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145 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro probatorio: motivazione e limiti del PM
Una società e il suo legale rappresentante hanno impugnato un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio di documenti e dispositivi informatici, lamentando una motivazione carente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la motivazione del Pubblico Ministero, anche se sintetica, è valida se rinvia agli atti d'indagine e specifica le finalità probatorie. Per il sequestro probatorio di dati digitali, la Corte ha precisato che un'acquisizione ampia è ammissibile se motivata dalla difficoltà di una selezione preventiva, a patto che vengano definiti i criteri di ricerca e i tempi per la restituzione del materiale non pertinente.
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Sequestro probatorio smartphone: limiti e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro il sequestro di quattro smartphone nell'ambito di un'indagine per droga. La sentenza chiarisce i requisiti per un valido sequestro probatorio di smartphone, sottolineando che non è una ricerca esplorativa se il provvedimento del P.M. circoscrive l'oggetto della ricerca (chat, foto, etc.) e lo collega all'ipotesi di reato, anche senza un rigido limite temporale predefinito. La Corte ha inoltre ribadito che le eccezioni procedurali, come la presunta incompletezza del fascicolo, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Prove digitali: usabili le chat criptate dall’estero
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena utilizzabilità delle prove digitali consistenti in chat criptate acquisite da server esteri tramite Ordine Europeo di Indagine. La sentenza chiarisce che se i dati vengono estratti da copie di backup già archiviate, si qualificano come prova documentale e non come intercettazione. Di conseguenza, la loro acquisizione è legittima anche se il metodo di decrittazione è coperto da segreto di stato dall'autorità estera, non ledendo il diritto di difesa.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di un telefono e di un tablet a un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che il sequestro indiscriminato di un dispositivo elettronico è illegittimo se non vengono specificate le ragioni tecniche che impediscono l'estrazione mirata dei soli dati pertinenti all'indagine. Il provvedimento deve rispettare i principi di proporzionalità, adeguatezza e necessità, evitando perquisizioni digitali esplorative e onnicomprensive della vita privata dell'indagato.
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Sequestro probatorio telefono: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di sequestro probatorio di un telefono cellulare, ritenendolo illegittimo per grave difetto di motivazione e violazione del principio di proporzionalità. La sentenza stabilisce che non è ammissibile un sequestro indiscriminato dell'intera memoria del dispositivo senza specificare le ragioni della sua necessità probatoria o delimitare l'ambito della ricerca. Viene ribadita la tutela costituzionale della corrispondenza anche per i dati archiviati, equiparandoli a comunicazioni protette da privacy.
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