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Controricorrente

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12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso IRAP avvocati: la Cassazione riapre il caso sul diniego
Un Avvocato ha richiesto il rimborso IRAP sostenendo di aver operato senza una struttura organizzativa complessa. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta e la Commissione Tributaria Regionale ha confermato il rifiuto. Il Professionista ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa per approfondire la questione dell'autonoma organizzazione, specialmente alla luce dell'evoluzione normativa che ha progressivamente escluso i professionisti persone fisiche dall'imposta. Il focus rimane sulla verifica dei presupposti per il rimborso IRAP avvocati in assenza di dipendenti qualificati o beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile.
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Lavaggio dei DPI: la Cassazione condanna l’azienda
Un operatore della manutenzione ha chiesto il risarcimento dei danni per il mancato lavaggio dei DPI da parte del datore di lavoro. Gli indumenti includevano gilet ad alta visibilità, giubbotto impermeabile, pantaloni invernali e guanti. L'azienda sosteneva che si trattasse di semplici abiti da lavoro per evitare l'usura dei vestiti civili, escludendo l'obbligo di manutenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che qualsiasi indumento che offra anche una minima barriera protettiva costituisce un dispositivo di protezione. Di conseguenza, il lavaggio dei DPI spetta interamente al datore di lavoro per garantire l'igiene e l'efficienza degli stessi. L'azienda è stata condannata a risarcire il dipendente e a pagare le spese legali.
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Definizione agevolata: stop al fisco su auto e barche
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento sintetico nei confronti di una contribuente, presumendo un reddito superiore per l'anno 2007 basato su elementi indicativi di alta capacità contributiva, come il possesso di sei auto di grossa cilindrata, quattro case con mutuo, una barca a vela e collaboratori domestici. Dopo l'annullamento dell'atto nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018. Poiché l'ufficio non ha opposto diniego e non è stata presentata istanza di trattazione nei termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla causa tra INPS e professionista
Un ingegnere contestava l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività libero-professionale svolta in concomitanza con il lavoro dipendente. Dopo le vittorie nei primi gradi di giudizio, l'INPS proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il professionista aderiva alla definizione agevolata, estinguendo interamente il debito contributivo tramite il pagamento rateale. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuto pagamento e dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo per legge e la cessazione della materia del contendere. La definizione agevolata ha così assorbito i costi del giudizio, escludendo la condanna alle spese processuali per entrambe le parti.
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Rimessione alla pubblica udienza: stop al rito rapido
Una società in liquidazione ha proposto ricorso in Cassazione contro la curatela fallimentare di un'impresa di costruzioni, impugnando la sentenza della Corte d'Appello. La Sesta Sezione Civile, esaminando il caso in camera di consiglio, ha rilevato l'assenza dei presupposti per una decisione immediata e semplificata. Di conseguenza, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo la rimessione alla pubblica udienza. Questa decisione permette una discussione approfondita della controversia, escludendo la procedura accelerata tipica dei casi di evidente soluzione.
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Rimessione alla pubblica udienza: la Cassazione frena la fretta
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro i Controricorrenti e gli Intimati per impugnare una sentenza della Corte d'Appello. La sesta sezione civile, valutando il ricorso in camera di consiglio, ha rilevato che la questione sollevata presenta una complessità tale da non poter essere decisa con rito semplificato. Di conseguenza, la Corte ha disposto la rimessione alla pubblica udienza della seconda sezione civile, rinviando la causa a nuovo ruolo per una trattazione più approfondita.
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Definizione agevolata: stop alla lite IMU tra società e Comune
Una società ha impugnato un avviso di rettifica IMU emesso dal Comune per l'anno 2015. Dopo i primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza di sospensione per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, a cui il Comune ha aderito con apposita delibera. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dell'adesione dell'ente locale, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la verifica del perfezionamento della sanatoria.
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IMU: la definizione agevolata sospende lo scontro in Cassazione
Una Società ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per oltre duecentosettantamila euro. Dopo una parziale riduzione dell'importo nei gradi di merito, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società ha chiesto la sospensione del processo per usufruire della definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Il Comune ha aderito a tale procedura con un'apposita delibera. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questo provvedimento permette alle parti di verificare il perfezionamento della sanatoria, che potrebbe estinguere definitivamente il contenzioso senza necessità di una decisione sul merito della pretesa fiscale originaria.
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Definizione agevolata: l’istanza smarrita blocca la sanatoria
Una società contribuente ha richiesto l'estinzione di una controversia tributaria con l'Agenzia delle Entrate, sostenendo di aver presentato domanda di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha rilevato che agli atti mancava la documentazione idonea a dimostrare l'avvenuto deposito di tale istanza e che l'ufficio finanziario non aveva fornito conferme. Di conseguenza, i giudici non hanno potuto dichiarare l'estinzione del giudizio. Con ordinanza interlocutoria, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando alla cancelleria di cercare i documenti mancanti e assegnando al contribuente un termine di sessanta giorni per depositare la copia timbrata della domanda di definizione agevolata.
