materiale volta a introdurre la condanna solidale al pagamento delle spese. Secondo la Corte, tale modifica non rappresenta una semplice svista, ma un'alterazione sostanziale della decisione che richiede una valutazione di merito, esulando quindi dall'ambito della procedura di correzione.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato in modo errato il nome di una delle parti, un condominio. La Corte ha disposto la rettifica del nome, specificando che si trattava di un mero errore materiale suscettibile di correzione secondo la procedura specifica, senza alcuna incidenza sulla decisione di merito e senza statuizione sulle spese.
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Correzione errore materiale: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di correzione errore materiale di una sentenza è legittima anche quando la svista non è evidente dal solo testo del provvedimento, ma emerge dal confronto con altri atti processuali, come una perizia tecnica (CTU). Nel caso esaminato, riguardante l'errata indicazione di un dato catastale di un box auto, la Corte ha rigettato il ricorso degli acquirenti, confermando che la correzione non alterava la decisione del giudice ma si limitava a rettificare una divergenza tra il suo pensiero e la sua espressione grafica, un mero 'lapsus calami'.
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Correzione errore materiale: quando prevale il dispositivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di correzione errore materiale. L'ordinanza aveva cancellato i benefici della "pena sospesa e non menzione" da una sentenza. La Corte ha stabilito che la discordanza tra il dispositivo letto in udienza (senza benefici) e quello trascritto in calce alla motivazione (con benefici) è sanabile tramite la procedura di correzione dell'errore materiale, poiché il dispositivo letto in udienza è quello che prevale ed era coerente con le motivazioni della sentenza.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di errore materiale in una propria ordinanza, disponendo l'inserimento del nominativo di una ricorrente che era stato omesso per mera svista. Il caso evidenzia l'importanza del rimedio previsto per emendare sviste formali che non incidono sulla sostanza della decisione, ma garantiscono la corretta rappresentazione processuale delle parti. La Corte ha riconosciuto che la parte era stata regolarmente parte del giudizio e che la sua esclusione dall'intestazione del provvedimento era un palese errore da correggere.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare un refuso in una precedente sentenza. Nel dispositivo era stato indicato un capo d'imputazione errato (5B.13) nel dichiarare l'inammissibilità di un ricorso. L'ordinanza, basata sull'art. 625-bis c.p.p., ha sostituito il numero del capo con quello corretto (6), garantendo la precisione formale dell'atto giudiziario senza alterarne la sostanza decisionale.
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Correzione errore materiale: quando la Corte rimedia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore riguardava il mese di nascita di un ricorrente, erroneamente indicato come marzo anziché agosto. Rilevato lo sbaglio a seguito di comunicazioni da parte di uffici giudiziari, la Corte ha attivato la procedura di correzione per ripristinare la correttezza formale del provvedimento, senza intaccarne il contenuto decisionale.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione errore materiale contenuta in una propria ordinanza, poiché non era stata notificata alla controparte. La Corte ha stabilito che il difetto di notifica impedisce l'instaurazione del contraddittorio, requisito essenziale anche per procedere a una correzione d'ufficio, rendendo così l'istanza non esaminabile nel merito.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare un precedente dispositivo. La decisione chiarisce che, a causa di una svista, erano stati indicati un numero di capo d'imputazione e una data errati. L'ordinanza dispone la modifica del testo originale per assicurare che la sentenza rifletta correttamente la volontà del collegio giudicante, ristabilendo la coerenza formale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la correzione errore materiale di una propria ordinanza. I ricorrenti lamentavano una presunta omissione nella motivazione, ma la Corte ha chiarito che tale doglianza configura un'ipotesi di 'error iuris' (errore di diritto) e non un errore materiale emendabile con la specifica procedura, ribadendo che quest'ultima serve solo a correggere discordanze grafiche e non a modificare il contenuto concettuale della decisione.
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Correzione errore materiale: ha effetto retroattivo?
Un cittadino si è visto negare il diritto all'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo a causa di un errore di battitura nel suo cognome sulla sentenza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la successiva ordinanza di correzione errore materiale ha efficacia retroattiva (ex tunc). La Corte ha sottolineato che l'identità della parte era inequivocabile grazie al codice fiscale e che la giustizia sostanziale deve prevalere sui meri vizi formali.
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Correzione errore materiale: quando non è ammessa
Una società ha segnalato alla Cassazione la presunta omissione nella liquidazione delle spese di un procedimento accessorio. La Corte ha stabilito che non ci sono i presupposti per una correzione errore materiale, in quanto non è certo che le spese non fossero incluse nella liquidazione complessiva e, in ogni caso, tale omissione non costituisce una palese discrasia tra motivazione e dispositivo, unico presupposto per questo tipo di intervento.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Un gruppo di cittadini, dopo aver vinto una causa, ha notato che la Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a favore del loro legale, nonostante la richiesta. Hanno quindi avviato una procedura per correzione di errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ribadendo che tale omissione costituisce un errore materiale sanabile con una procedura rapida e non con un appello. La sentenza originale è stata quindi corretta per includere il pagamento diretto delle spese legali all'avvocato.
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