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Correzione Dell'Errore Materiale

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53 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione dell’errore materiale: ringiovanito di dieci anni
Durante la fase di esecuzione di un provvedimento penale, emerge un errore anagrafico nell'intestazione dell'ordinanza della Corte di Cassazione. L'atto riporta erroneamente l'anno di nascita dell'imputato come 1944 anziché 1954, recependo uno sbaglio già presente nella sentenza di appello. La Suprema Corte interviene d'ufficio per rimediare a questa svista. Tramite la procedura di correzione dell'errore materiale, i giudici dispongono la rettifica della data di nascita senza modificare la sostanza della decisione precedente. L'errore viene così sanato rapidamente con rito de plano, garantendo l'esatta identificazione del soggetto coinvolto e la corretta esecuzione della pena.
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Correzione dell’errore materiale: il nome dimenticato
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione dell'errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva esaminato e rigettato il ricorso proposto da Il Ricorrente, ritenendo infondate le sue doglianze. Tuttavia, per una svista nella redazione del documento finale, il nome del soggetto era stato omesso dall'elenco dei ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali. Rilevata l'omissione, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per correggere l'errore materiale, inserendo formalmente il nominativo del destinatario nel dispositivo della sentenza e ripristinando la piena corrispondenza tra la decisione effettiva e il testo scritto.
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Correzione dell’errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza presentata dalla difesa di una cittadina per la correzione dell'errore materiale contenuto in una precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la data di nascita dell'imputata era stata erroneamente indicata come l'8 settembre 1969 anziché il 9 agosto 1969. Constatata l'effettiva presenza dello scambio di cifre, i giudici hanno disposto la rettifica dell'intestazione ai sensi del codice di procedura penale, ordinando alla cancelleria di annotare la data corretta.
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Correzione dell’errore materiale: no alla prescrizione tardiva
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di una parte civile per la correzione dell'errore materiale in una sentenza di condanna. Il dispositivo originario aveva omesso la liquidazione delle spese legali in suo favore, nonostante la regolare presentazione della nota spese. I giudici hanno chiarito che la correzione dell'errore materiale è applicabile per integrare statuizioni accessorie e obbligatorie. La Corte ha respinto l'eccezione della difesa dei condannati, che invocava la prescrizione del reato maturata dopo la decisione di rigetto dei ricorsi. Poiché il rigetto determina l'irrevocabilità della condanna, il decorso del tempo successivo è irrilevante. Di conseguenza, la Corte ha integrato il dispositivo disponendo la condanna dei ricorrenti al pagamento di tremila euro in favore della parte civile.
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Errore materiale in Cassazione: lo scambio di nomi nella sentenza
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione dell'errore materiale commesso nella redazione di una sentenza penale. A causa di un errore di foliazione durante il deposito, l'intestazione di una decisione riportava i dati di due imputati diversi rispetto a quelli a cui si riferiva l'effettiva motivazione. La Suprema Corte ha rilevato l'incoerenza formale tra l'intestazione e il contenuto del provvedimento. Di conseguenza, ha ordinato la sostituzione dei dati errati con quelli corretti, ristabilendo la verità procedurale dell'atto senza modificare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: stop alle modifiche d’ufficio
Il Giudice dell'esecuzione aveva inserito d'ufficio in una sentenza di patteggiamento irrevocabile la revoca di alcune prestazioni previdenziali a carico del Condannato. Per farlo, aveva utilizzato la procedura di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, stabilendo che il giudice dell'esecuzione non può utilizzare lo strumento della correzione errore materiale per modificare d'ufficio una sentenza di cognizione ormai definitiva. Qualsiasi intervento sulla sentenza irrevocabile richiede l'avvio di un formale procedimento di esecuzione, il quale non può mai essere attivato d'ufficio ma necessita obbligatoriamente dell'istanza di una delle parti (pubblico ministero, difensore o interessato). Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ripristinando la situazione originaria a favore del Condannato.
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Nullità della sentenza: motivazione di un altro, reato prescritto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione a causa della totale nullità della sentenza per motivazione. La Corte d'Appello, pur indicando correttamente il nome dell'imputato, aveva redatto una motivazione completamente slegata dal caso, riferita a un'altra persona e a un reato diverso. I giudici hanno stabilito che un errore così grave non è una semplice svista correggibile, ma un vizio insanabile che rende la sentenza nulla. Poiché nel frattempo era trascorso il tempo massimo per la prescrizione del reato originario, la Cassazione ha annullato la sentenza definitivamente, senza disporre un nuovo processo, dichiarando il reato estinto.