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Compensi professionali: la Cassazione ferma il giudizio
Un Professionista ha richiesto il pagamento dei propri compensi professionali alla Pubblica Amministrazione. Dopo la decisione sfavorevole della Corte d'Appello, il Professionista ha proposto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità, esaminando i motivi del ricorso, hanno ritenuto indispensabile analizzare i documenti contenuti nel fascicolo d'ufficio del secondo grado di giudizio. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha disposto l'acquisizione del fascicolo d'ufficio d'appello e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, sospendendo temporaneamente la decisione finale.
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Rinvio per trattative transattive: stop alla causa in Cassazione
Nel corso di un giudizio davanti alla Corte di Cassazione tra un'azienda pubblica e una società privata, quest'ultima ha richiesto il rinvio dell'udienza a causa di trattative in corso per raggiungere un accordo amichevole. L'azienda pubblica ha espresso il proprio consenso. La Suprema Corte, rilevando l'accordo tra le parti, ha disposto il rinvio per trattative transattive della causa a nuovo ruolo, consentendo ai contendenti di definire privatamente la controversia ed evitare la prosecuzione del giudizio.
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Notifica dell’adunanza camerale omessa: il Fisco deve attendere
L'Amministrazione Doganale ha applicato sanzioni a una società a seguito del recupero di dazi doganali per l'importazione di merci dalla Thailandia, dopo l'annullamento dei certificati di origine. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società. L'Amministrazione Doganale ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che la data dell'udienza non è stata comunicata alla società resistente. Per garantire il diritto di difesa, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, ordinando una nuova notifica dell'adunanza camerale per consentire il regolare svolgimento del processo.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sulla locazione
Una società di telecomunicazioni ha proposto ricorso in Cassazione contro i proprietari di un immobile per una controversia legata a una locazione per uso diverso da quello abitativo. Successivamente, la società ha depositato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dai proprietari dell'immobile. La Suprema Corte, verificata la regolarità della rinuncia e dell'accettazione ai sensi degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali.
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Fisco contro azienda: la definizione agevolata estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società contribuente in merito al recupero dell'IVA per gli anni 2003 e 2004. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata prevista dal decreto legge n. 119 del 2018, pagando l'intero importo dovuto entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rimessione alla pubblica udienza: scontro tra colossi rinviato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da una nota società di telecomunicazioni contro una società di servizi postali per l'impugnazione di una sentenza d'appello. Durante l'adunanza in camera di consiglio, i giudici hanno rilevato la particolare complessità delle questioni giuridiche trattate. Per questo motivo, la Corte ha disposto la rimessione alla pubblica udienza della causa, rinviando la decisione finale. Questo provvedimento non stabilisce un vincitore, ma garantisce una discussione approfondita e pubblica del caso, assicurando un esame dettagliato delle tesi difensive di entrambe le parti prima della pronuncia definitiva.
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Prescrizione contributi previdenziali: vince l’azienda
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme erogate ad alcuni lavoratori a titolo di indennità e contribuzione figurativa per la mobilità lunga. L'Azienda ha eccepito la prescrizione dei crediti vantati dall'istituto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico, confermando che il credito per il rimborso di tali somme rientra nell'ampia categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni e non quella ordinaria decennale. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, decretando la vittoria dell'Azienda e condannando l'ente previdenziale al pagamento delle spese di giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
Un lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello favorevole a un'azienda di panificazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole tramite una conciliazione sindacale. In seguito a questa intesa, il lavoratore ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese giudiziarie, già regolate privatamente dalle parti nel verbale di conciliazione.
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Esonero spese di lite: la sostanza vince sulla burocrazia
Un cittadino ha chiesto l'esonero dal pagamento delle spese processuali in una causa contro l'INPS. La Corte d'Appello ha negato l'agevolazione perché l'autodichiarazione sui redditi non conteneva l'impegno esplicito a comunicare future variazioni economiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che l'esonero spese di lite non richiede formule rigide o l'impegno formale a segnalare variazioni di reddito, poiché tale obbligo deriva direttamente dalla legge. Di conseguenza, il cittadino non deve pagare le spese del giudizio di appello e l'INPS è stata condannata a rimborsare le spese del giudizio di legittimità.
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Tassa rifiuti e pace fiscale: l’estinzione del giudizio tributario
Il Comune ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una Società in merito al pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU) per un'area industriale. Il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, e le spese di giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Inquadramento nella gestione previdenziale: forma contro sostanza
Due socie lavoratrici di una cooperativa chiedevano l'accertamento del proprio diritto all'iscrizione nella gestione dei lavoratori autonomi artigiani dell'INPS. La Corte d'Appello respingeva la domanda, evidenziando che per l'inquadramento nella gestione previdenziale occorre dare preminenza alla sostanza concreta del rapporto di lavoro e non al solo dato formale del contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle lavoratrici e della cooperativa, confermando che la valutazione sulla natura effettiva del rapporto spetta esclusivamente al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza, le ricorrenti perdono la causa e sono condannate al pagamento delle spese processuali.
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