LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Convalida Del Daspo

Pagina 3 di 3

43 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Convalida del DASPO troppo rapida: la Cassazione annulla tutto
Un tifoso, coinvolto in disordini, riceve un DASPO con obbligo di firma. Il Giudice convalida il provvedimento in meno di 43 ore dalla notifica, senza attendere il termine di 48 ore previsto per legge. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la fretta lede il diritto di difesa del destinatario. Il principio sancito è che la convalida del DASPO non può avvenire prima che siano trascorse le 48 ore concesse al cittadino per presentare le proprie memorie difensive. Di conseguenza, l'obbligo di firma è stato dichiarato inefficace.
Continua »
Convalida del DASPO: tra esultanza e pericolo per la sicurezza
La Corte di Cassazione ha confermato la convalida del DASPO per la durata di cinque anni emessa nei confronti di un tifoso. L'uomo aveva scavalcato le recinzioni invadendo il campo di gioco durante una partita ufficiale. La difesa ha sostenuto che il gesto fosse privo di violenza e finalizzato solo a complimentarsi con i calciatori. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che tale condotta integri un pericolo concreto per la pubblica incolumità. La decisione sottolinea l'importanza della pericolosità soggettiva, aggravata dal fatto che il soggetto era già stato destinatario di un precedente provvedimento nel 2011. La convalida del DASPO è stata giudicata legittima anche in relazione ai requisiti di urgenza, legati alla necessità di prevenire disordini in occasione di competizioni imminenti.
Continua »
Convalida del DASPO: annullata se il giudice non visiona i video
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida del DASPO emessa dal GIP di Terni nei confronti di un tifoso coinvolto in scontri post-partita. Il provvedimento questorile imponeva il divieto di accesso agli stadi per otto anni con obbligo di firma. La difesa ha contestato la mancanza di prove video nel fascicolo processuale, nonostante il GIP avesse affermato di averle visionate per confermare la pericolosità del soggetto, ripreso mentre brandiva una cintura contro le forze dell'ordine. La Suprema Corte ha stabilito che la convalida del DASPO richiede un controllo sostanziale e non meramente formale. Poiché i video non erano stati trasmessi dal Pubblico Ministero, la motivazione del giudice è risultata apparente, portando all'annullamento con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »