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Contrassegno

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il contro assegno, a volte anche scritto contr'assegno o contrassegno, è un metodo di pagamento di beni acquistati a distanza che consente di pagare l'oggetto non in anticipo ma al momento del suo arrivo a destinazione. L'incarico da parte dello speditore di incassare per proprio conto una determinata somma è fissata attraverso un contratto di spedizione con una azienda dedita al trasporto di merci. Quest'ultima, generalmente la posta o un'azienda dedita al trasporto nazionale su gomma garantisce la consegna della merce solo previo pagamento di quanto pattuito e provvede a restituire la somma al mandante. Se non pattuito diversamente, il pagamento della merce da parte del ricevitore deve essere effettuato esclusivamente attraverso una forma di pagamento "garantito" (contanti o assegno circolare di norma) dato che il vettore deve corrispondere in ogni caso al suo mandante la cifra specificata. La pattuizione diversa, che deve essere chiaramente esplicitata in forma scritta, può prevedere il ritiro da parte dell'incaricato di un assegno bancario intestato direttamente al proprietario della merce. Trattandosi di un servizio effettuato per la clientela l'azienda incaricata dovrà essere rimborsata per il lavoro svolto e il compenso viene solitamente fissato in una percentuale della cifra da movimentare. Lo stesso tipo di servizio può avvenire anche nel campo dei trasporti internazionali su gomma, nel traffico di merci tra nazioni che consentono agevoli scambi valutari; in campo internazionale è conosciuto con l'acronimo C.O.D. (Collect on delivery, precedentemente Cash on delivery). Categoria:Figure e regole del trasporto merci

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsità materiale: il medico fantasma e il contrassegno ingannevole
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsità materiale a carico di un individuo che esponeva sulla propria auto un contrassegno medico falso. L'imputato sosteneva di aver solo utilizzato un atto falso, ma la Corte ha ribadito che la riproduzione di un documento inesistente, se idonea a ingannare e presentata come originale, costituisce falsità materiale. La presenza di un foglio con i dati personali accanto al contrassegno ha rafforzato la natura ingannevole. Il ricorso è stato rigettato, confermando la colpevolezza e la pena inflitta.
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Prova Pagamento Contanti: Debito Confermato per Errore d’Appello
Un'azienda acquirente si oppone a un decreto ingiuntivo per una fornitura, sostenendo di aver pagato in contanti alla consegna. La sua richiesta di fornire la prova del pagamento in contanti tramite testimoni viene contestata. L'azienda ricorre in Cassazione, ma il suo ricorso viene dichiarato inammissibile. La Suprema Corte rileva che i motivi del ricorso sono estranei alla decisione impugnata, la quale verteva unicamente su una questione di competenza territoriale e non sulla prova del pagamento. L'errore strategico nell'impostazione del ricorso porta alla conferma del debito a carico dell'acquirente, che perde la causa per un vizio puramente procedurale.
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Contrassegno SIAE: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per un soggetto sorpreso a detenere per la vendita supporti video-musicali privi del Contrassegno SIAE. La difesa sosteneva l'inapplicabilità della norma basandosi su una vecchia sentenza europea, ma i giudici hanno chiarito che, dopo il decreto del 2009, l'obbligo del bollino è pienamente efficace. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici e non contestavano efficacemente la flagranza della detenzione a scopo di vendita su suolo pubblico.
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Contraffazione audiovisiva: stop alla vendita abusiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per contraffazione audiovisiva. Il caso riguardava la detenzione di oltre mille supporti privi di contrassegno SIAE. La Corte ha stabilito che l'entità del materiale esclude benefici come la particolare tenuità del fatto, confermando la natura professionale dell'attività illecita.
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Arma clandestina: rischi modifica pistola giocattolo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per fabbricazione di arma clandestina a carico di un soggetto che ha trasformato una pistola giocattolo in un'arma da fuoco funzionante. Nonostante la difesa sostenesse che l'abrogazione del Catalogo Nazionale delle Armi avesse rimosso l'obbligo di registrazione, i giudici hanno chiarito che tale obbligo persiste sotto la vigilanza del Banco Nazionale di Prova. La presenza di un numero di matricola arbitrario sulla canna non esclude il reato, poiché mancano i contrassegni ufficiali dello Stato.
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Uso illecito contrassegno: quando scatta il reato?
Un imputato è stato condannato per il reato di uso illecito di un contrassegno distintivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per configurare il reato è sufficiente che il contrassegno simuli la funzione di quello in uso alle forze dell'ordine, anche se non ne è una replica fedele. La Corte ha inoltre confermato che le attenuanti generiche non possono prevalere sulla recidiva in base all'art. 69 c.p.
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Campioni gratuiti IVA: la Cassazione chiarisce
Un'azienda ceramica riceve un accertamento IVA per la cessione di campioni gratuiti. La Cassazione chiarisce che la marcatura 'campione gratuito' sulla confezione è sufficiente per l'esenzione IVA, non essendo necessaria una marcatura indelebile su ogni singolo prodotto. Viene annullata la sentenza che riteneva evasiva tale pratica.
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