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Controricorso Incidentale

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un atto con cui la parte che ha ricevuto la notifica di un ricorso per cassazione (controricorrente) non si limita a difendersi, ma propone a sua volta un ricorso contro la stessa sentenza per motivi propri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Demansionamento e risarcimento del danno: vittoria o limite?
Un dipendente con qualifica direttiva cita in giudizio l'ente pubblico datore di lavoro per ottenere il risarcimento dei danni causati dal prolungato svuotamento delle sue mansioni. Dopo precedenti pronunce passate in giudicato che avevano riconosciuto il demansionamento e risarcimento del danno professionale, la Corte d'Appello limita l'indennizzo fino alla data in cui l'ente ha deliberato il riavvio a mansioni adeguate alla categoria, rigettando il danno biologico. Il lavoratore impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione lamentando l'ingiusta limitazione temporale e l'omesso ristoro per la salute. I giudici di legittimità esaminano gli atti ma rilevano un difetto di procedura relativo alla mancata trattazione del controricorso incidentale di una delle parti resistenti. La Suprema Corte rimette quindi gli atti al magistrato relatore per formulare la proposta completa, rinviando la decisione di merito.
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Rendita Catastale Impianto Eolico: La Motivazione dell’Avviso di Accertamento è Cruciale
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la rendita catastale di un impianto eolico, includendo il valore del basamento in cemento armato. L'Azienda ha contestato l'avviso per difetto di motivazione. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso dell'Azienda, ritenendo l'atto privo di idonea motivazione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la motivazione fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia. Ha confermato che la motivazione dell'avviso di accertamento catastale deve essere chiara e completa fin dall'inizio, non potendo essere integrata successivamente in giudizio, specialmente se basata su elementi esterni non specificati.
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Cane randagio causa incidente: chi paga? La Cassazione chiarisce.
Un giovane in ciclomotore subiva gravi lesioni per evitare un cane randagio. I suoi genitori citavano in giudizio l'ASL e il Comune per la Responsabilità per randagismo. Il Tribunale condannava l'ASL. La Corte d'Appello confermava la responsabilità dell'ASL, ritenuta custode dei cani vaganti, ma escludeva quella del Comune per mancanza di segnalazione. Compensava le spese tra le parti. La Cassazione ha accolto il ricorso dei genitori sulla compensazione delle spese, ritenendo errata l'applicazione della soccombenza reciproca in assenza di un'opposizione diretta. Ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale dell'ASL sulla natura della sua responsabilità. La sentenza viene rinviata per la rideterminazione delle spese.
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Trattative di bonario componimento: lite sospesa in Cassazione
Una società commerciale ha promosso un ricorso in Cassazione contro la curatela fallimentare di un'altra impresa e una terza parte privata, contestando gli esiti della corte territoriale. A sua volta, la curatela ha depositato un controricorso incidentale per tutelare la massa dei creditori. Davanti alla Suprema Corte, le parti hanno presentato una richiesta congiunta: hanno dichiarato l'avvio di trattative di bonario componimento finalizzate a trovare una soluzione amichevole ed economica. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà condivisa dei contendenti e hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando momentaneamente il contenzioso per favorire il raggiungimento di un accordo transattivo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite ereditaria chiusa
L'Erede Universale citava in giudizio il Controinteressato per ottenere la nullità del testamento materno, la restituzione di alcuni beni mobili e il risarcimento per l'occupazione esclusiva di un immobile in comproprietà. La Corte d'Appello riconosceva la proprietà dei beni mobili all'erede, ma respingeva la richiesta risarcitoria per mancanza di prove. L'Erede Universale impugnava la decisione davanti ai Supremi Giudici. Tuttavia, prima dell'udienza, il ricorrente formalizzava la rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente accettata dal Controinteressato con accordo sulla compensazione delle spese legali. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, senza applicare sanzioni sul contributo unificato.
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Condizione Mista: validità della clausola di pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola che subordina il pagamento del compenso di un avvocato all'effettivo incasso delle somme da parte del cliente da un terzo non è nulla. Tale pattuizione integra una valida condizione mista, il cui avveramento dipende sia dalla volontà di una parte sia dall'azione di un terzo, e non una condizione meramente potestativa. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente interpretato la clausola, rinviando la causa al Tribunale per una nuova valutazione.
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Giudicato esterno: effetti sul recupero di somme
Un Ente Regionale ha agito in giudizio contro una Struttura Sanitaria Privata per ottenere la restituzione di somme ritenute indebitamente versate per prestazioni sanitarie. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che l'azione di restituzione era improponibile. La ragione risiede nel principio del giudicato esterno, formatosi a seguito di due decreti ingiuntivi non opposti, ottenuti in passato dalla struttura sanitaria per il saldo delle stesse prestazioni. Secondo la Corte, il giudicato copre non solo il credito azionato ma anche il rapporto sottostante, precludendo ogni successiva contestazione sui pagamenti effettuati.
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Accertamento fiscale presuntivo: i limiti del Fisco
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso di accertamento fiscale presuntivo a carico di un agente di commercio per provvigioni non dichiarate. La Corte ha annullato la decisione di merito per motivazione illogica e calcoli errati, accogliendo sia il ricorso del contribuente che quello dell'Agenzia delle Entrate e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: l’onere di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia di fideiussione bancaria. La decisione sottolinea come la mancanza di specificità nei motivi di impugnazione, ovvero l'omessa chiara indicazione degli errori di diritto commessi dal giudice di merito, conduca inevitabilmente alla reiezione del gravame per ragioni procedurali, evidenziando l'importanza del rispetto rigoroso dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Responsabilità del produttore: auto in fiamme
Un automobilista ricorre in Cassazione dopo che la sua richiesta di risarcimento per l'incendio della propria auto, causato da un presunto componente difettoso, era stata respinta in appello per prescrizione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo la distinzione tra la garanzia per vizi della vendita (che copre il danno al prodotto stesso) e la responsabilità del produttore (che copre danni a persone o altre cose). Poiché il danno era limitato all'auto, la disciplina applicabile era quella della garanzia, ormai prescritta. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo relativo alla prova del difetto, poiché la sentenza impugnata era sorretta da una duplice e autonoma motivazione.
