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Contraffazione Grossolana

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85 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Marchio contraffatto: Cassazione su screenshot e reato
Un soggetto, condannato per aver commercializzato un veicolo con un marchio contraffatto, ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le statuizioni civili a suo carico nonostante l'intervenuta prescrizione del reato. L'ordinanza stabilisce principi chiave: uno screenshot da social network è una prova documentale valida e la natura grossolana della contraffazione è irrilevante ai fini della configurabilità del reato, poiché la norma tutela la pubblica fede.
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Contraffazione grossolana: è reato? La Cassazione
Un uomo viene condannato per ricettazione e vendita di 44 accessori di moda contraffatti. In Cassazione, lamenta che la contraffazione grossolana dei prodotti dovesse escludere il reato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il reato tutela la fede pubblica nei marchi, a prescindere dalla possibilità di ingannare l'acquirente. Viene confermata la condanna e l'irrilevanza della palese falsità dei beni.
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Contraffazione grossolana: è reato anche se palese?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e vendita di prodotti con marchi falsi. La Corte ha chiarito due punti fondamentali: primo, l'ipotesi attenuata della ricettazione è una circostanza e non un reato autonomo ai fini della prescrizione; secondo, il reato di commercio di prodotti contraffatti sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera determinazione dell'acquirente.
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Contraffazione grossolana: quando sussiste il reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per aver detenuto a fini di vendita prodotti con marchio contraffatto. La difesa sosteneva che la contraffazione grossolana e la mancata perizia escludessero il reato. La Suprema Corte ribadisce che il reato sussiste a prescindere dall'evidenza della falsificazione, poiché la norma tutela la fede pubblica e non il singolo acquirente. Viene inoltre confermata la distinzione tra ricettazione e incauto acquisto, rigettando la richiesta di riqualificazione del reato.
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Contraffazione grossolana: reato anche senza inganno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e commercio di prodotti falsi. La difesa sosteneva l'insussistenza del reato a causa della 'contraffazione grossolana', ovvero così evidente da non poter ingannare nessuno. La Corte ha ribadito che il reato di commercio di prodotti con marchi falsi (art. 474 c.p.) non tutela il singolo acquirente, ma la fede pubblica. Pertanto, la grossolanità della falsificazione è irrilevante e il reato sussiste comunque, potendo concorrere con quello di ricettazione.
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