LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Contraffazione E Ricettazione

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contraffazione e Ricettazione: Falso Grossolano non Esclude il Reato
Un individuo è stato condannato per i reati di contraffazione e ricettazione, avendo introdotto e commerciato prodotti con marchi falsi e ricevuto beni di provenienza illecita. Ha tentato di impugnare la condanna, chiedendo nuove prove in appello. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che la contraffazione è un reato che tutela la fede pubblica, non solo l'acquirente. Pertanto, anche una contraffazione grossolana, facilmente riconoscibile, integra il reato, escludendo l'ipotesi del reato impossibile. La condanna è stata confermata, con spese a carico del ricorrente.
Continua »
Contraffazione e Ricettazione: Ricorso Inammissibile per Profumi Falsi
Un uomo è stato condannato per contraffazione e ricettazione di 650 confezioni di profumo con marchi falsi. La Corte d'Appello di Torino ha confermato la condanna. L'uomo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di prova sulla provenienza illegale dei beni e l'assenza di riproduzioni fotografiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le doglianze ripetitive e prive di specificità. La Corte ha confermato che la contraffazione era evidente dalle foto e che la consapevolezza dell'uomo, professionista del settore, integrava sia la contraffazione che la ricettazione. L'uomo deve pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Contraffazione e Ricettazione: Ricorsi Inammissibili, Condanna Confermata
Due persone, Il Commerciante e La Collaboratrice, sono state condannate per reati di contraffazione e ricettazione, oltre al commercio di prodotti con segni falsi. La Corte d'Appello aveva confermato la loro colpevolezza, basandosi sul ritrovamento di una macchina per punzonare marchi (come quello Hermes) e sulla falsificazione di numerosi marchi. L'attività era organizzata, con legami familiari tra i coinvolti. La Corte di Cassazione ha dichiarato i loro ricorsi inammissibili, non rispettando i requisiti legali. I due sono stati condannati a pagare le spese processuali e tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »
Contraffazione e Ricettazione: Condanna Confermata per Prodotti Falsi
L'Imputata è stata condannata per i reati di contraffazione e ricettazione di prodotti con marchi falsi. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la contraffazione fosse troppo grossolana per ingannare e che i reati non potessero coesistere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il reato di contraffazione tutela la fede pubblica, non solo l'inganno dell'acquirente, e che la contraffazione e ricettazione possono concorrere. L'Imputata ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
Continua »
Contraffazione e ricettazione: la Cassazione nega la lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di contraffazione e ricettazione a carico di un soggetto che deteneva merci con marchi mendaci. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello lamentando vizi di motivazione sulla responsabilità penale e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il controllo di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito. La decisione sottolinea che la gravità delle modalità della condotta e il pericolo per la fede pubblica precludono l'applicazione dei benefici per i fatti di lieve entità. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Contraffazione e ricettazione: condanna confermata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di contraffazione e ricettazione a carico di un soggetto trovato in possesso di merce con marchi falsificati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e riproduttivi di quanto già discusso in appello. La Corte ha chiarito che i segni contraffatti erano idonei a trarre in inganno un acquirente medio e che l'imputato non ha fornito giustificazioni lecite per il possesso dei beni. Inoltre, è stata negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della presenza di precedenti condanne per reati simili, che dimostrano la natura non occasionale della condotta criminosa. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »