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Contraffazione Grossolana

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85 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Marchio contraffatto: reato anche se falso evidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ha ribadito che il reato sussiste anche in caso di contraffazione palese, poiché la legge tutela la fede pubblica e non solo il singolo acquirente. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, confermando la valutazione dei giudici di merito.
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Marchio contraffatto: quando il reato sussiste sempre
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. L'imputato sosteneva che il reato fosse impossibile data l'evidente grossolanità della contraffazione. La Corte ha ribadito che il reato in questione non tutela il singolo acquirente dall'inganno, ma la fede pubblica, ovvero la fiducia collettiva nei marchi. Pertanto, la detenzione per la vendita di un marchio contraffatto integra il reato a prescindere dalla possibilità concreta di ingannare l'acquirente.
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Marchio contraffatto: Cassazione su ricettazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22097/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e commercio di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ha ribadito che la vendita di merce falsa è reato anche se la contraffazione è palese, in quanto viene lesa la fede pubblica. Inoltre, ha confermato che i reati di ricettazione e commercio di prodotti falsi possono coesistere.
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Contraffazione grossolana: quando il reato sussiste
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti con marchi falsi. La difesa sosteneva la tesi della contraffazione grossolana, ma la Corte ha ribadito che la valutazione non dipende dalle modalità di vendita, bensì dall'idoneità del marchio a ingannare il pubblico in generale, tutelando la fede pubblica e non solo il singolo acquirente.
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Contraffazione grossolana: reato anche se il falso è palese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18987/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per commercio di prodotti contraffatti. La Corte ha ribadito che il reato sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera determinazione dell'acquirente. Viene confermato, inoltre, che la riproduzione di personaggi di fantasia registrati integra il reato e che è possibile il concorso con il delitto di ricettazione.
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Contraffazione grossolana: reato anche senza inganno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la vendita di prodotti con marchi falsi. L'imputato sosteneva la tesi della "contraffazione grossolana", cioè di un falso così evidente da non poter ingannare nessuno. La Corte ha ribadito che il reato previsto dall'art. 474 del codice penale tutela la fede pubblica e la fiducia nei marchi, configurandosi come un reato di pericolo. Pertanto, la possibilità di trarre in inganno l'acquirente non è un elemento necessario per la sua sussistenza.
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Contraffazione grossolana: reato anche se evidente?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di prodotti contraffatti, stabilendo un principio fondamentale sulla cosiddetta "contraffazione grossolana". Un imputato, condannato per ricettazione e commercio di prodotti con marchi falsi, aveva sostenuto che i falsi fossero così evidenti da non poter ingannare nessuno. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che il reato sussiste comunque perché non tutela solo l'acquirente, ma la "fede pubblica", cioè la fiducia collettiva nei marchi. Tuttavia, ha annullato la condanna per il reato di commercio di prodotti falsi perché, nel frattempo, era intervenuta la prescrizione.
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Patente falsa: quando il reato è punibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente per l'uso di una patente falsa. La sentenza chiarisce che una falsificazione non palese di un documento estero costituisce reato, anche se non valido per la guida in Italia, poiché lede la fiducia pubblica. Rigettata anche la richiesta di non punibilità per la particolare tenuità del fatto.
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Contraffazione grossolana: perché è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5451/2024, ha stabilito che la vendita di prodotti con marchi palesemente falsi costituisce reato, anche in caso di contraffazione grossolana. Il ricorso di un imputato, condannato per ricettazione di merce contraffatta, è stato respinto. La Corte ha chiarito che il reato tutela la 'pubblica fede' nei marchi e non la libera scelta del singolo acquirente. Pertanto, l'evidenza del falso non rende il fatto non punibile. La sentenza affronta anche questioni procedurali, confermando la validità di una decisione anche se il giudice cessa dall'incarico prima del deposito delle motivazioni.
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Marchio contraffatto: reato anche se il falso è palese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 98/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ha stabilito che il reato sussiste indipendentemente dalla grossolanità della contraffazione, poiché la norma non tutela il singolo acquirente dall'inganno, ma la fede pubblica e l'affidamento collettivo nei segni distintivi. La pena, ritenuta non eccessiva, è stata confermata.
