La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per molestie a causa di un grave vizio di motivazione. Un uomo era stato condannato per aver partecipato a episodi di disturbo (schiamazzi, litigi) ai danni di alcuni residenti, esasperati dalla condotta degli utenti di un vicino centro sanitario. Tuttavia, la sentenza di condanna non specificava quali, tra i tanti episodi, fossero stati commessi dall'imputato e perché costituissero reato. La Cassazione ha stabilito che una condanna generica, senza un'analisi puntuale delle singole condotte, è illegittima. Il processo dovrà quindi essere celebrato di nuovo per accertare le specifiche responsabilità dell'accusato.
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