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Correzione errore materiale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. La decisione ha riguardato due aspetti: l'eliminazione di una frase che attribuiva erroneamente le spese legali direttamente al difensore della parte civile e la rettifica del nome di un imputato. La Corte ha chiarito che tali modifiche non incidono sulla sostanza della decisione originale, ma ripristinano la correttezza formale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel ruolo di udienza di un procedimento penale. Su richiesta del Procuratore Generale, è stata rettificata la data di nascita di un imputato, erroneamente indicata come 23/02/1996 anziché 23/12/1966. La decisione evidenzia l'importanza della procedura di correzione errore materiale per garantire l'esattezza degli atti giudiziari e la corretta identificazione delle parti coinvolte.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una ricorrente. Il provvedimento sottolinea l'importanza dei requisiti formali e sostanziali per l'accesso al giudizio di legittimità, anche quando si profila una richiesta di correzione di errore materiale.
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Revoca pena sospesa: no alla correzione d’errore
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, si era visto confermare in appello la pena a 6 mesi con sospensione condizionale. Successivamente, la stessa Corte d'Appello revocava la sospensione tramite procedura di correzione d'errore materiale. La Corte di Cassazione ha annullato tale revoca, stabilendo che la revoca pena sospesa, se concessa per errore nel dispositivo della sentenza, costituisce un errore concettuale e non materiale. Pertanto, può essere rimossa solo tramite un'impugnazione ordinaria (es. ricorso del P.M.) e non con una procedura semplificata che modifichi la decisione in senso sfavorevole all'imputato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha provveduto d'ufficio alla correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato il Tribunale, anziché la Corte di Appello, come giudice competente per il nuovo giudizio a seguito di un annullamento con rinvio. La procedura di correzione errore materiale ha permesso di rettificare tempestivamente l'indicazione, garantendo la corretta prosecuzione del processo.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile
Un'associazione di consumatori, ammessa al patrocinio a spese dello Stato, ha richiesto la correzione di un errore materiale in una sentenza che condannava gli imputati, anziché lo Stato, al pagamento delle sue spese legali. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che non si trattava di un errore. La decisione era una valutazione consapevole basata sulla mancata documentazione, da parte dell'associazione, dell'ammissione al beneficio presso la Corte stessa. La procedura di correzione errore materiale non può essere usata per modificare una valutazione giudiziale ponderata.
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Distrazione spese legali: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla distrazione spese legali, richiesta dal difensore, costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'appello, ma la più rapida procedura di correzione. La Corte ha accolto l'istanza di un contribuente, modificando una precedente ordinanza per includere la distrazione delle spese in favore del suo avvocato, che si era dichiarato antistatario.
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Correzione errore materiale: decisione sulle spese
La Corte di Cassazione ha esaminato un'istanza per la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. La questione si è complicata a causa della richiesta del controricorrente di una pronuncia sulle spese legali. Poiché l'ammissibilità di tale statuizione è oggetto di un rinvio alle Sezioni Unite in un altro procedimento, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione e rinviando la causa a nuovo ruolo, in attesa del principio di diritto che verrà stabilito sulla specifica questione della correzione errore materiale e delle relative spese.
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Correzione errore materiale: la Cassazione precisa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione errore materiale di una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omissione della dicitura 'ad altra sezione' nel disporre il rinvio alla Corte di Appello per un nuovo giudizio. La correzione è stata ritenuta necessaria per garantire l'imparzialità del giudice del rinvio, assicurando che il caso venga trattato da un collegio diverso da quello che aveva emesso la pronuncia annullata.
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Revoca sospensione condizionale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. L'imputato contestava la propria identità in relazione al reato che ha causato la revoca, ma la Corte ha stabilito che tale questione era già stata definita in un precedente provvedimento non impugnato. Il ricorso è stato ritenuto tardivo, generico e non pertinente, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione sulla revoca sospensione condizionale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20072/2024, ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente decisione. A seguito dell'istanza di una parte civile, la Corte ha rettificato l'omessa condanna di un imputato al pagamento delle spese processuali, liquidandole in € 3.510,00 oltre accessori, riconoscendo che tale omissione era frutto di una mera svista e una conseguenza diretta della condanna.
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Correzione errore materiale: quando la Corte integra
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. La decisione originaria, pur annullando una condanna, aveva omesso di specificare nel dispositivo l'eliminazione della relativa pena. La Corte ha quindi integrato il provvedimento, chiarendo la rimozione della sanzione di un mese di reclusione e duecento euro di multa, per allineare la parte dispositiva a quella motivazionale.
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Merce contraffatta: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante condannato per la vendita di merce contraffatta. La sentenza sottolinea come l'acquisto di grandi quantità di prodotti da siti web cinesi sia un chiaro indicatore della consapevolezza dell'illecito, confermando che la prova della contraffazione può basarsi su plurimi elementi indiziari, anche in assenza di una perizia tecnica formale. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di attenuanti generiche, ribadendo che la sola incensuratezza non è più sufficiente.
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