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Esenzione IVA volontariato: la Cassazione chiarisce
Un'associazione sportiva di volontariato si è vista negare l'esenzione IVA per le sue attività di sponsorizzazione. L'Agenzia delle Entrate riteneva che la normativa successiva sulle ONLUS avesse ristretto il beneficio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che l'esenzione IVA volontariato prevista dalla Legge n. 266/1991 non è stata implicitamente abrogata. Il beneficio resta applicabile anche se l'ente non possiede i requisiti per le agevolazioni ONLUS, a condizione che le attività commerciali siano puramente strumentali al raggiungimento degli scopi istituzionali.
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Esenzione IVA Volontariato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24207/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di esenzione IVA volontariato. Il caso riguardava un'associazione sportiva dilettantistica a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'esenzione IVA per le attività di sponsorizzazione. La Corte ha chiarito che l'esenzione prevista dalla legge quadro sul volontariato (L. 266/1991) non è stata abrogata dalle successive norme più restrittive per le ONLUS (D.L. 185/2008). Pertanto, un'organizzazione di volontariato mantiene il diritto all'esenzione IVA anche se svolge attività commerciali non marginali, a condizione che queste siano strumentali al raggiungimento dei fini solidaristici.
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Ammortamento beni di terzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22096/2024, ha affrontato il caso di un'azienda di trasporti e l'Agenzia Fiscale. Ha stabilito che i contributi pubblici per coprire perdite di esercizio non sono reddito tassabile. Tuttavia, ha negato la possibilità di ammortamento per beni costruiti su terreni altrui, ribadendo il principio che l'ammortamento beni di terzi è escluso se non si ha la proprietà o un diritto reale sul bene. La questione IVA sui contributi è stata rinviata per un nuovo esame.
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Leasing traslativo: le regole prima della riforma 2017
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20653/2024, ha stabilito che per i contratti di leasing traslativo risolti prima dell'entrata in vigore della Legge 124/2017, continua ad applicarsi in via analogica l'art. 1526 c.c. La società concedente è quindi tenuta a restituire i canoni riscossi, salvo il diritto a un equo compenso. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale della società di leasing e accolto quello incidentale del fallimento sulla liquidazione delle spese legali, ritenute inferiori ai minimi tariffari.
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Beni in godimento al socio: esclusione società semplice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17441/2024, ha stabilito un importante principio in materia di tassazione dei beni in godimento al socio. Il caso riguardava un contribuente a cui era stato accertato un maggior reddito per l'utilizzo gratuito di un immobile di proprietà di una società semplice a lui riconducibile. La Corte ha chiarito che l'art. 67, comma 1, lett. h-ter del T.U.I.R. si applica solo ai beni di un'impresa. Poiché la società semplice, per sua natura, non può svolgere attività commerciale, la norma non è applicabile. Di conseguenza, la concessione in godimento di un immobile da parte di una società semplice al proprio socio non costituisce reddito tassabile per quest'ultimo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Cessata materia del contendere: accordo tra le parti
Un contenzioso tributario riguardante il rimborso di un'ecotassa si conclude davanti alla Corte di Cassazione. Nonostante le parti avessero raggiunto un accordo transattivo, solo una di esse ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. La Corte ha comunque dichiarato la cessata materia del contendere, affermando che l'accordo prevale sulla mancata rinuncia formale, ponendo fine alla lite.
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Errore di giudizio e risarcimento: il limite del danno
La Corte di Cassazione ha cassato una sentenza della Corte d'Appello per un errore di giudizio nel calcolo di un risarcimento danni. La Corte territoriale non aveva limitato la condanna alla quota di responsabilità parziale (66,87%) dell'azienda condannata, un punto già definito in primo grado e non contestato. Questo vizio, unito a un errato calcolo di rivalutazione e interessi a seguito di un pagamento parziale, ha portato all'annullamento con rinvio della decisione.
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Responsabilità solidale demansionamento: il giudicato
Una lavoratrice, illegittimamente trasferita e demansionata, ottiene la conferma della responsabilità solidale dell'azienda cedente e cessionaria per il danno subito. La Corte di Cassazione, basandosi su un precedente giudicato formatosi tra le stesse parti, stabilisce che l'inadempimento all'ordine di reintegro del cedente e la prosecuzione del demansionamento da parte del cessionario fondano la loro colpa concorrente, rendendo la questione non più riesaminabile.
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Definizione agevolata contenzioso: la sospensione
Una società produttrice di bevande, a seguito di un accertamento fiscale per discrepanze di magazzino, si trovava in contenzioso con l'Agenzia Fiscale. Giunta in Cassazione, la società ha richiesto di aderire alla definizione agevolata del contenzioso. La Suprema Corte, non ravvisando motivi di palese inammissibilità, ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio e rinviandolo a nuovo ruolo in attesa dell'esito della procedura di definizione.
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Responsabilità notaio: l’obbligo di informare
Un acquirente ha perso un immobile a causa di un'ipoteca non correttamente comunicata dal notaio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione d'appello, affermando la responsabilità del notaio. La sentenza si fonda sul "principio di non contestazione": il notaio non aveva tempestivamente negato che il pagamento del prezzo fosse avvenuto contestualmente al rogito. Questo principio è stato decisivo per stabilire il nesso causale tra la negligenza del professionista e il danno subito dall'acquirente. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione.
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