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Contraffazione grossolana: irrilevante per la condanna
Un commerciante condannato per la vendita di prodotti contraffatti ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la falsificazione fosse talmente evidente (c.d. contraffazione grossolana) da non poter ingannare nessuno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il reato di commercio di prodotti con marchi falsi non richiede che l'acquirente sia effettivamente ingannato. La norma, infatti, non tutela il singolo consumatore, ma la 'fede pubblica', ovvero la fiducia collettiva nell'autenticità dei marchi. Pertanto, la detenzione per la vendita di merce contraffatta costituisce reato a prescindere da quanto palese sia il falso.
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Marchio contraffatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ribadisce che il reato sussiste anche in caso di contraffazione palese, poiché a essere tutelata è la fede pubblica. Vengono inoltre respinte le censure sulla valutazione delle prove, considerate questioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità.
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Prodotti contraffatti: Cassazione sulla vendita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per ricettazione e vendita di prodotti contraffatti. La Corte ha ribadito che la detenzione per la vendita di merce falsa integra il reato ex art. 474 c.p. anche se la contraffazione è grossolana, poiché il bene giuridico tutelato è la fede pubblica e non il singolo acquirente. Inammissibile anche il motivo sulla ricettazione, ritenuto una mera riproposizione di argomenti già respinti in appello.
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Contraffazione non grossolana: irrilevante per il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vendita di prodotti contraffatti. La Corte stabilisce che il reato sussiste indipendentemente dalla qualità della falsificazione, poiché la norma sulla contraffazione non grossolana tutela la fede pubblica e non l'inganno del singolo acquirente. Viene confermato che si tratta di un reato di pericolo, per cui la possibilità di trarre in inganno il compratore è irrilevante.
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Contraffazione grossolana: perché è sempre reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti falsi e ricettazione. L'imputato sosteneva che la contraffazione grossolana dei prodotti escludesse il reato, ma la Corte ha ribadito che la legge tutela la fede pubblica nei marchi, indipendentemente dalla possibilità di ingannare il singolo acquirente. È stato inoltre confermato che i due reati possono concorrere e che il diniego delle attenuanti era legittimo, data la quantità della merce e la personalità dell'imputato.
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Marchio contraffatto: quando il reato sussiste
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ribadisce che, per i marchi notori, la tutela penale non richiede la prova della registrazione e che la natura grossolana della falsificazione è irrilevante, in quanto il reato protegge la fede pubblica e non il singolo consumatore.
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Contraffazione grossolana: irrilevante per il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vendita di prodotti con marchio falso. La Corte ribadisce che il reato sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera scelta dell'acquirente. Il reato è di pericolo e non richiede l'effettivo inganno del compratore.
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Contraffazione grossolana: irrilevante per il reato
Un individuo, condannato per commercio di prodotti con marchi falsi, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra le altre cose, l'irrilevanza penale del fatto a causa della palese falsità dei prodotti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la **contraffazione grossolana** non esclude il reato previsto dall'art. 474 c.p. La norma, infatti, non tutela il consumatore dall'inganno, ma la fede pubblica, ovvero la fiducia generale nell'autenticità dei marchi.
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Contraffazione grossolana: annullata condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per commercio di prodotti contraffatti (telefoni e profumi). Secondo la Corte, il malfunzionamento di un prodotto o la falsità degli scontrini sono indizi di truffa, non di contraffazione. Inoltre, per configurare il reato di cui all'art. 474 c.p., è necessario provare l'esatta riproduzione del marchio, non una mera somiglianza, distinguendo così la contraffazione grossolana dal reato di vendita di prodotti con segni mendaci. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Contraffazione grossolana: quando scatta il reato?
Con l'ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti con segni falsi. La Corte ha ribadito che la cosiddetta contraffazione grossolana, per escludere il reato, deve essere oggettivamente riconoscibile da chiunque e non desumibile solo dal prezzo basso o dal contesto di vendita. Il bene tutelato è la fede pubblica della collettività, non la posizione del singolo acquirente.
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